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09.3433 · Interpellanza · 2009-04-30

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Considerata la crescente disoccupazione giovanile, rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Ritiene che il servizio civile possa offrire ai giovani adulti disoccupati la possibilità di un impiego soddisfacente nel sociale o nella tutela dell'ambiente?

2. È dell'avviso che gli impieghi di servizio civile permettano di maturare esperienze poliedriche, che si riveleranno utili nel mondo del lavoro?

3. È pronto a concedere la possibilità di svolgere impieghi volontari di servizio civile di tre a dodici mesi anche ai giovani stranieri e alle donne (anche senza idoneità al servizio)?

Begründung

La disoccupazione giovanile rappresenta un grosso problema, specie in questi tempi di crisi economica. I giovani che, al termine degli studi o di un apprendistato, non dispongono di alcun contratto di lavoro e non possono quindi dedicarsi a un'occupazione regolare, si ritrovano senza un ritmo quotidiano di vita. Più tempo rimangono esclusi da questa quotidianità, più difficile si rivelerà per loro l'integrazione nel mondo del lavoro. Inoltre possono sopraggiungere problemi di carattere sociale o finanziario, che rischiano di ripercuotersi negativamente sulla crescita personale e professionale.

Il servizio civile rappresenterebbe uno strumento valido e provato di lotta alla disoccupazione giovanile. Centinaia di aziende e istituti offrono ai giovani interessanti impieghi nel sociale o nella tutela dell'ambiente, settori in cui i giovani non solo prestano un servizio di grande valore per il bene della società, ma soprattutto svolgono compiti che altrimenti non potrebbero essere svolti per mancanza dei mezzi finanziari necessari. La retribuzione dei giovani è assicurata dalla IPG, che offre solide garanzie di sicurezza, diversamente dai posti di pratica professionale.

Inoltre la domanda di civilisti da parte degli istituti di impiego supera di gran lunga l'offerta; c'è quindi di fatto un grande potenziale di posti disponibili.

I giovani stranieri, maggiormente colpiti dalla disoccupazione giovanile, non possono tuttavia prestare servizio civile; le giovani, invece, devono prima arruolarsi al servizio militare e successivamente, in caso di idoneità al servizio, optare per il servizio civile.

Un'apertura del servizio civile potrebbe contenere la disoccupazione giovanile, offrire nuove prospettive ai giovani e garantire un sostegno a molte aziende attive nel sociale e nel volontariato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale segue con preoccupazione gli sviluppi della situazione relativa al mercato del lavoro; sono in particolare i giovani adulti ad essere maggiormente colpiti dagli effetti che le fluttuazioni congiunturali hanno sul mercato del lavoro.

Il servizio civile è un servizio sostitutivo, previsto per le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare che non possono conciliare l'adempimento di tale obbligo con la propria coscienza. Il servizio civile si esplica in istituti che svolgono attività di interesse pubblico; il numero dei posti di impiego è limitato per evitare che lo svolgimento del servizio civile non comporti una distorsione del mercato del lavoro e della concorrenza, e affinché le persone soggette a servizio civile non entrino in concorrenza con il personale degli istituti suddetti che, in molti casi, viene reclutato sul mercato secondario del lavoro. Si tratta soprattutto di stagisti e di persone disoccupate, beneficiarie di prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità o dell'assistenza sociale oppure che scontano una pena svolgendo un lavoro di pubblica utilità. Incentivando ulteriormente l'impiego di persone soggette a servizio civile da parte di questi istituti, si correrebbe il rischio di influire negativamente sul mercato del lavoro, sulle offerte formative e sugli strumenti di politica sociale: ciò a scapito delle altre categorie di persone occupate negli istituti.

Alle domande dell'autrice dell'interpellanza il Consiglio federale risponde nel modo seguente:

1. Per le persone disoccupate soggette a servizio civile, i periodi d'impiego rappresentano una valida soluzione transitoria. L'organo di esecuzione del servizio civile raccomanda in ogni caso ai civilisti di svolgere il maggior numero possibile di giorni di servizio. In quanto a ciò, sotto il profilo della politica occupazionale il servizio civile ha prodotto effetti benefici; tuttavia esso non offre ulteriori possibilità nell'ambito della lotta alla disoccupazione giovanile. Il miglioramento della situazione occupazionale non rientra tra i compiti principali del servizio civile. D'altra parte, per le persone che possono conciliare l'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare con la propria coscienza la disoccupazione non deve diventare un pretesto per chiedere di essere ammesse al servizio civile. I cantoni possono attuare vari provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML) di provata efficacia, finalizzati a contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile. In linea di massima, i giovani che hanno terminato la loro formazione, e che sono in possesso dei requisiti previsti, possono usufruire di tutti i PML, in particolare delle misure concernenti i periodi di pratica professionale e le aziende di pratica commerciale. I suddetti provvedimenti vengono adottati dai diversi uffici cantonali a seconda delle necessità. Per il 2009, i cantoni hanno preventivato complessivamente 494 milioni di franchi. Inoltre, nel quadro del terzo pacchetto di misure di stabilizzazione, il Consiglio federale ha approvato ulteriori provvedimenti di lotta alla disoccupazione giovanile.

2. Le persone che prestano servizio civile accrescono le proprie competenze tecniche e sociali e maturano esperienze che, in seguito, potranno risultare utili nel mondo del lavoro.

3. L'articolo 59 della Costituzione federale e la normativa federale in materia di servizio civile non consentono l'ammissione al servizio civile di giovani stranieri, di giovani donne che non prestano servizio militare o di altri volontari.

Risposta del Consiglio federale.