09.3337 · Mozione · 2009-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato ad esaminare la parità salariale nelle aziende che ricevono mandati in relazione con le misure per la stabilizzazione della congiuntura.
Begründung
Nonostante la legge sulla parità dei sessi, si è ben lungi dall'aver raggiunto la parità salariale: le donne guadagnano tuttora il 20 per cento circa in meno degli uomini. Richiedere la parità salariale durante una crisi è un'importante misura, a livello di politica congiunturale, a sostegno del potere d'acquisto. Se fosse subito una realtà, sia gli stipendi sia il potere d'acquisto aumenterebbero del 20 per cento.
La Confederazione deve esaminare la parità salariale in tutti i casi in cui affida un mandato nell'ambito dei programmi di stabilizzazione a sostegno della congiuntura. Non sono lecite disparità salariali per lavori equivalenti. Introdurre la richiesta di parità salariale come condizione per i mandati a sostegno della congiuntura costituisce pertanto una misura necessaria ed efficace per accelerare tale parità e aiutare al contempo la congiuntura.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Per il Consiglio federale è importante la concretizzazione del diritto a "un salario uguale per un lavoro di uguale valore", sancito nella Costituzione. Conformemente alla legge sulla parità dei sessi, adotta misure di sensibilizzazione e informazione fornendo sostegno finanziario ai progetti. Dalla valutazione di tale legge è emerso che le misure prese finora non sono sufficienti. Per questo le associazioni mantello dei datori di lavoro e dei lavoratori, l'Ufficio federale di giustizia, la Segreteria di Stato dell'economia, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo hanno lanciato, nel marzo 2009, il "Dialogo sulla parità salariale". L'obiettivo è motivare un numero più elevato possibile di imprese a esaminare spontaneamente il proprio sistema salariale e a eliminare le eventuali discriminazioni esistenti. Le parti coinvolte hanno firmato un'intesa di sostegno, con la quale si impegnano a esercitare attivamente la propria influenza, supportati dal sostegno finanziario e pratico degli uffici federali coinvolti.
Il Consiglio federale non vede, per il momento, la necessità di intervenire ulteriormente nell'ambito della legge federale sugli acquisti pubblici. Le imprese devono garantire il rispetto della parità salariale tra uomo e donna (art. 8 LAPub; RS 172.056.1). Tale obbligo vale anche per i mandati previsti nell'ambito del programma di stabilizzazione, qualora debbano essere assegnati secondo la legislazione sugli appalti pubblici (cfr. messaggio dell'11 febbraio 2009 concernente la seconda tappa delle misure di stabilizzazione congiunturale, pag. 15). Le imprese che non rispettano tale principio possono essere escluse dalla procedura in corso o subire la revoca dell'aggiudicazione (art. 11 LAPub). Inoltre può essere richiesto il pagamento di una pena convenzionale (art. 6 OAPub). Le imprese si impegnano a rispettare tale principio firmando un'autodichiarazione. Inoltre le condizioni commerciali generali e il sito internet della Confederazione dedicato agli appalti pubblici fanno esplicito riferimento all'obbligo di rispettare tale principio. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo mette gratuitamente a disposizione delle aziende lo strumento di autovalutazione "Logib" ed effettua verifiche a campione. Nella revisione attualmente in corso della legge federale sugli acquisti pubblici il principio della parità salariale viene rafforzato ulteriormente, in quanto viene sancita l'esclusione delle imprese che hanno commesso infrazioni (art. 25 cpv. 1 lett. b avamprogetto LAPub).
Accogliendo il postulato del gruppo dei Verdi 09.3297, "Conseguenze del programma congiunturale per le donne", il Consiglio federale dimostra di rivolgere un'attenzione particolare alla situazione delle donne sul mercato del lavoro.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.