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09.3353 · Interpellanza · 2009-03-20

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È al corrente che la situazione degli abitanti di Achraf si sta degradando?

2. Condivide la preoccupazione dell'autore dell'interpellanza a proposito del rischio, in cui incorrono gli abitanti di Achraf, di essere meramente sacrificati come oggetto di mercanteggiamenti politici o tra Stati dovuti alla pressione del regime iraniano sul governo iracheno, o semplicemente a causa dell'indifferenza della comunità internazionale?

3. Quali misure di precauzione o, nella peggiore delle ipotesi, di salvaguardia può prevedere il nostro Paese se necessario?

Begründung

La città di Achraf, a nord di Bagdad, accoglie gli oppositori del regime iraniano. Si riallacciano all'Organizzazione dei mudjahidin del popolo iraniano (OMPI), organizzazione fondata segnatamente da Kazem Radjavi che si oppose al regime dello Scià, fu ambasciatore di Iran dopo la caduta dei Pahlevi e che si oppose di nuovo al regime, a decorrere dal 1982, a causa della deriva islamista di quest'ultimo. I membri dell'OMPI sono dunque stati perseguitati quasi continuamente dai dirigenti del loro Paese. La sistemazione di una parte importante della loro diaspora ad Achraf riveste tanta più importanza in quanto questo implica una perdita delle proprie radici minore che nel caso di un esilio oltremare e permette determinati contatti con parenti stretti rimasti in Iran; inoltre, dopo decenni in questo luogo d'esilio, comincia a prendere piede un vero radicamento degli interessati.

Orbene, le autorità irachene attuali sono sempre meno corrette con questi esiliati; per il momento non è il caso di temere lesioni troppo gravi, benché i maltrattamenti della polizia (si tratterebbe, pare, di violenza fisica, di blocco della fornitura di carburanti e d'impedimento di visite di famiglia) e la protezione carente da attacchi contro Achraf provenienti dall'Iran siano già segni seri. Ma soprattutto, al momento della partenza progressiva e anche quasi completa delle forze degli Stati Uniti - che di per sé va accolta con favore - non è trascurabile il rischio di vedere la situazione degradarsi seriamente, soprattutto se il governo iracheno intenderà allora avvicinarsi un poco a quello iraniano, cosa plausibile per ragioni di politica interna. Gli abitanti di Achraf incorreranno allora nel pericolo di servire come monete di scambio nelle rinnovate relazioni irano-irachene, o addirittura come ostaggi per fare pressione sull'OMPI. A quel momento ci sarà poco da sperare nel soccorso degli Europei e degli Americani, i cui governi (al contrario di qualche raro ed eminente parlamentare), si sono in ampia misura segnalati nei confronti di detta organizzazione con comportamenti che riunivano il cinismo, la viltà e l'incompetenza: ci sono tra l'altro volute sentenze giudiziarie infamanti e ripetute nei confronti di parecchi governi europei per indurre i medesimi a cessare ufficialmente di considerare l'OMPI - a dispetto del buon senso - alla stregua di un gruppo nella sfera d'influenza terroristica. Lungi da queste pratiche scandalose, la Svizzera ha conservato in materia un atteggiamento degno. Bisogna rilevare che essa accoglieva Kazem Radjavi quando, il 24 aprile 1990, è stato vigliaccamente mitragliato a morte dagli sbirri di Khomeiny a Coppet, nel cantone di Vaud; in seguito il nostro Paese ha fatto il possibile per identificare e arrestare gli assassini e non vi è alcuno - compreso l'ex consigliere federale Arnold Koller - che non si sia impegnato in questo senso; ci si è tuttavia dovuti rassegnare, data la complicità attiva dei servizi francesi del ministro Pasqua per quanto concerne la fuga dei mandanti di questo assassinio. Si tratta attualmente di non cedere e di esporre come il nostro Paese possa continuare ad assumere un ruolo all'altezza di quello che fu una volta il suo se, come abitualmente, la gente di Achraf è vittima di un'indifferenza colpevole nella peggiore avversità.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è al corrente della situazione in cui versano i circa 3200 membri dell'Organizzazione dei mudjahidin del popolo iraniano (OMPI) nel campo di Achraf. Questi sono posti sotto la protezione del diritto internazionale e l'evolversi della loro situazione è costantemente monitorata dall'ACNUR. Devono essere rispettati in particolare i diritti dell'uomo e il principio di non respingimento. Il Consiglio federale si aspetta che le autorità responsabili delle sorti di queste persone garantiscano il rispetto del diritto internazionale applicabile.

2. L'OMPI è un'organizzazione che ha combattuto il governo iraniano con mezzi violenti fino all'inizio degli anni 1990 e che ha beneficiato per anni della protezione dell'ex dittatore Saddam Hussein. Il Consiglio federale prende atto con soddisfazione dell'annuncio del governo iracheno che non avrebbe espulso i membri dell'OMPI verso Paesi in cui rischierebbero di essere perseguitati. Problematico è invece l'atteggiamento dei dirigenti dell'OMPI: questi impediscono, infatti, ai membri che hanno ottenuto un permesso di soggiorno in un Paese terzo di lasciare il campo, il che ostacola l'adozione di soluzioni pragmatiche.

3. Il Consiglio federale continuerà a seguire con attenzione l'evolversi della situazione nel campo di Achraf e si impegnerà a favore del rispetto del diritto internazionale nell'ambito dei suoi contatti bilaterali con le autorità irachene.

Risposta del Consiglio federale.