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09.3350 · Interpellanza · 2009-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera fa parte dell'OCSE. All'insaputa del nostro Paese, tale organizzazione ha redatto e trasmesso agli Stati del G-20 una "lista nera", pregiudicando gravemente i nostri interessi e provocando lo sdegno del nostro governo. Il Consiglio federale non ritiene che sia coerente e legittimo cancellare immediatamente tutti i contributi non obbligatori a favore dell'OCSE in seguito a questa sua palese violazione degli interessi di uno Stato membro? Considerata l'inadempienza contrattuale da parte dell'OCSE e la perdita di fiducia che ne consegue, anche la Svizzera non è più tenuta ad attenersi agli obblighi contrattuali relativi a singoli progetti.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2008 il bilancio globale dell'OCSE ammontava a 343 milioni di euro (corrispondenti all'incirca a 560 milioni di franchi svizzeri). Esso si compone di tre parti:

1. un budget di base denominato "parte I" (di 158 milioni di euro);

2. una "parte II", relativa ai programmi per i quali la partecipazione non è obbligatoria per tutti i membri (Agenzia internazionale dell'energia, Agenzia dell'OCSE per l'energia nucleare, PISA, GAFI, ecc.), ma viene definita contrattualmente e comporta l'assunzione di un impegno a lunga scadenza;

3. una parte amministrativa (fondi pensionistici e altro).

Inoltre i Paesi membri partecipano mediante contributi volontari al finanziamento di attività e studi specifici.

Attualmente i contributi versati dalla Svizzera corrispondono all'1,5 per cento del bilancio complessivo dell'OCSE. Entro il 2018, con l'attuazione della riforma inerente al finanziamento dell'OCSE decisa nel giugno 2008, tale quota diventerà dell'1,8 per cento. Nel 2008, i contributi obbligatori e contrattuali versati dalla Svizzera all'OCSE ammontavano a 5,3 milioni di euro (circa 8,1 milioni di franchi svizzeri), a cui si aggiungevano contributi volontari per circa 1,2 milioni di euro (2 milioni di franchi svizzeri). Nell'ultimo triennio, la media dei contributi volontari versati dalla Svizzera è stata di più di 2 milioni di euro (più di 3 milioni di franchi svizzeri). Si tratta di versamenti effettuati in gran parte dall'amministrazione federale e, in misura minore, dal settore privato (industrie e fondazioni). I finanziamenti provengono principalmente da DSC, SECO e DATEC.

Questi contributi volontari hanno lo scopo di favorire l'avvio di studi e attività interessanti per il nostro Paese, soprattutto nei casi in cui senza un sostegno specifico e mirato non verrebbero realizzati. I finanziamenti suddetti consentono alla Svizzera di scegliere le attività che intende promuovere e influire sul loro orientamento. Ad esempio, il nostro Paese ha finanziato lavori concernenti le attività di coordinamento dell'aiuto allo sviluppo, la lotta alla corruzione nonché la riforma della normativa svizzera. In tale contesto, diminuire o addirittura sopprimere i contributi volontari destinati all'OCSE per manifestare il malcontento della Svizzera avrebbe l'effetto di ridurre le capacità di influenza del nostro Paese in seno all'OCSE, privandolo così della possibilità di ricorrere a utili strumenti di analisi.

Negli ultimi mesi, al Segretariato generale dell'OCSE in più occasioni sono state indirizzate manifestazioni di disappunto da parte dei vertici governativi del nostro Paese, in merito a metodi e contenuti della trasmissione di informazioni fiscali al G-20. A tale proposito, la Svizzera ha recentemente sospeso un credito di 136 000 euro, destinato alla collaborazione tra OCSE e G-20. I provvedimenti adottati dal nostro Paese devono rispecchiare le richieste di maggiore trasparenza formulate nei confronti dell'OCSE. Pertanto la Svizzera intende continuare a versare i suoi contributi volontari.

Risposta del Consiglio federale.