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09.3260 · Mozione · 2009-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di intervenire allo scopo di attualizzare il tasso nazionale di riferimento in materia di tasso ipotecario.

L'Ufficio federale delle abitazioni, che deve determinare questo tasso in base all'ordinanza federale sul diritto di locazione, ha chiaramente deciso di allontanarsi dalla tendenza generale dei tassi ipotecari variabili.

Mantenere questo tasso a un tale livello lo può facilmente distaccare dal mercato reale, mentre la crisi economica si accentua, in materia di aumenti di pigione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Conformemente alla modifica in vigore dal 10 settembre 2008 dell'ordinanza del 9 maggio 1990 concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali (OLAL), per adeguamenti delle pigioni dovuti a modifiche del tasso ipotecario è determinante per l'intera Svizzera un unico tasso di riferimento. Esso si applica in tutti i casi in cui in precedenza era determinante il tasso d'interesse della banca più importante nel settore ipotecario locale, di norma la banca cantonale.

Il tasso di riferimento si basa sul tasso d'interesse medio, ponderato in base al volume, dei crediti ipotecari in franchi concessi dalle banche in Svizzera. Per il primo rilevamento del tasso medio si sono applicate le regole matematiche di arrotondamento, per cui da un tasso medio del 3,43 per cento si è ottenuto un tasso di riferimento del 3,5 per cento. Il tasso d'interesse medio viene rilevato trimestralmente. Si ottiene un nuovo tasso di riferimento non appena il tasso medio per crediti ipotecari in Svizzera varia dello 0,25 per cento rispetto al tasso d'interesse medio rilevato la prima volta (articolo 12a capoverso 2 OLAL). Nel caso del tasso medio originario di 3,43 per cento e di un tasso di riferimento basato su tale valore e corrispondente al 3,5 per cento, si verifica un adeguamento non appena il tasso medio raggiunge un valore di almeno 3,68 per cento (nuovo tasso di riferimento = 3,75 per cento) oppure scende al massimo al 3,18 per cento (nuovo tasso di riferimento = 3,25 per cento). Attraverso questo meccanismo si assicura che aumenti o diminuzioni delle pigioni basati sul tasso di riferimento sono possibili soltanto se il livello degli interessi rappresentato dal tasso di interesse medio è variato in modo sostanziale, in modo tale che differenze minime non danno già diritto ad adeguamenti.

Dalla prima determinazione del tasso di riferimento nel mese di settembre 2008, il tasso d'interesse medio è stato rilevato nei giorni di riferimento 30 settembre 2008 e 31 dicembre 2008. Il valore è dapprima aumentato lievemente a 3,45 per cento e poi sceso a 3,33 per cento. Le cifre dell'ultimo rilevamento, il cui giorno di riferimento è il 31 marzo 2009, non sono ancora note. Esse costituiranno la base per la comunicazione del tasso di riferimento che avverrà il 2 giugno 2009. Considerato lo sviluppo dei tassi ipotecari, si prevede che il tasso medio cali nuovamente. Non è tuttavia ancora certo se il limite del 3,18 per cento sarà raggiunto già allora.

Il Consiglio federale comprende l'attesa manifestata da molti secondo cui il tasso di riferimento determinante per gli adeguamenti delle pigioni in base allo sviluppo generale degli interessi dovrebbe diminuire. Se ciò non è ancora avvenuto dipende in buona parte dal fatto che la maggior parte dei mutui ipotecari svizzeri non sono strutturati in modo variabile. Attualmente, le ipoteche a tasso fisso rappresentano almeno due terzi dei crediti ipotecari (tassi ipotecari fissi). Inoltre, alcune riduzioni dei tassi d'interesse sono state annunciate dalle banche da poco ed entreranno in vigore soltanto ad aprile o maggio di quest'anno. A differenza di quanto avveniva con il sistema previgente, una riduzione dei tassi d'interesse variabili non ha dunque effetto immediato sul tasso di interesse determinante per adeguamenti delle pigioni. Dal punto di vista economico ciò è giustificato, in quanto i costi di molti locatori che hanno scelto per il finanziamento un'ipoteca a tasso fisso si riducono anch'essi non subito, ma soltanto alla scadenza della durata fissata nel contratto.

Per le ragioni citate la modifica prevedibile del tasso di riferimento avverrà con un certo ritardo. Il tasso di riferimento ha dunque un certo effetto di livellamento. Tale effetto si esplica non soltanto nel caso di tassi di interesse in diminuzione, ma anche in relazione a eventuali tassi di interesse in rialzo in futuro. Ciò significa che in avvenire i locatori, nonostante un aumento generale dei costi del capitale, per effettuare aumenti delle pigioni devono aspettare che il tasso d'interesse medio abbia raggiunto un valore tale da determinare un adeguamento del tasso di riferimento.

Dal punto di vista economico bisogna inoltre fare notare che aumenti di interessi sono molto spesso legati a un forte rincaro. Non appena i tassi ipotecari aumenteranno di nuovo, il fatto che il tasso di interesse medio e con esso il tasso di riferimento non aumenti vertiginosamente in breve tempo, ma resti invece stabile per un certo periodo costituirà per i locatari un vantaggio da non sottovalutare. Ciò impedirà anche che i locatari debbano affrontare contemporaneamente un elevato rincaro e un aumento delle pigioni. Anche questo effetto è a favore del livellamento legato al tasso di riferimento.

Nonostante nella situazione economica attuale sia auspicabile che le pigioni diminuiscano, così che siano disponibili maggiori mezzi finanziari per il consumo privato, in ultima analisi, bisogna tenere a mente che i vantaggi dell'effetto stabilizzante del tasso di riferimento sono a lungo termine predominanti. Inoltre, non sarebbe opportuno modificare nuovamente il nuovo tasso di riferimento poco dopo la sua introduzione, poiché si creerebbe una situazione di incertezza giuridica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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