09.3492 · Interpellanza · 2009-06-03
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Quale sarebbe stata in Svizzera, dal 1995 al 2008, l'aliquota fiscale, se, oltre ai prelievi delle amministrazioni pubbliche e delle assicurazioni sociali, si prendessero in considerazione i contributi obbligatori versati alle casse malati e agli istituti di previdenza?
2. Qual è stata l'evoluzione, tra il 1970 e il 2008, della quota d'incidenza della spesa pubblica, del reddito disponibile delle economie domestiche e della spesa sociale?
3. Quali presunti legami stabilisce il Consiglio federale tra l'aliquota fiscale, definita secondo la domanda 1, e:
a. la crescita economica in Svizzera?
b. il grado di liberalismo socio-economico del Paese?
c. la nostra competitività all'estero?
Begründung
I confronti internazionali delle cifre riguardanti la quota d'incidenza della spesa pubblica (uscite pubbliche e delle assicurazioni sociali in rapporto al PIL) e l'aliquota fiscale sono delicati, in quanto la loro definizione differisce da un Paese all'altro. Questi indicatori sono tuttavia preziosi, poiché sono i più pertinenti nel determinare il peso dello Stato all'interno della società e dell'economia.
In Svizzera, il dibattito auspicabile sull'interpretazione di questi indicatori dovrebbe suscitare per lo meno due riflessioni fondamentali.
È azzardato ritenere, come fanno ampie cerchie, che viviamo nell'era dell'ultra-liberalismo, pur sapendo che tra il 1970 e il 2007 la quota d'incidenza della spesa pubblica è aumentata dal 24,3 per cento al 35,7 per cento (statistiche UST).
Nella sua panoramica "Finanze pubbliche", l'UST afferma che con un'aliquota fiscale del 29,6 per cento (nel 2006) la Svizzera occupa una buona posizione nel confronto internazionale, assicurandosi un certo vantaggio competitivo. Le statistiche dell'OCSE per il 2007 sembrano corroborare quest'affermazione. Secondo questi dati, le quote d'incidenza della spesa pubblica per i Paesi più rilevanti sono: Svizzera 33,4 per cento; Germania 43,8; Spagna 38,7; Francia 52,4; Italia 48,5; Regno Unito 44,7; Austria 48,2; Svezia 51,3 (UE 46,2); Stati Uniti 37,4; Giappone 35,8. Ora, contrariamente agli altri Paesi, la Svizzera non integra i contributi obbligatori versati alle casse malati e agli istituti di previdenza nella determinazione dell'aliquota fiscale. Questo falsa i confronti e non ci permette di parlare semplicemente di vantaggi competitivi e di possibilità di recupero.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Aliquota fiscale
L'aliquota fiscale è un indicatore politico-finanziario che misura la parte di creazione di valore assorbita dal fisco in rapporto al prodotto interno lordo (PIL) globale. Questo valore include tutti i livelli statali (Confederazione, cantoni e comuni) come pure le assicurazioni sociali. In questo modo è possibile confrontare nel tempo o a livello internazionale le imposte e i contributi richiesti dalle istituzioni statali.
Per consentire tali confronti si applica un metodo di calcolo uniforme che sta alla base delle statistiche internazionali dell'OCSE (Tabella 1). In questo modo, tutti i Paesi dell'OCSE eseguono i calcoli partendo dalla stessa base. L'aliquota fiscale rileva tutti i tributi obbligatori versati a unità statali. Quelli versati a istituzioni non statali, anche se sono obbligatori, non vengono considerati nel computo dell'aliquota fiscale. Di conseguenza, nel caso della Svizzera non si tiene conto delle assicurazioni malattie e delle casse pensioni poiché non fanno parte del settore delle amministrazioni pubbliche. Strutture simili esistono anche in altri Paesi dell'OCSE. In Olanda, ad esempio, lo Stato non funge da rappresentante dell'assicurazione malattie (obbligatoria): "In Olanda le istituzioni statali non sono tuttavia direttamente incaricate della strutturazione della sanità. Questo è un compito che spetta essenzialmente all'offerente privato" (Ministero della Sanità, bene pubblico e sport - 2006: Il nuovo sistema sanitario in Olanda; disponibile solo in tedesco, http://www.minvws.nl/images/boekje-zorgstelsel-duits_tcm20-107940.pdf). Per confronti internazionali eloquenti ai sensi dell'interpellanza bisognerebbe adeguare di conseguenza anche le statistiche degli altri Paesi dell'OCSE.
