09.3479 · Interpellanza · 2009-05-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
I dati più recenti di Eurostat, l'Ufficio statistico dell'UE, risalenti all'8 maggio 2009, sono ancora peggiori di quanto temuto: nel confronto con i 27 Stati membri dell'UE, nel 2008 la Svizzera risulta essere uno dei Paesi con il maggior numero di richiedenti l'asilo pro capite, dopo Cipro, Malta e Svezia. Quanto al numero di rifugiati riconosciuti, la Svizzera è addirittura nettamente la prima della lista. Mentre nel 2008 tutti gli altri Paesi dell'UE hanno accolto, in media, un quarto delle domande d'asilo, la Svizzera ha concesso l'asilo in nientemeno che tre quarti dei casi evasi. Per completare il quadro, la Svizzera figura al poco onorevole 18° posto (su 22 Paesi) per quanto concerne i casi non evasi. Questi dati allarmanti ci inducono a porre le domande seguenti:
1. Come si spiega il Consiglio federale che la Svizzera, se paragonata ad altri Paesi dell'UE, anch'essi Stati di diritto, presenti una quota di riconoscimenti tanto più elevata?
2. L'elevata quota di riconoscimenti e il crescente numero delle domande d'asilo sono riconducibili alla modifica, nel 2008, della prassi d'esecuzione degli allontanamenti? In caso negativo, perché la Svizzera è l'eldorado d'Europa?
3. I sorprendenti cambi di personale al vertice dell'UFM sono correlati a questo disastro in materia d'asilo?
4. Quali provvedimenti efficaci intende adottare il Consiglio federale per ridurre la quota di ammissione dei richiedenti l'asilo a un "livello UE" accettabile?
5. Che misure intende prendere per ridurre nuovamente il numero di domande d'asilo dei primi quattro mesi di quest'anno, decisamente più elevato rispetto a quello dell'anno precedente?
6. Come reputa la nuova politica migratoria, più restrittiva, perseguita in Italia dall'entrata in carica del premier Berlusconi? Quali conseguenze vede per la Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo le statistiche svizzere sull'asilo, nel 2008 la quota di riconoscimenti è stata pari al 23 per cento. Nei primi sei mesi del 2009 è scesa al 15,2 per cento. È molto difficile effettuare un confronto significativo con altri Stati europei, poiché le quote di riconoscimenti sono talvolta calcolate in maniera molto diversa a seconda del Paese. Come il Consiglio federale ha già spiegato nella sua risposta alla domanda Kaufmann (09.5231), nei Paesi europei esistono categorie di protezione, ammissione e permanenza assai diverse, che sono incluse o tralasciate nel calcolo della quota di riconoscimenti. Ad esempio, nella statistica pubblicata da Eurostat l'8 maggio 2009, 3628 casi di rigore cantonali sono stati inclusi nelle "decisioni positive", pur non appartenendo all'insieme delle domande d'asilo evase in primo grado nel 2008. Le statistiche UE utilizzano pertanto una modalità di calcolo molto diversa da quella applicata dalla Svizzera.
L'UFM, per il tramite dell'Ufficio federale di statistica, si è rivolto a Eurostat proponendo una corrispondente correzione dei dati svizzeri. Eurostat ha seguito tale proposta. Di conseguenza, Eurostat non indicherà più i casi di rigore come decisioni di prima istanza. Il numero di "decisioni positive" di prima istanza indicate da Eurostat per la Svizzera continueranno tuttavia a risultare superiori alla quota di riconoscimenti pubblicata dall'UFM, poiché Eurostat include le ammissioni provvisorie tra le "decisioni positive".
2. Il rapido aumento delle domande d'asilo nel secondo semestre del 2008 è dovuto principalmente allo spostamento delle rotte migratorie utilizzate dai migranti provenienti dall'Africa subsahariana. Nel 2008, il numero di persone che dalla Libia ha attraversato il Mediterraneo in direzione di Lampedusa e della Sicilia è raddoppiato rispetto all'anno precedente, salendo a circa 33 000 persone. Nel 2008 quasi tutti i più importanti Paesi europei di destinazione hanno registrato un aumento, talvolta considerevole, delle domande d'asilo (Finlandia +168,1 per cento; Norvegia +121,4 per cento; Olanda +88,7 per cento; Francia +20,8 per cento, Germania +15,2 per cento, Belgio +10,2 per cento; Gran Bretagna +9,5 per cento; Austria +7,8 per cento).
3. Il Consiglio federale si è già espresso in merito al presente quesito rispondendo alla domanda Fehr (09.5190) in occasione dell'ora delle domande del 2 giugno 2009. La situazione attuale e gli sviluppi nell'ambito della migrazione impongono una riorganizzazione dell'ufficio federale responsabile. La predisposizione di strutture per 10 000 domande d'asilo all'anno si è rivelata un errore fondamentale e viene ora corretta. Per sfruttare appieno il potenziale di ottimizzazione all'interno dell'UFM, si sta procedendo a una verifica dei processi e delle procedure di lavoro, che ha già permesso di accelerare le procedure. Questo processo di ottimizzazione all'interno dell'Ufficio è portato avanti con risolutezza e in via prioritaria. Un'altra misura prevista è la creazione di un nuovo nucleo nell'ambito della cooperazione in materia di migrazione, teso a potenziare l'efficacia della collaborazione interdipartimentale in tale settore.
4./5. Il Consiglio federale si adopera nella misura del possibile per ridurre l'attrattiva della Svizzera quale Paese di destinazione per migranti irregolari e non bisognosi di protezione. Misure concrete a tal fine consistono in particolare nel designare i Paesi sicuri, nel trattare in modo coerente i casi "Dublino", nell'evadere rapidamente le procedure d'asilo che possono essere concluse con una decisione di non entrata nel merito o una decisione negativa e con la disposizione dell'allontanamento, nell'escludere dall'aiuto sociale e nel rimpatriare in maniera risoluta le persone allontanate definitivamente.
L'Accordo di associazione a Dublino, entrato in vigore il 12 dicembre 2008, sta rivelando effetti positivi. La cooperazione con altri Stati Dublino funziona bene. Fino alla fine di giugno 2009 la Svizzera ha già trasferito 547 persone nello Stato Dublino competente, mentre è tuttora in atto il trasferimento di altre 1131 persone.
La revisione della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri attualmente in discussione si propone di combattere in maniera ancora più risoluta gli abusi da parte di persone che non fanno valere motivi rilevanti per l'asilo e non necessitano della protezione della Svizzera.
6. Il Consiglio federale segue con attenzione la politica migratoria degli altri Paesi europei, quindi anche dell'Italia. L'introduzione di una prassi restrittiva in materia d'asilo e di stranieri in un Paese di destinazione può comportare, in una certa misura, che i richiedenti l'asilo ripieghino su un altro Stato. L'aumento delle domande d'asilo in Svizzera nel 2008 è tuttavia dovuto al numero insolitamente elevato di sbarchi a Lampedusa. Dall'inizio di maggio 2009 il numero di questi sbarchi è diminuito drasticamente. Se questa tendenza si confermerà anche nei mesi di luglio-ottobre, ciò comporterà una riduzione del numero di persone che intendono proseguire il viaggio in direzione della Svizzera.
Risposta del Consiglio federale.