Attuazione del programma d'azione concordato nel 1994 alla Conferenza internazionale del Cairo su popolazione e sviluppo nonché dell'obiettivo di sviluppo del millennio 5
09.3113 · Interpellanza · 2009-03-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera ha ratificato il programma d'azione concordato nel 1994 alla Conferenza internazionale del Cairo su popolazione e sviluppo, in cui si riconosce l'importanza della salute riproduttiva come pure dell'accesso a servizi di pianificazione familiare e all'istruzione, e si afferma che il rafforzamento del ruolo della donna costituisce uno dei presupposti per uno sviluppo demografico sostenibile. La salute riproduttiva ha acquistato ulteriore importanza con l'obiettivo di sviluppo del millennio MDG 5, che consiste nel migliorare la salute materna.
Il 15° anniversario della Conferenza del Cairo offre l'occasione per fare il punto della situazione e, alla luce di quest'ultimo, stabilire gli obiettivi per i cinque anni che mancano allo scadere del periodo di vent'anni abbracciato dal programma d'azione. Considerato che la Svizzera ha aderito ai programmi summenzionati, chiedo al Consiglio federale:
1. Quali provvedimenti concreti ha adottato la Svizzera per contribuire alla realizzazione del programma d'azione e al raggiungimento dell'obiettivo di sviluppo del millennio MDG 5?
2. Qual è il bilancio dei primi 15 anni del programma d'azione, in particolare rispetto al punto della situazione di cinque anni or sono (cfr. Ip. 04.3567)?
3. In relazione con il programma d'azione e l'obiettivo MDG 5, la Svizzera ha previsto di intensificare gli sforzi nel campo della cooperazione allo sviluppo per contribuire al raggiungimento degli obiettivi previsti? Sono stati stanziati i fondi necessari?
4. Il miglioramento della salute sessuale e riproduttiva è uno dei cardini della cooperazione internazionale della DSC in materia sanitaria. Quali provvedimenti concreti sono stati adottati in questo campo?
5. Dopo la riorganizzazione, quale importanza attribuisce la DSC alla salute sessuale e riproduttiva? Rimarrà uno degli elementi chiave anche a lungo termine? Come è affrontato il tema sotto il profilo strutturale? Come viene valutata l'efficienza dell'attuazione?
6. Nell'ambito della cooperazione internazionale, a quanto ammonta l'impegno finanziario della DSC in materia di salute sessuale e riproduttiva e più in particolare per la realizzazione dell'obiettivo "universal access to reproductive health"?
7. In che modo il Consiglio federale verifica che i fondi versati a organizzazioni internazionali o nell'ambito della cooperazione multilaterale allo sviluppo per realizzare il programma d'azione e l'obiettivo MDG 5 siano impiegati in modo efficace?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2./4. La salute sessuale e riproduttiva è una priorità strategica nel settore sanitario esplicitamente menzionata nella politica di sviluppo della Svizzera. Concretamente, la Svizzera si impegna nella promozione dei diritti dell'uomo rilevanti dal profilo sanitario. Essi comprendono la salute riproduttiva, la libera scelta sulla procreazione di donne, uomini e adolescenti, la promozione di servizi sanitari integrati e il sostegno agli sforzi di riduzione della violenza legata alle disparità di genere.
A livello bilaterale la cooperazione svizzera allo sviluppo sostiene diversi progetti e programmi in materia di salute sessuale e riproduttiva, di cui alcuni importanti nell'Africa australe che stanno dando notevoli risultati:
- il sostegno al sistema sanitario del Mozambico consente di garantire il trattamento antivirale di 112 000 persone colpite dall'HIV in circa 400 centri sanitari;
- il programma "Regional Psycho-Social Initiative" fornisce un sostegno psicologico a 5 milioni di fanciulli e adolescenti colpiti dall'HIV/AIDS dal 2002;
- il programma "Media in Education Trust, Africa" intende migliorare l'educazione nel settore della salute sessuale e riproduttiva e dello sviluppo socioeconomico grazie all'elaborazione e diffusione di materiale scolastico.