Il quadro rappresentato nella Tabella 2 illustra un confronto delle aliquote fiscali secondo il metodo di calcolo dell'OCSE. Dall'inizio di questo decennio l'aliquota fiscale secondo l'OCSE è relativamente stabile e si è attestata al 30 per cento. La differenza fra i due metodi di calcolo si colloca fra i 9 e gli 11 punti percentuali.
2. Quota d'incidenza della spesa pubblica, reddito disponibile, uscite sociali
La quota d'incidenza della spesa pubblica presenta le uscite delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL. Nella Tabella 3 sono riportate le uscite di Confederazione, cantoni e comuni nonché quelle delle assicurazioni sociali e la relativa quota al PIL (la quota d'incidenza della spesa pubblica). Le fasi in cui la quota d'incidenza della spesa pubblica aumenta sensibilmente possono essere condizionate, da un lato, da uscite statali più elevate e, dall'altro, da una minore crescita dell'economia. Poiché la variazione assoluta delle uscite statali è relativamente lenta, le fluttuazioni della crescita economica si ripercuotono notevolmente sulla quota d'incidenza della spesa pubblica. Dal 1970 al 2006 la quota d'incidenza della spesa pubblica è aumentata di appena 14 punti percentuali, mentre negli ultimi quattro anni è scesa complessivamente di 2,7 punti percentuali.
Il reddito disponibile delle economie domestiche non è un coefficiente delle amministrazioni pubbliche, ma indica quale quota del reddito globale è disponibile per un'economia domestica dopo computo del trasferimento ricevuto previa deduzione dei tributi obbligatori. Tuttavia, sono disponibili solo le serie di dati per gli anni 2000-2007 riportati nella Tabella 4. La tendenza in questo decennio indica un aumento della quota delle deduzioni obbligatorie, a seguito delle quali il reddito disponibile delle economie domestiche è sceso da poco più del 75 per cento al 69,9 per cento.
Nella statistica finanziaria le uscite sociali degli enti pubblici sono raccolte nel settore di compiti "Previdenza sociale"; a queste si aggiungono le prestazioni delle assicurazioni sociali (Tabella 5). In anni di recessione le uscite sociali sono aumentate significativamente, e la quota è aumentata anche a causa di una bassa crescita del PIL. Per mancanza di dati non è possibile fare una stima per il 2007 e il 2008. In relazione al PIL, dal 1970 le uscite sociali sono aumentate di oltre 9 punti percentuali.
3. Relazione tra aliquota fiscale e
a) crescita economica
Per diverse ragioni non è facile descrivere una relazione scientificamente fondata fra aliquota fiscale e crescita economica. Una crescita elevata o bassa dell'economia non può essere ricondotta unicamente a un singolo fattore, ma è data dalla combinazione di molti elementi. Il settore delle amministrazioni pubbliche è senza dubbio uno di questi. Indagini più recenti, riferite particolarmente alla Svizzera; Colombier 2004 - ("Empiricamente non si può dimostrare alcuna relazione fra l'intera attività statale e la crescita pro-capite del PIL. [...] Sia le imposte indirette sia quelle dirette non mostrano effetti di crescita". In: Colombier 2004: Government and Growth, http://www.efv.admin.ch/d/dokumentation/downloads/themen/wirtschaft/oekonomenteam/oekt_publ04_internet.pdf, non mostrano relazioni empiriche certe fra attività statale e crescita economica).
