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09.3519 · Mozione · 2009-06-09

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge teso a ripartire adeguatamente tra i coniugi un eventuale ammanco al momento di fissare i contributi di mantenimento in caso di divorzio o separazione.

Begründung

Il reddito familiare o il reddito dei genitori spesso è insufficiente per coprire i bisogni di due economie domestiche. In questi casi di carenza la prassi giudiziaria addossa il disavanzo unilateralmente al coniuge beneficiario di alimenti. Data la ripartizione dei ruoli tuttora esistente nella nostra società, si tratta, in genere, della donna.

Inoltre, attualmente il fabbisogno vitale è calcolato a un livello molto basso. L'onere fiscale non è più tenuto in considerazione e non è più possibile aggiungere un supplemento generale del 20 per cento al minimo esistenziale esecutivo. Non c'è quindi di che stupirsi se le donne divorziate o separate sono proporzionalmente più toccate dalla povertà: 10,3 per cento contro 5,3 per cento di uomini divorziati o separati. Già durante la revisione del diritto del divorzio si è cercato di eliminare tale ingiustizia, purtroppo senza successo. Nei casi di carenza, la giurisprudenza contravviene al principio della parità giuridica ai sensi dell'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione. Questa vergognosa ineguaglianza viene giustificata con il fatto che, se è intaccato il suo minimo esistenziale, il coniuge tenuto al versamento degli alimenti perde la voglia di lavorare. Inoltre, per i servizi sociali è più gravoso assistere entrambe le parti. Si tratta di argomenti speciosi, che presuppongono cattiva volontà da parte di tutti i padri tenuti al pagamento degli alimenti e penalizzano le donne in ragione di ipotetici dispendi amministrativi. Occorre aggiungere che anche per le donne non è facile rivolgersi ai servizi sociali.

In caso di miglioramento della situazione economica della persona interessata, i contributi sociali devono essere rimborsati. Non appena la donna riesce a risollevarsi un poco, il "debito familiare" ricade quindi sulle sue spalle. Va aggiunto che non di rado la "carenza" è di appena 200 franchi. Un tale ammanco non dà diritto a percepire l'assistenza sociale ed è sopportato unilateralmente dalle donne e dai figli. Inoltre, occorre intervenire nell'ambito dell'assistenza sociale, che andrebbe gestita in maniera uniforme a livello svizzero. Si deve anche esaminare seriamente la possibilità di rinunciare a far rimborsare le prestazioni sociali percepite per obblighi familiari, fatte salve eccezioni quali, ad esempio, vincite al lotto o eredità considerevoli (cfr. in proposito la pubblicazione della Commissione federale per le questioni femminili 1.2007).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo la giurisprudenza consolidata del Tribunale federale, se in caso di divorzio i mezzi non sono sufficienti a finanziare due economie domestiche, il disavanzo deve essere sostenuto dal coniuge beneficiario degli alimenti. Per il Tribunale federale spetta al Legislatore modificare questa situazione, che giudica insoddisfacente, anche se pur sempre conforme alla Costituzione (DTF 135 III 66 segg.).

Alla luce di tale situazione, il Consiglio federale condivide la richiesta di base contenuta nella mozione. Tuttavia, la ripartizione adeguata dell'ammanco tra i coniugi, ovvero tra i genitori, non spinge soltanto a ripensare nuovamente il diritto del divorzio, ma interessa anche in particolare il diritto in materia di esecuzione e fallimento, nonché il diritto (cantonale) in materia di aiuto sociale.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.