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09.3231 · Interpellanza · 2009-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. A quanto ammontano i fondi pubblici stanziati dalla Confederazione per la

protezione conservativa della natura (funzione di biodiversità) nel bosco?

2. Quale obiettivo, riferito a tali superfici, viene raggiunto?

3. Qual è il grado di efficienza di tali fondi rispetto a quelli investiti per lo stesso scopo dai Paesi confinanti?

4. A quanto ammontano i fondi pubblici stanziati dalla Confederazione per la promozione diretta del legno, al contempo materia prima rinnovabile e combustibile?

5. A quanto ammonta, in termini quantitativi, il potenziale di legno utilizzabile cui la Confederazione rinuncia a causa della sua politica di protezione della natura (politica in materia di biodiversità) nel bosco?

6. Come garantisce la Confederazione che l'impiego di mezzi a favore della protezione della natura e della biodiversità non faccia concorrenza all'impiego di mezzi per un approvvigionamento sostenibile del legno?

Begründung

L'Ufficio federale dell'energia (UFE) vuole più energie alternative (energia da legno) e standard Minergie (legname da costruzione), mentre l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) vuole più biodiversità e gestione forestale estensiva. I proprietari forestali e i lavoratori del legno sono più pronti e in grado di soddisfare gli obiettivi di politica energetica e climatica, se non sono fin troppo frenati dall'UFAM. Secondo quali criteri e con quale ponderazione il DATEC coordina queste finalità talvolta contraddittorie (per lo meno nel settore forestale)?

Come vengono tutelati e garantiti gli interessi dei proprietari forestali, per prevenire che l'interesse pubblico venga utilizzato dai non proprietari come pretesto per obiettivi motivati da questioni politiche?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel quadro della NPC, la Confederazione ha concordato con ogni cantone un ampio accordo quadriennale (2008-2011) per la promozione della diversità biologica nel bosco. A tale scopo, sono stati messi a disposizione 8,7 milioni di franchi l'anno. Nell'ambito della seconda fase di misure di stabilizzazione, il Parlamento ha approvato nel corso della sessione primaverile un credito aggiuntivo pari a 4 milioni di franchi da destinare a misure di valorizzazione ecologica. A titolo di paragone, ricordiamo che, nel quadro degli accordi programmatici, nel settore del bosco di protezione sono previsti investimenti annui sui 60 milioni di franchi, mentre nel settore dell'economia forestale circa 14 milioni di franchi.

2. Per raggiungere gli obiettivi di biodiversità nel bosco si persegue una doppia strategia. Da un lato, si lascia parte della superficie forestale al suo sviluppo naturale (riserve forestali naturali e soprassuolo vecchio) a beneficio soprattutto delle specie dipendenti dal legno vecchio e dal legno morto. Dall'altro, ci si propone di raggiungere una rivalutazione ecologica attraverso misure mirate, al fine di preservare e migliorare gli habitat delle specie minacciate e prioritarie su scala nazionale, come il gallo cedrone o il picchio rosso mezzano (riserve forestali speciali). Nel 2001, Confederazione e cantoni hanno concordato di promuovere in modo particolare la biodiversità sul 10 per cento delle superfici forestali (5 per cento di riserve forestali naturali e 5 per cento di riserve forestali speciali e soprassuolo vecchio) fino al 2030. Nei singoli cantoni, la realizzazione delle misure procede a ritmi variegati.

3. Con i nuovi strumenti previsti dagli accordi programmatici nel quadro della NPC, dal 2008 la Confederazione investe i suoi fondi in base alle prestazioni e con modalità differenti laddove l'efficacia è maggiore. I deficit ecologici regionali più rilevanti e ampi dal punto di vista nazionale devono essere ridotti, e il potenziale ecologico deve essere sfruttato. Una valutazione dell'efficacia e dell'efficienza dei nuovi strumenti previsti dalla NPC verrà effettuata verso la fine del programma (2011). A quel punto sarà possibile anche un raffronto con altri Paesi.

4. La materia prima rinnovabile legno viene promossa nel quadro della politica della risorsa legno. Tale politica è stata elaborata nel 2008 dall'UFAM in collaborazione con l'Ufficio federale dell'energia (UFE) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), al fine di sostenere un'elevata, seppur sostenibile, utilizzazione del legno dei boschi indigeni e un impiego efficiente della materia prima. Per un'attuazione mirata della politica della risorsa legno si applica il piano d'azione legno (2009-2012), per il quale è stato messo a disposizione un budget annuo di 4 milioni di franchi. In tale applicazione, l'impiego ecologicamente ed economicamente ragionevole del legno secondo un'utilizzazione diversificata (sia materiale che energetica) svolge un ruolo di primo piano.

Inoltre, a sostegno dello sviluppo di progetti e prodotti innovativi, la Confederazione alimenta con un contributo di 0,5 milioni di franchi l'anno il fondo gestito congiuntamente ai cantoni per la promozione della ricerca sul bosco e sul legno.

L'UFE versa ai cantoni dei contributi globali annui per l'utilizzo parsimonioso e razionale dell'energia, come pure per l'uso di energie rinnovabili e del calore residuo. I cantoni impiegano tali contributi e fondi cantonali pari ad almeno lo stesso ammontare anche per la promozione di riscaldamenti a legna automatici, reti di calore a distanza alimentate a legna e impianti a legna. Nel 2007, nel settore dell'energia da legno, Confederazione e cantoni hanno investito complessivamente quasi 11 milioni di franchi.

Nel quadro della seconda fase delle misure di stabilizzazione della Confederazione, sono stati stanziati fondi per il settore relativo ai riscaldamenti con pompe di calore, solari e a legna (10 milioni di franchi) e al teleriscaldamento (30 milioni di franchi). Se dovessero essere presentate ulteriori richieste, i riscaldamenti a legna e i progetti di impianti di calore a distanza alimentati a legna potranno essere ulteriormente promossi nel corso del 2009.

5. Per il periodo programmatico 2008-2011 della NPF, la Confederazione e i cantoni hanno concordato la delimitazione di circa 15 000 ettari di riserve forestali naturali. Non verrà utilizzato legno proveniente da queste superfici. Supponendo che la crescita media annua sarà pari a 8,5 metri cubi per ettaro, il corrispondente volume annuo di legno non disponibile sarà di 127 500 metri cubi, ossia appena il 2 per cento del legno utilizzato nel 2007. Tuttavia, il calcolo del volume del legno non permette di valutare la qualità di tale legno o il suo potenziale utilizzo economico. Le riserve forestali naturali vengono infatti generalmente create in boschi in ogni caso poco o affatto sfruttati.

6. L'orientamento dell'impiego dei mezzi si basa innanzitutto sulle esigenze dei cantoni nei settori della biodiversità e dell'energia da legno, come pure sulle attività indispensabili per il piano d'azione Legno. Nel bilancio, le relative voci vengono gestite separatamente e non sono in concorrenza diretta. Sul bilancio, decide in via definitiva il Parlamento.

Risposta del Consiglio federale.