Di conseguenza, in merito si possono fare solo riflessioni generali sulla dimensione ottimale di un bilancio statale e quindi delle entrate fiscali. Da un lato, le entrate fiscali finanziano l'approvvigionamento della popolazione e dell'economia di beni pubblici essenziali che in presenza di una quota d'incidenza della spesa pubblica o di un'aliquota fiscale molto bassa non sarebbero più disponibili. Dall'altro, occorre evitare che incentivi economici vengano indeboliti da un onere tributario troppo elevato. Fra questi due estremi esiste un ampio spettro di dimensioni ottimali dei bilanci statali, e il ruolo dello Stato in economia rappresenta sempre anche le preferenze politiche e sociali. Considerato il suo reddito pro-capite relativamente elevato, con una quota d'incidenza della spesa pubblica e un'aliquota fiscale relativamente basse, la Svizzera potrebbe occupare una buona posizione. In ultima analisi, potrebbe essere altrettanto importante considerare per quali compiti, in particolare, e in che modo lo Stato utilizza i mezzi finanziari riscossi. Bisogna soprattutto evitare che, in luogo di un efficiente approntamento di beni pubblici, le uscite statali servano a soddisfare interessi particolari. Inoltre, il modo di riscossione delle imposte riveste un ruolo importante. Le imposte pregiudicano la crescita economica nella misura in cui minano gli incentivi al lavoro, al risparmio e agli investimenti, imponendo oneri supplementari elevati, e nella misura in cui, a causa della mobilità delle basi fiscali, favoriscono il trasferimento delle attività imponibili verso altri enti territoriali (Nell'ottica della loro compatibilità con la crescita, le imposte possono essere classificate come segue: 1. imposte su beni immobili - come ad es. imposte fondiarie o immobiliari; 2. imposte sul consumo; IVA e imposte speciali di consumo come ad es. tasse d'incentivazione in ambito di protezione dell'ambiente nonché imposte sulle successioni e donazioni; 3. imposte sul fattore lavoro; imposta sul reddito del lavoro, contributi dei lavoratori e imposte su beni mobili che vengono riscosse presso le economie domestiche; imposte sul reddito su beni mobili, imposta sulla sostanza; 4. imposte su transazioni finanziarie e di capitali nonché imposte su beni mobili che vengono riscosse presso le persone giuridiche; imposta sull'utile, imposta sul capitale, tassa d'emissione sul capitale proprio). Questo aspetto può influenzare in misura considerevole la crescita del PIL.
b) liberalismo sociale ed economico
Come indicato alla lettera a), un impiego specifico dei mezzi finanziari dello Stato può stimolare la crescita. Riflessioni in merito suggeriscono che a seconda del settore di compiti, può essere appropriata un'influenza più o meno marcata dello Stato. Da un lato, la libertà economica viene senza dubbio limitata da un carico fiscale crescente e, dall'altro, beni pubblici come sicurezza giuridica, lotta contro il fallimento del mercato oppure una sicurezza sociale istituzionalizzata sono le premesse fondamentali per il funzionamento di un ordinamento liberale. Alla luce dei diritti democratici fortemente sviluppati, l'importanza del settore delle amministrazioni pubbliche svizzero dovrebbe poter garantire un sufficiente margine di manovra politico ed economico in un quadro appropriato.
c) competitività
Da un lato, imposte basse e oneri salariali accessori sono fattori che in relazione alla creazione di valore possono costituire vantaggi per la piazza economica svizzera. Dall'altro, anche la qualità delle infrastrutture pubbliche, un livello di formazione e un tasso d'occupazione elevati sono importanti per la competitività di un Paese. Di conseguenza l'attività fiscale dello Stato influisce in modo diverso anche per quanto riguarda la competitività. In Svizzera bisogna considerare in particolare la concorrenza fiscale e la democrazia diretta. Queste contribuiscono affinché i beni statali vengano messi a disposizione a seconda della necessità e a costi possibilmente bassi. È quindi pure obiettivo dichiarato del Consiglio federale mantenere in Svizzera un carico fiscale per quanto possibile basso.
Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.
Risposta del Consiglio federale.