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Accordo successivo al Protocollo di Kyoto. Non andare oltre gli impegni internazionali

09.3254 · Mozione · 2009-03-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel quadro dei negoziati per un accordo successivo al Protocollo di Kyoto, il Consiglio federale è incaricato di non sottoporre al Parlamento proposte di riduzione delle emissioni implicanti l'adozione di normative nazionali che vanno oltre gli impegni internazionali. Nello stabilire gli obiettivi di riduzione, tiene conto in particolare del fatto che già oggi la Svizzera emette pro capite una quantità molto esigua di CO2 e vanta una produzione di energia elettrica propria praticamente a zero emissioni.

Begründung

Nella prospettiva di un riscaldamento climatico, nel dicembre 1997 è stato stipulato il Protocollo di Kyoto. Con l'adesione al protocollo, la maggior parte degli Stati europei, la Russia e pochi altri Paesi extra-europei si sono impegnati a ridurre nel periodo dal 2008 al 2012 le loro emissioni di CO2 e di altri gas serra del 5 per cento rispetto ai valori del 1990. I singoli Paesi hanno assunto in questo ambito impegni divergenti. L'UE si è ad esempio impegnata a ridurre le emissioni dell'8 per cento. La Svizzera, che rispetto a questi Paesi emette la quantità pro capite minore di CO2 e che detiene con altri Stati un ruolo particolare dal punto di vista geografico e climatico (territorio nazionale montuoso e temperature medie basse), si è posta l'obiettivo di ridurre le emissioni addirittura del 10 per cento! Per adempiere gli obiettivi del protocollo, oltre a dotarsi di un obiettivo di riduzione elevato, la Svizzera ha creato una nuova tassa: la tassa sul CO2. Contrariamente ad altri Paesi, la Svizzera è andata oltre i suoi impegni. In caso di un eventuale accordo post Kyoto, occorrerà pertanto far notare questi fatti in sede di negoziati internazionali. Inoltre, è indispensabile che la Svizzera non si assuma impegni che vanno oltre la normativa internazionale; ciò danneggia la piazza economica del nostro Paese e ne pregiudica la competitività sui mercati internazionali. Infine, in caso di un eventuale accordo successivo al Protocollo di Kyoto, è necessario che la Svizzera mantenga aperte tutte le opzioni nel settore della produzione di energia elettrica e intervenga affinché gli obiettivi di riduzione del nostro Paese vengano convenientemente adeguati in questo ambito.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Ratificando la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, 192 Stati, compresa la Svizzera, si sono finora impegnati a stabilizzare a un livello non pericoloso la concentrazione di gas serra nell'atmosfera. Il Protocollo di Kyoto costituisce un primo passo verso il raggiungimento di tale obiettivo. Nel quadro del protocollo, la Svizzera si è inoltre impegnata, come l'UE, a ridurre mediamente dell'8 per cento rispetto ai valori del 1990 le sue emissioni di gas serra dal 2008 al 2012. La Svizzera ha sancito tale impegno internazionale nella sua legge sul CO2. Questa legge disciplina le emissioni di CO2 generate dal consumo di energia fossile, le quali corrispondono a circa l'80 per cento delle emissioni di gas serra. Se l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 del 10 per cento previsto dalla legge verrà rispettato e le emissioni di altri gas serra non aumenteranno, la Svizzera avrà soddisfatto il suo impegno internazionale.

Stando al quarto rapporto del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC), per ottenere una stabilizzazione a lungo termine della concentrazione di gas serra nell'atmosfera a un livello non pericoloso occorre ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 50-85 per cento rispetto ai valori del 2000. Se ne deduce che le emissioni di gas serra pro capite di tutti i Paesi dovranno essere limitate a lungo termine a un livello che si situa al massimo tra 1 e 1,5 tonnellate l'anno secondo l'evoluzione demografica. La media mondiale è oggi di circa 6,3 tonnellate. L'UE si è già impegnata unilateralmente a ridurre entro il 2020 le sue emissioni di gas serra di almeno il 20 per cento rispetto ai valori del 1990. Nel corso del vertice primaverile del 2007, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno sottolineato l'intenzione di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas serra del 60-80 per cento rispetto ai valori del 1990.

Diversi studi hanno dimostrato che in Svizzera vi è ancora un grande potenziale tecnico ed economico di riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare nei settori dell'edilizia e dei trasporti. È comunque nell'interesse dell'economia e della politica di approvvigionamento della Svizzera di ridurre il più rapidamente possibile la sua dipendenza dai combustibili fossili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.