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09.3270 · Mozione · 2009-03-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire un organo di verifica per gli imam e di introdurre un obbligo di autorizzazione per l'esercizio della loro professione in Svizzera.

Dal punto di vista legale, l'autorizzazione deve essere concessa quando l'imam dichiara di voler rispettare il nostro ordinamento giuridico e i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Gli imam che rifiutano il nostro secolare Stato di diritto, la democrazia, la libertà di culto o i diritti dell'uomo vanno espulsi dalla Svizzera.

Begründung

Gli imam hanno una grande influenza sull'integrazione degli immigrati musulmani. È pertanto particolarmente importante controllare attentamente ed espellere coloro che predicano l'odio. Stati europei come la Francia e la Spagna hanno già introdotto un sistema di controllo statale di tutti gli imam, concedendo l'ammissione soltanto a chi soddisfa i requisiti stabiliti. I religiosi estremisti vengono espulsi.

Il fatto che a Bienne una cellula di Al Qaeda si sia adoperata attivamente per arruolare combattenti nei pressi di una moschea mostra che neppure la Svizzera è immune da tali problemi. Anche i musulmani moderati riferiscono frequentemente della presenza in Svizzera di predicatori dell'odio ed estremisti.

In Austria uno studio dell'islamista Mouhanad Khorchide ha suscitato notevole scalpore, soprattutto perché raccoglie l'opinione di due terzi degli insegnanti di religione musulmani e quindi di un gruppo estremamente rappresentativo: il 22 per cento degli intervistati rifiuta la democrazia; il 27 per cento nega i diritti dell'uomo; il 28 per cento vede una contraddizione tra essere europei ed essere musulmani; per il 44 per cento trasmettere un senso di superiorità è un obiettivo primario; il 18 per cento ritiene che i musulmani che hanno rinnegato l'islam dovrebbero essere condannati a morte; il 73 per cento non ha una formazione né teologica né pedagogica.

All'inizio di febbraio 2009, le autorità viennesi hanno vietato a un imam di tenere lezioni, poiché questi aveva distribuito volantini dal contenuto antisemita. A metà di marzo 2009, unità speciali della polizia belga e tedesca hanno fatto irruzione in varie moschee e uffici di imam, raccogliendo importanti mezzi di prova. In Gran Bretagna la fondazione islamica antiestremista Quilliam Foundation ha chiesto l'introduzione di disposizioni più rigide per concedere l'autorizzazione d'ingresso, affermando che gli imam attualmente presenti stanno fomentando il radicalismo tra i giovani e hanno vietato alle donne di accedere alle loro moschee.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui le persone che forniscono assistenza religiosa svolgono un ruolo importante per l'integrazione degli stranieri. Fungono da intermediari tra lo Stato, ossia la società maggioritaria, e la comunità religiosa.

In casi isolati può succedere che i predicatori fomentino i conflitti culturali, schierandosi contro l'ordinamento giuridico e sociale vigente nel nostro Paese e quindi ostacolando l'integrazione degli stranieri. Questo modo di agire non è tollerato.

Le disposizioni in materia di stranieri sul divieto d'entrata, la mancata proroga o la revoca del permesso di dimora come pure la verifica dei requisiti d'ammissione applicabili alle persone provenienti da Paesi terzi sono tese a combattere in maniera risoluta le violazioni o le minacce riguardanti la sicurezza e l'ordine pubblici o la sicurezza interna ed esterna. È possibile negare o revocare un'autorizzazione d'entrata o un permesso di dimora agli stranieri che incitano alla violenza contro persone appartenenti a un'altra religione o addirittura contro lo Stato di diritto, che istigano all'odio contro una parte della popolazione o che approvano pubblicamente un crimine contro l'umanità o atti terroristici.

In presenza di indizi concreti di una possibile minaccia alla sicurezza e all'ordine pubblici o alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera, i servizi di polizia cantonali, il Servizio di analisi e prevenzione o gli uffici di migrazione procedono a una verifica approfondita specifica anche nel caso di persone che forniscono assistenza religiosa provenienti dai Paesi membri dell'UE / AELS.

La legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) consente alle autorità competenti di adottare misure preventive per scongiurare minacce alla sicurezza interna. Inoltre, il Codice penale svizzero punisce la pubblica istigazione alla violenza, lo scherno delle convinzioni religiose e la discriminazione razziale.

Un organo speciale di verifica per gli imam non apporterebbe alcun valore aggiunto rispetto ai mezzi a disposizione, sarebbe sproporzionatamente dispendioso e comporterebbe una stigmatizzazione, che a sua volta potrebbe mettere in pericolo la pace religiosa e l'integrazione.

Il Consiglio federale osserva, inoltre, che le disposizioni in materia di stranieri entrate in vigore il 1° gennaio 2008, tengono espressamente conto dell'importanza di chi fornisce assistenza religiosa. Alle persone provenienti da Stati terzi che esercitano un'attività di questo tipo può essere rilasciato un permesso di dimora o un permesso di soggiorno di breve durata soltanto se dispongono delle capacità necessarie per svolgere la loro attività specifica (ossia possono provare di aver concluso gli studi in teologia), hanno dimestichezza con la scala di valori sociali e giuridici della Svizzera e sono in grado, all'occorrenza, di trasmettere tali conoscenze ai loro assistiti. In particolare, devono possedere conoscenze della lingua nazionale parlata nel luogo di lavoro equivalenti al livello B1 del quadro di riferimento europeo comune per le lingue del Consiglio d'Europa (IT). Tali disposizioni mirano a rafforzare il ruolo positivo che le persone che forniscono assistenza religiosa possono svolgere nel processo d'integrazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.