09.3175 · Postulato · 2009-03-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto per chiarire se esistono grandi aziende la cui importanza per l'economia è tale che de facto beneficiano di una garanzia governativa. In caso affermativo, occorre rendere noto di quali aziende si tratta e illustrare le conseguenze per la Confederazione per quanto riguarda la sorveglianza, la partecipazione ai loro consigli d'amministrazione e il sistema salariale.
Begründung
Il pacchetto di misure a sostegno all'UBS solleva nuove questioni. Esistono in questo Paese grandi aziende private la cui importanza per l'economia è tale che non si può correre il rischio di un loro fallimento e quindi lo Stato deve intervenire per sostenerle? In altre parole, esistono grandi aziende private che de facto godono di una garanzia governativa? Di quali aziende si tratta? Soltanto delle grandi banche? E le società assicurative? E Nestlé, Novartis, Roche? Quali sarebbero le implicazioni per la Confederazione in materia di sorveglianza? Sarebbero necessarie delle condizioni per la struttura salariale concernenti anche, ma ovviamente non solo, i bonus? Risulterebbe obbligatoria la partecipazione della Confederazione ai loro consigli d'amministrazione? Quali conseguenze legali comporterebbe?
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Alla luce del fallimento di Swissair, con il postulato 02.3473, "Individuazione precoce a livello di economia nazionale", la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) aveva invitato il Consiglio federale a verificare se l'individuazione precoce di difficoltà da parte di imprese importanti per l'economia nazionale o per il sistema economico richiedesse la creazione di nuove basi legali o se fossero sufficienti quelle già esistenti. Nel suo secondo rapporto del 30 settembre 2005 il Consiglio federale ha espresso, in risposta alla CdG-S, il parere secondo cui la Confederazione non dovrebbe assumersi la responsabilità diretta nella rilevazione di difficoltà da parte delle imprese di rilevanza economica, come accadrebbe ad esempio se avesse un seggio nel consiglio d'amministrazione delle grandi aziende.
Nel rapporto summenzionato è stato spiegato che la confusione delle responsabilità tra Stato ed economia privata depone a sfavore dell'eventuale partecipazione statale alle responsabilità statali. Una tale partecipazione comporta il rischio di azioni dir responsabilità contro lo Stato nel caso in cui vengano diffuse informazioni false sulla situazione di un'impresa oppure da informazioni esatte si traggano conclusioni sproporzionate o approssimative. Nel rapporto viene menzionato esplicitamente anche il pericolo di una scarsa coerenza negli sforzi di risanamento, dal momento che si potrebbe speculare sugli aiuti statali.
Secondo il Consiglio federale occorre provvedere, tramite le disposizioni del diritto privato, affinché i privati, in particolare gli azionari e gli organi da essi istituiti, abbiano accesso alle informazioni idonee per poter dare tempestivamente un nuovo orientamento alla ditta quando cominciano a profilarsi difficoltà economiche e per garantire che tale processo avvenga nell'ambito di procedure (di risanamento) appositamente disposte. Sono state presentate al Parlamento proposte di riforma della corporate governance (regolamentazione degli indennizzi, obblighi in materia di revisione, rafforzamento dei diritti degli azionari) e attualmente è in fase di preparazione una revisione della LEF, che pone l'accento sul risanamento delle aziende.
Le distorsioni del mercato richiedono talvolta interventi prudenti da parte dello Stato. Per poter avviare tempestivamente il risanamento, finanziato da privati, di aziende rilevanti per il sistema economico - anche per le attività soggette ad autorizzazione, come quelle che rientrano nell'ambito di competenza della FINMA - risulta prioritario l'utilizzo e lo sviluppo di strumenti di vigilanza specifici del settore, i quali possono andare fino alla minaccia di revoca dell'autorizzazione d'esercizio. Come spiegato nella risposta alla mozione CET-N 09.3019, "Meno rischi per il mercato finanziario", se la Confederazione avesse un'influenza diretta sull'attività di un'azienda sedendo nel consiglio di amministrazione, ne risulterebbero, oltre a problemi da insider, un conflitto di interessi con i suoi altri compiti quale regolatore del mercato.
Per quanto riguarda gli altri due ambiti menzionati nel postulato (vigilanza e sistemi salariali), va notato che, accogliendo la mozione del gruppo dell'Unione democratica di Centro 08.3649, "Impedire rischi insostenibili per l'economia svizzera", il Consiglio federale si è già dichiarato disposto a istituire un gruppo di esperti per la redazione di un rapporto sulle possibili conseguenze per l'economia svizzera in caso di fallimento di una grande impresa. Dal momento che l'analisi non deve essere ristretta agli istituti finanziari, le legittime richieste avanzate nel postulato verranno trattate nell'ambito dei lavori concernenti la mozione 08.3649.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.