Accordo successivo al Protocollo di Kyoto. Nessuna partecipazione della Svizzera senza il coinvolgimento di tutti i grandi emettitori
09.3253 · Mozione · 2009-03-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel quadro dei negoziati per un accordo successivo al Protocollo di Kyoto, il Consiglio federale è incaricato di agire, affinché tutti i grandi emettitori si impegnino nella riduzione delle emissioni. Se non si dovesse giungere ad un'intesa, la Svizzera non parteciperà a un eventuale accordo post Kyoto.
Begründung
Attualmente sono in corso i negoziati per un possibile accordo successivo al Protocollo di Kyoto. Per il momento, nessun Paese ha stabilito degli obiettivi di riduzione concreti o deciso un'eventuale partecipazione a tale accordo. Finora vi è una certezza sola: la futura politica climatica avrà successo soltanto se nel quadro di negoziati internazionali verranno stabiliti degli obiettivi di riduzione condivisi da tutti gli emettitori. Questo aspetto è particolarmente rilevante, poiché i Paesi che a livello internazionale producono la maggior parte delle emissioni di CO2, vale a dire gli Stati Uniti, la Cina e l'India, non hanno finora aderito al Protocollo di Kyoto né hanno deciso obiettivi concreti di riduzione. Nel 2004, la quota di emissioni di CO2 di questi tre Paesi era pari a circa il 46 per cento delle emissioni mondiali. La continua crescita economica non farà che aumentare ulteriormente le emissioni di Cina, India e altri Paesi emergenti. D'altro canto, la quota di emissioni di CO2 della Svizzera rappresenta appena lo 0,15 per cento circa delle emissioni mondiali. È ovvio che soltanto un'azione coordinata della comunità internazionale può sfociare in una riduzione delle emissioni. In vista di una politica climatica globale, si esorta pertanto il Consiglio federale a intervenire presso i grandi emettitori, affinché stabiliscano degli obiettivi di riduzione e, in caso di insuccesso, a non partecipare a un eventuale accordo post Kyoto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera non può da sola far fronte alla questione climatica. In rappresentanza del Consiglio federale, la delegazione svizzera si impegna quindi nei negoziati internazionali, affinché dopo il 2012 tutti i grandi emettitori partecipino a un regime climatico internazionale.
Il principio della "responsabilità comune ma differenziata" sancito dalla Convenzione sul clima delle Nazioni Unite verrà mantenuto nel Protocollo post Kyoto. Tale principio tiene conto del fatto che ogni Paese ha un passato diverso per ciò che concerne l'inquinamento e che non tutti gli Stati hanno le stesse possibilità. Anche dopo il 2012, i Paesi industrializzati dovranno continuare a svolgere un ruolo guida nella lotta contro i cambiamenti climatici, riducendo le proprie emissioni di gas serra e aiutando i Paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del riscaldamento climatico.
La Svizzera - Stato piccolo che dispone di un'economia nazionale aperta - è particolarmente interessata al fatto che a Copenaghen, nel dicembre 2009, venga raggiunta un'intesa su un accordo climatico vincolante ed efficace. Considerando la crescita economica e il forte e continuo aumento delle emissioni di gas serra dei Paesi emergenti, riuscire a convincere anche tali Paesi a limitare le loro emissioni, senza tuttavia limitarne le legittime esigenze di ridurre la povertà e aumentare il benessere, costituirà una sfida particolare.
Nel corso del processo di ratifica dell'accordo post Kyoto, il Parlamento deciderà in merito all'eventuale partecipazione della Svizzera al regime climatico internazionale. Pertanto, il Consiglio federale rinuncia a proporre già oggi al Parlamento delle condizioni per una ratifica.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.