09.3280 · Mozione · 2009-03-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di negoziare un accordo sui prodotti chimici con l'UE. L'obiettivo da perseguire è di evitare gli ostacoli al commercio, in particolare per le nostre PMI, e di garantire elevati standard a tutela dell'ambiente e della salute in Svizzera.
Begründung
Il 1° giugno 2007 è entrato in vigore nell'UE il regolamento REACH in base al quale le sostanze vecchie e quelle nuove sottostanno alle stesse norme. Il regolamento rafforza la responsabilità dell'industria nel controllo dei rischi per la salute e per l'ambiente. La maggior parte delle aziende elvetiche esportano anche nell'area dell'UE.
Con l'entrata in vigore del regolamento, la normativa elvetica differisce in punti essenziali da quella della CE, ciò che implica dei problemi per la Svizzera in due ambiti. In primo luogo, le differenze nel diritto delle sostanze chimiche ostacolano il commercio. A farne le spese sono soprattutto le PMI che, per esempio, non possono aprire filiali nei Paesi dell'UE e devono pertanto incaricare un rappresentante di registrare a loro nome le sostanze all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) e di adempiere gli altri obblighi ai sensi del regolamento REACH. Simili procedure creano notevoli costi supplementari e presuppongono la comunicazione di informazioni confidenziali sulle sostanze, ciò che può costituire un rischio aziendale difficilmente calcolabile.
In secondo luogo, è probabile che il livello di protezione ambientale e sanitario sia ormai inferiore a quello garantito nell'UE. Pertanto, in Svizzera potrebbero continuare a essere commercializzate vecchie sostanze non controllate o sostanze altamente pericolose non ammesse nell'UE.
Il 29 ottobre 2008 il Consiglio federale ha deciso di condurre discussioni esplorative con l'UE per valutare le possibilità e le condizioni quadro di una cooperazione con la CE. La necessità di giungere a un accordo è evidente: un accordo tra la Svizzera e la CE è una condizione imprescindibile affinché le aziende svizzere possano far registrare direttamente le sostanze alla ECHA a Helsinki. Soltanto con un accordo sarà possibile evitare le difficoltà amministrative che ostacolano le attività commerciali delle PMI elvetiche. Si chiede pertanto al Consiglio federale di esaminare, a margine delle discussioni esplorative con l'UE, quali adeguamenti legislativi e quali risorse sono necessari e di avviare i negoziati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è d'accordo, in linea di principio, con quanto richiesto dall'autrice della mozione. Per questa ragione, il 29 ottobre 2008 ha deciso di esaminare le possibilità di una cooperazione con la Comunità europea (CE) nel settore delle sostanze chimiche e i necessari adeguamenti del diritto svizzero, allo scopo di eliminare gli ostacoli commerciali che toccano in particolare le PMI e di garantire un adeguato livello di protezione delle persone e dell'ambiente.
Dato che gli accertamenti sulla portata della futura cooperazione con la CE nel settore delle sostanze chimiche sono un obiettivo annuale importante per il Consiglio federale, i relativi lavori sono già stati avviati. I contatti con la CE sono stati stabiliti e sono già stati condotti i primi colloqui esplorativi. Nel quadro di tali colloqui sarà tematizzata anche la questione se le imprese svizzere potranno, ed eventualmente a quali condizioni, procedere all'omologazione delle sostanze chimiche direttamente all'Agenzia europea per le sostanze chimiche con sede a Helsinki. Tuttavia, il Consiglio federale deciderà in merito a un mandato negoziale per un accordo soltanto dopo la conclusione dei colloqui. In un rapporto che sarà pubblicato entro la fine del 2009 saranno presentati i risultati di queste esplorazioni finalizzate a stabilire il margine di manovra per le trattative e le possibilità di cooperazione che ne scaturiranno. Saranno anche illustrati gli effetti sull'economia svizzera (soprattutto sulle PMI), gli adeguamenti giuridici necessari, il fabbisogno di risorse e il livello di protezione previsto in futuro per le persone e l'ambiente. Il Consiglio federale deciderà l'ulteriore procedura sulla base di questo rapporto.
Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene opportuno impegnarsi già ora in una procedura vincolante e respinge pertanto la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.