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09.3516 · Interpellanza · 2009-06-08

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha raccomandato a popolo e cantoni di accettare l'articolo costituzionale 118a "Medicina complementare". Il nuovo articolo è stato chiaramente approvato dai due terzi degli aventi di diritto di voto e da tutti i cantoni.

Quali misure intende adottare il Consiglio federale per attuare l'articolo costituzionale da lui stesso raccomandato, in particolare per quanto riguarda:

a. il rimborso delle prestazioni della medicina complementare da parte dell'assicurazione di base;

b. l'integrazione della medicina complementare nello studio delle professioni mediche (medico, dentista, veterinario e farmacista);

c. la promozione della ricerca nella medicina complementare;

d. la revisione delle ordinanze di Swissmedic concernenti l'omologazione dei medicamenti della medicina complementare;

e. la creazione di diplomi nazionali per terapeuti non medici?

Begründung

Negli ultimi anni, benché le leggi in materia non lo imponessero, il Consiglio federale e le autorità federali hanno preso decisioni a sfavore della medicina complementare. Al riguardo, è sufficiente citare tre esempi:

- Il ministro della sanità ha escluso i cinque metodi della medicina complementare dall'elenco delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base, nonostante soddisfino le prescrizioni di legge e abbiano verosimilmente fornito la prova dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità secondo metodi scientifici. In una sua sentenza (DTF 123 V 65 del 20 febbraio 1997, consid. 4a), il Tribunale federale ha stabilito che la valutazione dell'efficacia non si può limitare all'ottica delle scienze naturali o della medicina tradizionale.

- Swissmedic ha emanato prescrizioni per l'omologazione estremamente severe e costose, sebbene la legge sugli agenti terapeutici preveda una procedura "semplificata" per i medicamenti della medicina complementare. La conseguenza è una diminuzione dei farmaci omologati e una crescita del mercato nero.

- Il Consiglio federale ha bloccato i lavori per la creazione di diplomi nazionali per terapeuti non medici, malgrado tali lavori fossero sostenuti dall'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia. L'istituzione di diplomi nazionali rientra nell'interesse pubblico, in quanto contribuisce alla garanzia della qualità e alla sicurezza dei pazienti.

Stellungnahme des Bundesrates

a. Nelle sue spiegazioni di voto, il Consiglio federale ha precisato che anche in caso di accettazione del nuovo articolo costituzionale le prestazioni di medicina complementare saranno rimborsate dall'assicurazione di base soltanto se soddisfano i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (EAE) previsti dall'articolo 32 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). Conformemente alla LAMal, l'efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici, il che non esclude affatto la possibilità di applicare anche metodi delle scienze sociali o statistici. Contrariamente al diritto previgente, cui faceva riferimento la decisione del Tribunale federale citata dall'autore dell'interpellanza, la LAMal evita esplicitamente di limitare il concetto di scientificità ai metodi delle scienze naturali o della medicina classica.

Su presentazione dei corrispondenti risultati di studi, le società di medici interessate hanno sempre la possibilità di richiedere la presa a carico, da parte dell'assicurazione malattie, delle prestazioni sia per i cinque metodi esclusi nel 2005, sia per altri metodi della medicina complementare. Se le condizioni in materia sono soddisfatte, i metodi in questione sono ammessi nel catalogo delle prestazioni dell'assicurazione di base. Se le condizioni non dovessero invece essere adempiute, l'obbligatorietà delle prestazioni sussisterebbe soltanto se il legislatore modificasse la LAMal in modo tale da poter ammettere anche metodi che non soddisfano gli attuali criteri EAE secondo l'articolo 32 LAMal.

b. La legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11), entrata in vigore nel settembre 2007, non prevede obiettivi di formazione nel settore della medicina complementare. Per inserire la medicina complementare nel programma di formazione sarebbe necessaria una revisione della LPMed. Oggi questo tipo di medicina è insegnata in corsi di perfezionamento facoltativi e certificata dalla FMH con attestati attitudinali. Il Consiglio federale intende mantenere questo sistema.

Inoltre, l'integrazione della medicina complementare nella formazione del personale medico richiederebbe l'istituzione di apposite cattedre negli atenei cantonali. I relativi costi andrebbero principalmente a carico dei cantoni, che pertanto diventerebbero competenti per le decisioni in materia.

c. In linea di principio, la medicina complementare ha già oggi accesso ai fondi destinati alla ricerca, sempre che le domande in tal senso soddisfino le esigenze poste alla promozione della ricerca, ad esempio dal Fondo nazionale. Tra il 1998 e il 2005, con il Programma nazionale di ricerca (PNR) 34 e il Programma valutazione della medicina complementare (PVMC) la Confederazione ha investito complessivamente 12 milioni di franchi per la ricerca nel settore della medicina complementare. Attualmente non è prevista una promozione diretta mediante mezzi federali.

d. La legge sugli agenti terapeutici (LATer) in vigore prevede già l'accesso semplificato al mercato per numerosi medicamenti della medicina complementare. Le condizioni sono precisate nell'ordinanza del 22 giugno 2006 dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic) concernente l'omologazione semplificata di medicamenti complementari e fitoterapeutici (OMCF; RS 812.212.24).

Il Parlamento ha dato seguito all'iniziativa parlamentare Kleiner 07.424, "Legge sugli agenti terapeutici. Concretizzare l'omologazione semplificata dei medicamenti della medicina complementare". L'iniziativa chiede che la legge sugli agenti terapeutici sia modificata per garantire una vasta offerta di terapie e medicamenti della medicina complementare. A tal fine le procedure di omologazione per i medicamenti della medicina complementare devono essere ulteriormente semplificate. L'Ufficio federale della sanità pubblica sta pertanto preparando in collaborazione con Swissmedic, nel quadro della seconda tappa della revisione ordinaria della legge sugli agenti terapeutici, un progetto di modifica che verrà messo in consultazione nell'autunno del 2009. La competente commissione del Consiglio nazionale ha deciso di attendere questo progetto prima di continuare a dibattere dell'iniziativa parlamentare 07.424.

e. Dall'entrata in vigore della nuova legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10), nel 2004, la regolamentazione e il riconoscimento delle professioni mediche non universitarie è di competenza dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT). L'8 giugno 2007, il Consiglio federale ha deciso di sospendere temporaneamente le attività avviate dall'UFFT per l'istituzione di esami professionali superiori in questo settore, al fine di non condizionare il voto popolare riconoscendo anche solo indirettamente le terapie complementari non mediche.

Dopo la votazione, le organizzazioni responsabili dei progetti per l'istituzione di esami professionali federali superiori in terapia complementare e medicina alternativa hanno preso nuovamente contatto con l'UFFT. Non appena saranno presentate le domande d'approvazione dei due nuovi regolamenti d'esame, l'UFFT le esaminerà. Nel quadro della procedura di approvazione, questi regolamenti saranno pubblicati nel Foglio federale per la consultazione. La loro eventuale approvazione e la conseguente istituzione di diplomi federali non pregiudicano nel singolo caso l'autorizzazione all'esercizio della professione, in quanto la regolamentazione dell'esercizio della professione per i terapisti complementari senza formazione medica è, infatti, di competenza cantonale. La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità si è detta contraria in diverse occasioni a una regolamentazione a livello federale. Ha invece raccomandato ai cantoni di liberalizzare i loro sistemi e di limitare l'obbligo di autorizzazione soltanto alle professioni che hanno un fondamento scientifico comprovato, che possono comportare rischi per la salute o che abilitano a esercitare a carico dell'assicurazione di base.

Risposta del Consiglio federale.