09.3249 · Interpellanza · 2009-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Ad avviso del Consiglio federale, in cosa consiste la differenza tra la trasposizione automatica del diritto europeo e un accordo quadro per migliorare la trasposizione di tale diritto?
2. I negoziati per un accordo di associazione o per un accordo quadro sono stati commissionati dall'intero Consiglio federale?
3. A che punto sono i negoziati con l'UE?
4. Chi ha assegnato il mandato per questi negoziati all'Ufficio dell'integrazione?
5. Il Consiglio federale quali vantaggi economici spera di trarre da tale accordo?
6. Un accordo di questo tipo non è finalizzato innanzitutto alla preparazione dell'adesione all'UE?
7. Quanti posti di lavoro andrebbero persi al DFAE se venisse concluso un accordo volto a migliorare la trasposizione del diritto europeo?
8. Quali sono i punti ancora in sospeso che l'accordo in questione consentirebbe di disciplinare?
9. Qual è la posizione del Consiglio federale di fronte alla contraddizione che vede da una parte il popolo, che ha scelto la via bilaterale allo scopo di evitare vincoli istituzionali e, dall'altra, un accordo di associazione il cui obiettivo è proprio quello di consentire la trasposizione automatica di tutte le nuove norme europee?
10. Come giustifica il Consiglio federale la scelta di minare la democrazia diretta e i diritti del popolo a beneficio di un automatismo?
Begründung
Stando a quanto dichiarato dalla consigliera federale Calmy-Rey il giorno dopo la votazione sulla libera circolazione delle persone, la Svizzera ha bisogno di un accordo quadro con l'UE poiché la via bilaterale è una via difficile e i sempre nuovi negoziati con l'UE sono complessi e logoranti. Al riguardo, ha ribadito che non si tratta di trasporre automaticamente il diritto UE in quello svizzero, ma di adeguare le istituzioni. Contemporaneamente, l'Ufficio dell'integrazione ha ribadito che da tempo sono in corso colloqui con l'UE volti a rendere più efficiente la trasposizione del diritto europeo (cfr. "Blick on line" del 9 febbraio 2009). Queste dichiarazioni sorprendono se si considera che il popolo svizzero si è espresso a più riprese contro l'adesione all'UE e a favore della via bilaterale. Lo scopo del bilateralismo è di risolvere specifiche questioni evitando vincoli istituzionali. Con un accordo di associazione, invece, verrebbe creata una base istituzionale per la totalità degli accordi bilaterali, ottenendo così un risultato diametralmente opposto a quello voluto dal popolo.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Gli accordi bilaterali conclusi tra la Svizzera e l'UE sono generalmente di natura statica, tuttavia devono essere aggiornati regolarmente per garantire che il pertinente diritto comunitario sia applicato in maniera uniforme per entrambe le parti e anche per evitare distorsioni sfavorevoli per la Svizzera. Un accordo quadro dovrebbe consentire di migliorare e razionalizzare questo processo di aggiornamento, che tuttavia può avere luogo solo se si rispettano gli interessi e la sovranità delle parti e le disposizioni procedurali degli accordi esistenti. La Svizzera non accetterà la trasposizione automatica delle norme europee. Un accordo quadro non dovrebbe comunque essere inteso come un semplice strumento di sviluppo degli accordi settoriali, ma dovrebbe piuttosto avere lo scopo di disciplinare in maniera uniforme le varie questioni orizzontali che sorgono con la maggior parte degli accordi bilaterali.
2. Non è ancora stato deciso alcun negoziato. L'avvio di eventuali negoziati dovrà essere deciso dal Consiglio federale. Tale mandato sarà sottoposto in via preliminare, per consultazione, ai cantoni e alle commissioni della politica estera del Parlamento.
3. Attualmente non vi sono negoziati in corso.
4. Come già sottolineato, non vi sono negoziati in corso. Sulla base di vari interventi parlamentari, e in particolare del postulato Stähelin del 2005, il Consiglio federale è incaricato di analizzare la fattibilità e l'opportunità di un eventuale accordo quadro tra la Svizzera e l'UE. Nel programma di legislatura 2007-2011, il Parlamento ha incluso il negoziato di tale accordo come una delle misure tese a consolidare le relazioni con l'UE. A tale scopo, si è proceduto a riflessioni interne e si sono tenuti incontri tra esperti svizzeri ed europei per discutere dell'opportunità e del contenuto di un eventuale accordo di questo tipo.
5. Di per sé, la conclusione di un accordo quadro con l'UE non comporta conseguenze economiche, poiché esso si limiterebbe a definire delle procedure. La trasposizione di una nuova norma europea in un accordo bilaterale esistente mediante procedure definite dall'accordo quadro potrebbe invece comportare ripercussioni economiche, che non si possono tuttavia quantificare in quanto dipenderebbero dall'atto giuridico trasposto.
6. No.
7. Un accordo quadro non sostituirebbe gli accordi bilaterali esistenti. L'attività volta a controllare l'applicazione degli accordi rimarrebbe immutata, per cui esso non causerebbe alcuna riduzione dei posti di lavoro.
8. La Svizzera potrebbe essere interessata a tale accordo al fine di:
- porre le basi per una cooperazione reciprocamente vantaggiosa nel rispetto della sovranità delle parti;
- garantire la certezza del diritto di tutti i nostri accordi bilaterali;
- definire procedure comuni per l'aggiornamento dell'acquis comunitario;
- assicurare una partecipazione adeguata al processo di "decision shaping";
- stabilire regole generali relative alla partecipazione della Svizzera a diversi programmi o agenzie comunitari;
- istituzionalizzare un dialogo politico regolare ad alto livello.
9. Un accordo quadro avrebbe lo scopo di gestire in modo più efficiente gli accordi bilaterali senza trasporre automaticamente nel diritto svizzero le norme europee.
10. Come già affermato, non si tratta assolutamente di un automatismo. Ogni decisione di trasporre il diritto europeo continuerebbe a essere adottata conformemente alle procedure interne di approvazione. Nell'ambito della valutazione finale dei risultati del negoziato, la Svizzera non approverebbe alcun meccanismo di trasposizione del diritto contrario al suo interesse.
Risposta del Consiglio federale.