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09.3414 · Mozione · 2009-04-30

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire, per le donne migranti, un diritto di dimora e di lavoro indipendente dallo stato civile.

Begründung

Il 12 dicembre 1996, Christine Goll ha presentato un'iniziativa parlamentare che chiedeva di introdurre, per le donne migranti, un diritto di dimora e di lavoro indipendente dallo stato civile. Il 23 marzo 2006 il Consiglio degli Stati ha deciso di non entrare in materia, poiché tale iniziativa parlamentare avrebbe dovuto essere trattata nell'ambito della revisione totale della legge sugli stranieri (LStr). In realtà, tuttavia, le nuove disposizioni hanno piuttosto peggiorato la situazione dei migranti, e in particolare delle donne provenienti da un Paese extracomunitario. Oggi, una donna proveniente da un tale Paese può ottenere un permesso di dimora soltanto sposandosi. Le migranti vittime di violenza domestica rischiano dunque di perdere il diritto di restare in Svizzera se chiedono la protezione della polizia e denunciano l'aggressore da cui dipende il loro permesso di dimora. Infatti, la violenza domestica aumenta considerevolmente la probabilità che un matrimonio venga sciolto. Certo, per prorogare il permesso di dimora è possibile invocare gravi motivi, tra cui il fatto che "il coniuge è stato vittima di violenza nel matrimonio e la reintegrazione sociale nel Paese d'origine risulta fortemente compromessa" (art. 50 cpv. 2 LStr). Tuttavia, la violenza domestica deve essere dimostrata e le autorità di migrazione sono vincolate da esplicite disposizioni che le obbligano a tener conto del grado d'integrazione. Pertanto, per le donne separate o divorziate da un rifugiato o dal titolare di un permesso di dimora annuale, l'autorizzazione a restare in Svizzera dipende in toto dal potere discrezionale di autorità la cui competenza in materia è tutta da dimostrare. Per questo motivo, il Consiglio federale è invitato a istituire, per le migranti, un permesso di dimora e di lavoro indipendente dallo stato civile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Rispetto al diritto precedente, la legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20) entrata in vigore il 1° gennaio 2008 prevede un miglioramento della situazione dei familiari stranieri dopo lo scioglimento della comunità familiare (art. 50 LStr).

Il diritto del coniuge al rilascio e alla proroga del permesso di dimora (art. 42 e 43 LStr) continua a sussistere se l'unione coniugale è durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo. Per di più, tale diritto è riconosciuto indipendentemente dalla precedente durata della permanenza e dal grado di integrazione se gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera. Costituisce un grave motivo personale il fatto che il coniuge sia stato vittima di violenza nel matrimonio e il reinserimento sociale nel Paese d'origine risulti fortemente compromesso. La stessa normativa vale, sebbene non sussista un diritto legale, anche per i familiari stranieri di persone titolari di un permesso di dimora (art. 44 LStr e 77 OASA).

In occasione delle consultazioni relative alla LStr, il Parlamento ha optato per tale soluzione, tenendo presente l'iniziativa parlamentare Goll 96.461 menzionata nella mozione. La normativa attuale permette di evitare casi di rigore personale grave dopo lo scioglimento della comunità familiare.

Il rapporto del Consiglio federale del 13 maggio 2009 "Gewalt in Paarbeziehungen. Ursachen und in der Schweiz getroffene Massnahmen" (Violenza nei rapporti di coppia - Cause e misure adottate in Svizzera), in risposta al postulato Stump 05.3694, indica diverse misure per fronteggiare la violenza domestica, tra cui direttive dell'UFM tese a uniformare la prassi cantonale per quanto concerne la proroga dei permessi di dimora per le vittime di violenza domestica. Inoltre, l'UFM sta verificando come sancire meglio questa tematica nel quadro della formazione e del perfezionamento degli specialisti nel settore della migrazione e come migliorare l'informazione degli stranieri sui loro diritti.

Il rilascio sistematico richiesto dalla mozione di un permesso di dimora indipendente dallo stato civile ai coniugi entrati in Svizzera nell'ambito del ricongiungimento familiare faciliterebbe invece notevolmente i matrimoni fittizi, che mirano esclusivamente all'ottenimento fraudolento di un permesso di dimora in Svizzera. Anche dopo una separazione immediata sarebbe comunque escluso l'allontanamento dalla Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.