09.3480 · Mozione · 2009-05-27
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento, d'intesa con i cantoni, provvedimenti tesi a introdurre un sistema di autorizzazione e controllo uniforme a livello svizzero per i fornitori privati di prestazioni nel settore della sicurezza. L'autorizzazione presuppone in particolare che il fornitore dimostri di possedere un sistema efficace di controllo interno e garanzia della qualità, che risponda a standard elevati. I compiti istituzionali di polizia non devono essere delegati a privati.
Begründung
A livello svizzero vi è una necessità di coordinamento nell'ambito dei servizi di sicurezza privati. Si tratta in particolare di questioni concernenti le disposizioni in materia di autorizzazione, i margini di manovra, la garanzia della qualità e il controllo dei fornitori privati di prestazioni nel settore della sicurezza.
Già oggi esistono disciplinamenti a vari livelli (regolamenti comunali, leggi cantonali sulla polizia, concordato). Tuttavia, nessuno di questi disciplinamenti è applicabile a livello svizzero e vi sono tuttora Comuni che non prevedono alcuna normativa in tale settore o che addirittura delegano compiti di polizia veri e propri a servizi di sicurezza privati.
In un articolo del giornale "Sonntag" del 26 aprile 2009, Heinz Buttauer, presidente della Federazione svizzera funzionari di polizia (FSFP), esprime preoccupazione per l'evoluzione attuale. A suo avviso, i compiti istituzionali di polizia non devono essere delegati a società di sicurezza private, i cui collaboratori spesso dispongono di una formazione estremamente ridotta. La Federazione dei funzionari di polizia chiede inoltre di regolamentare urgentemente le competenze dei servizi di sicurezza privati e di sottoporle al controllo dello Stato.
Sul piano nazionale i servizi di sicurezza privati impiegano attualmente circa 11 000 collaboratori, più del doppio rispetto a dieci anni fa, quando i settori d'attività sono stati estesi in maniera subdola. Si tratta di un'evoluzione preoccupante sotto il profilo politico-istituzionale. È infatti in contraddizione con il principio secondo cui i compiti istituzionali rientrano chiaramente nella competenza delle forze di sicurezza dello Stato, mentre i servizi di sicurezza privati non dovrebbero muoversi al di fuori dei cosiddetti "diritti di ognuno". Eventuali zone grigie in questo ambito estremamente sensibile per i cittadini andrebbero eliminate il più presto possibile. Anche per questo motivo, per i servizi di sicurezza privati è necessario un sistema di autorizzazione, di controllo interno e di garanzia della qualità uniforme in tutta la Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha trattato in maniera approfondita il disciplinamento delle condizioni di autorizzazione e dei controlli di qualità per le società di sicurezza private. Nel rapporto del 2 dicembre 2005 sulle società di sicurezza e le società militari private ha definito necessaria un'armonizzazione delle normative cantonali. Non ha, tuttavia, preso in considerazione alcun provvedimento legislativo, poiché i cantoni hanno profuso sforzi in tal senso. Il 31 ottobre 2007 il Consiglio federale ha licenziato l'ordinanza sull'impiego di società di sicurezza private da parte della Confederazione (RS 124), che fissa condizioni per l'assegnazione di mandati federali. Il 21 maggio 2008 ha preso atto del rapporto del DFGP sull'esame di un sistema di registrazione obbligatorio delle imprese di sicurezza private operanti nelle zone di conflitto e di crisi. Per il momento ha deciso di non introdurre un obbligo di registrazione, data la scarsa rilevanza del mercato svizzero.
Le legislazioni cantonali sulle società di sicurezza private sono molto eterogenee. I cantoni romandi hanno aderito al concordato del 18 ottobre 1996, che stabilisce criteri d'autorizzazione dettagliati. I cantoni della Svizzera tedesca prevedono disciplinamenti molto diversi tra loro. Alcuni ne sono sprovvisti del tutto.
I cantoni stanno tuttavia cercando di armonizzare le loro norme. Il 16 novembre 2007 la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) ha emanato raccomandazioni indirizzate ai cantoni, le quali prevedono la delega di compiti a società di sicurezza private soltanto se non viene messo in discussione il monopolio statale dell'uso della forza. Poteri istituzionali quali la facoltà di procedere ad arresti o effettuare interrogatori devono restare una prerogativa delle autorità statali. Nell'autunno 2007 la CCDGP ha discusso un progetto di concordato elaborato insieme a rappresentanti dei cantoni, della polizia e del settore della sicurezza, che si ispira al concordato dei cantoni romandi, ma tiene conto delle riserve espresse in merito alla dettagliata procedura d'esame ivi prevista. I risultati emersi nell'autunno 2008 da una consultazione svolta presso i cantoni sono contrastanti. A novembre 2009 la CCDGP discuterà un progetto rielaborato. È previsto un atto legislativo quadro che stabilisca, al posto di un obbligo di autorizzazione, un obbligo di notifica per i dipendenti di società di sicurezza.
Nell'ambito del progetto di revisione della legislazione in materia di polizia (obiettivo n. 5 del Consiglio federale per il 2009, Volume I), nella primavera 2009 un gruppo di lavoro, diretto dall'Ufficio federale di polizia, ha elaborato, in collaborazione con i cantoni, un progetto teso a regolamentare le condizioni per l'impiego di società di sicurezza private negli ambiti di competenza della Confederazione. A tal fine, nella legge sono fissati requisiti minimi per le società di sicurezza, in sintonia con le condizioni del concordato in programma. Tali condizioni saranno tuttavia applicate soltanto se una società non dispone di un'autorizzazione cantonale equivalente. Questa normativa farà parte del vasto avamprogetto di legge previsto nell'ambito del progetto menzionato, che sarà posto in consultazione al più tardi alla fine del 2009.
I lavori legislativi a livello di Confederazione e l'elaborazione di un concordato cantonale sono tesi a fissare standard minimi per l'autorizzazione e l'attività di società di sicurezza private. Ne consegue un'uniformazione del diritto cantonale nonché un'armonizzazione del diritto federale e cantonale. La delega di compiti di sicurezza a privati, tradizionalmente oggetto di discussione nell'ambito del monopolio statale dell'uso della forza, non deve essere permessa o deve essere possibile soltanto sulla base di un'autorizzazione legale. Visti tali sviluppi, il Consiglio federale non ritiene attualmente opportuno legiferare oltre l'ambito di competenza della Confederazione o sottoporre al Parlamento misure concernenti le società di sicurezza private concordate con i cantoni. Occorre invece proseguire i lavori nell'ambito dei progetti legislativi in corso a livello federale e cantonale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.