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09.3117 · Mozione · 2009-03-17

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare i pertinenti regolamenti dell'esercito affinché i militari possano rinunciare al porto della tenuta A durante la libera uscita.

Begründung

L'immagine attualmente negativa di cui soffre l'esercito svizzero è in parte dovuta anche al comportamento dei militari in libera uscita: il consumo di stupefacenti e un eccessivo consumo di alcol da parte di militari in uniforme non sono un buon biglietto da visita per il nostro esercito di milizia. L'abolizione dell'obbligo del porto dell'uniforme d'uscita consentirebbe di risolvere contemporaneamente alcuni attuali problemi:

1. L'immagine dell'esercito sarebbe pregiudicata in minor misura da militari in stato di ebrietà o sotto l'influsso di stupefacenti.

2. Il porto dell'uniforme e il fatto di trovarsi in gruppo danno ai militari in libera uscita una sensazione di maggiore anonimato. Il fatto di portare abiti civili indurrebbe di per sé i gruppi di militari in libera uscita a un comportamento più civile.

3. I militari in uniforme sono stati in passato oggetto di mirati atti di violenza e hanno dovuto pertanto essere equipaggiati di spray al pepe. Se fosse data loro la possibilità di andare in libera uscita con abiti civili si assisterebbe a una diminuzione delle aggressioni.

4. Un uso limitato della tenuta A consentirebbe di realizzare notevoli risparmi per quanto concerne l'equipaggiamento dei militari.

5. Già oggi numerosi militari non osservano le prescrizioni in materia di vestiario durante la libera uscita. Con ogni probabilità la maggior parte sembrerebbe preferire andare in uscita libera direttamente in abiti civili piuttosto che presentarsi in pubblico con una tenuta scorretta o cambiare abiti di nascosto.

6. Le operazioni di controllo della sicurezza militare potrebbero essere limitate a questioni molto più importanti e non dovrebbero più concernere l'uso scorretto dell'uniforme.

Persino ufficiali di alto rango dubitano della ragionevolezza dell'obbligo del porto dell'uniforme d'uscita. In questo caso la Svizzera mantiene viva una tradizione che, invece di contribuire alla sicurezza del Paese, rischia, in determinate circostanze, di recare danno all'esercito. All'estero l'obbligo di porto dell'uniforme durante la libera uscita da tempo non costituisce più la regola. L'abolizione dell'obbligo dell'uniforme durante la libera uscita rappresenterebbe un atto di modernizzazione con conseguenze positive per l'immagine dell'esercito e implicherebbe persino alcune possibilità di risparmio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La maggior parte dei militari in libera uscita si comportano correttamente. Anche se in singoli casi vi sono problemi di ordine, il Consiglio federale è del parere che tali problemi non vadano affrontati con la rinuncia al porto dell'uniforme, bensì risolti con il ricorso a provvedimenti adeguati. Il mantenimento della disciplina e di un comportamento corretto costituisce un compito permanente dei responsabili militari. Si tratta, tra l'altro, di evitare gli infortuni, di assicurare un atteggiamento improntato alla sicurezza e di curare l'immagine dell'esercito nella società. I problemi risultati dal comportamento di militari in libera uscita rientrano in questo ambito. Di conseguenza, il capo dell'esercito ha compreso tra i propri obiettivi annuali la promozione dell'ordine e della disciplina.

L'esercito di milizia svizzero può e deve essere visibile in una tenuta corretta. Nel nostro esercito di milizia, la visibilità del cittadino soldato in uniforme rappresenta un valore da non sottovalutare ed è l'espressione del radicamento dell'esercito nella società svizzera.

In linea di principio, per quanto concerne il porto dell'uniforme durante la libera uscita, l'esercito svizzero non può essere oggetto di confronti con altre forze armate. I militari svizzeri sono in servizio per tutto il periodo che intercorre dall'entrata in servizio sino al licenziamento. Nelle forze armate estere il servizio è limitato a ore di lavoro predefinite, al di fuori delle quali in molti Paesi sono applicabili leggi e prescrizioni di carattere civile.

Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione secondo cui le provocazioni e gli atti di violenza contro militari in libera uscita diminuirebbero di numero in caso di rinuncia al porto dell'uniforme. Tuttavia una soluzione in tal senso non consentirebbe di garantire un comportamento più disciplinato da parte dei militari stessi.

L'impossibilità di riconoscere, grazie all'uniforme, i militari in servizio potrebbe essere fonte di problemi. La polizia, la sicurezza militare e gli organi di sorveglianza della truppa non sarebbero più in grado di distinguere di primo acchito i militari in libera uscita dalle persone civili, con un conseguente possibile aumento dei controlli di persone civili da parte della sicurezza militare. In caso di impiego di abiti civili, anche nelle caserme diventerebbe più difficile distinguere i militari dalle persone civili. Ciò comporterebbe un possibile aumento dei furti e, a causa delle differenze a livello di vestiario civile, una maggiore percezione delle ineguaglianze sociali e possibili atti di discriminazione. Inoltre condurrebbe a una diminuzione del senso di appartenenza alla truppa e dello spirito di corpo.

Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale giunge alla conclusione che non si debba rinunciare all'uniforme d'uscita e che essa debba continuare a essere portata dai militari durante la libera uscita. Il problema del comportamento scorretto in libera uscita e dell'uso scorretto dell'uniforme va affrontato mediante un'educazione tenace da parte dei quadri, controlli più frequenti e un maggiore ricorso a pene disciplinari.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.