Nell'Europa dell'Est e in Asia centrale diversi programmi sono in fase di realizzazione con risultati convincenti:
- promozione della salute primaria e della medicina di famiglia nelle zone rurali con un'attenzione particolare al miglioramento della salute delle madri (Tagikistan);
- rafforzamento dell'educazione dei genitori in Moldavia, mediante servizi di consulenza e sostegno soprattutto ai giovani futuri genitori per preparare la maternità, il parto e la cura dei neonati;
- miglioramento dell'accesso e della qualità dei servizi sanitari prioritari, tra cui rientrano la salute delle madri e la salute sessuale e riproduttiva, mediante il sostegno settoriale al budget in Kirghizistan e la preparazione di un approccio settoriale in Tagikistan;
- sostegno alle riforme sanitarie, in particolare nell'ambito dei servizi prenatali e perinatali in Tagikistan (con l'Unicef).
La DSC sostiene inoltre finanziariamente molte organizzazioni non governative nel settore della salute sessuale e riproduttiva (p. es. International Planned Parenthood Federation - IPPF, Medicus Mundi e Aidsfocus, piattaforma di ONG svizzere di lotta contro l'HIV/AIDS) nel loro impegno in diversi Paesi del Sud.
A livello multilaterale, anche la cooperazione svizzera allo sviluppo versa contributi alle principali organizzazioni internazionali attive nel settore della salute, compresa la salute sessuale e riproduttiva (Unicef, fondo delle Nazioni Unite per la popolazione UNFPA, programma comune delle Nazioni Unite per l'HIV/AIDS UNAIDS, OMS e fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria GFATM).
Nonostante importanti progressi, rimane ancora molto da fare per attuare il MDG 5 e il programma d'azione. Alcune regioni sono maggiormente colpite rispetto ad altre: nell'Africa subsahariana, per esempio, la possibilità per una donna di andare incontro a complicazioni evitabili o che possono essere trattate durante la gravidanza o il parto è di 1 su 22, mentre nelle regioni sviluppate è di 1 su 7300. Il tasso di mortalità delle madri continua a essere troppo elevato in molti Paesi del mondo: è diminuito di meno dell'1 per cento tra il 1990 e il 2005, molto meno del 5,5 per cento necessario per raggiungere l'obiettivo.
3. Con l'approvazione del messaggio concernente la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo l'8 dicembre 2008, il Parlamento ha stabilito una strategia unica in materia di politica dello sviluppo basata su tre assi prioritari: in primo luogo ridurre la povertà; in secondo luogo promuovere la sicurezza umana e ridurre i rischi e in terzo luogo instaurare una globalizzazione che promuova lo sviluppo. La Svizzera è costantemente alla ricerca di sinergie tra l'aiuto bilaterale attuato nei Paesi prioritari e i programmi corrispondenti delle organizzazioni multilaterali di cui fa parte. La cooperazione con altri donatori consente inoltre di ampliare e scambiare le esperienze acquisite nei progetti bilaterali. È difficile stabilire un obiettivo finanziario da raggiungere, anche perché esso ridurrebbe il margine di manovra per il finanziamento di altri compiti parziali altrettanto importanti.
5. Uno degli obiettivi della riorganizzazione della DSC è di favorire le sinergie tra gli impegni bilaterali e multilaterali della cooperazione allo sviluppo e di mettere a disposizione le conoscenze tematiche per le attività operative. Per questo motivo, i collaboratori con competenze tematiche sono stati integrati nei settori operativi. Sono state inoltre istituite reti tematiche per facilitare la gestioni delle conoscenze. Nel caso della sanità, il coordinamento della rete ha luogo nell'ambito della Divisione Africa orientale e australe.
6. Nel 2008, nel settore della sanità sono stati attribuiti 41 milioni di franchi a organizzazioni multilaterali come GFATM (7 milioni), UNAIDS (5 milioni) e OMS (5,5 milioni di franchi), tra le altre. Questi contributi sono stati utilizzati per diverse attività direttamente legate alla salute sessuale e riproduttiva. Questa problematica è inoltre spesso parte integrante di attività che riguardano altre dimensioni, come per esempio attività di promozione della parità dei sessi o programmi di sostegno della salute in generale.
7. La partecipazione della Svizzera agli organi direttivi di organizzazioni internazionali e di fondi come l'UNAIDS, l'UNDFAP, l'Unicef e l'OMS consente di influenzare non solo le priorità nel versamento dei fondi ma anche i risultati da raggiungere. Inoltre i programmi e rapporti annuali dei diversi uffici federali (DSC e UFSP) consentono al Consiglio federale di seguire le attività realizzate nell'attuazione del programma d'azione e del MDG 5.
Risposta del Consiglio federale.