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Protezione delle api: vietare l'utilizzo di prodotti fitosanitari tossici per le api e ridurre l'impiego di pesticidi

09.3551 · Interpellanza · 2009-06-10

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è disposto a:

1. vietare immediatamente l'utilizzo, nell'agricoltura, di pesticidi pericolosi per le api, segnatamente l'uso della clotianidina e dell'imidaclopride i cui effetti tossici sulle api sono dimostrati?

2. migliorare il controllo delle sostanze chimiche e dei concimi in fase di procedura d'autorizzazione e a commissionare analisi in condizioni rilevanti in pieno campo?

3. adottare le misure necessarie, affinché la quantità di pesticidi liberata direttamente nell'ambiente, che attualmente ammonta a 1400 tonnellate all'anno, venga dimezzata nell'arco del prossimo decennio?

4. intensificare la ricerca per incoraggiare la messa a punto di tecniche di coltivazione in cui non vengono praticamente più utilizzati prodotti fitosanitari?

Begründung

Le api sono indispensabili per l'impollinazione di numerosi prodotti agricoli e forniscono un contributo considerevole dal profilo economico. Esse vanno quindi assolutamente protette. Diversi fattori, però, costituiscono una grave minaccia per le popolazioni d'api: le loro fonti di nutrimento si diradano a causa dell'impoverimento dei prati (utilizzo di notevoli quantità di concimi) e dell'assenza di flora secondaria nei campi coltivati (impiego di erbicidi). La varroa, un acaro parassita, e la peste europea, una malattia batterica, decimano le popolazioni indebolite.

Ma non è tutto: l'anno scorso, in Germania, nuovi insetticidi utilizzati per proteggere le spighe del mais da diversi parassiti hanno provocato la moria di migliaia di colonie d'api. I prodotti fitosanitari della famiglia dei neonicotinoidi, fabbricati dal gruppo chimico tedesco Bayer e dalla società svizzera Syngenta, agiscono come un potente neurotossico sugli insetti, ma anche sull'uomo.

L'autorità svizzera preposta al rilascio delle autorizzazioni ha reagito soltanto dopo quanto successo in Germania. Nel gennaio 2009, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha richiesto che le seminatrici siano dotate di "deflettori che emettono l'aria di scarico in direzione [e in prossimità] del suolo" e permettono di evitare che le polveri tossiche siano liberate nell'aria. Fino all'anno scorso, l'emissione dell'aria durante la semina avveniva a lato. Il fatto che si debba attendere il verificarsi di un danno prima di individuare questo tipo di errori indica che la qualità della procedura d'autorizzazione lascia a desiderare. Non sono noti i meccanismi di accumulo nel suolo di questi neurotossici né si sa se vengono liberati sotto forma di polvere all'atto del passaggio delle macchine per la lavorazione del suolo.

Stellungnahme des Bundesrates

All'origine dei notevoli danni osservati nella primavera del 2008 sulle colonie d'api nella Germania meridionale vi sono due fattori determinanti: la formazione di polveri contenenti residui d'insetticidi a base di clotiniadina e l'utilizzo di seminatrici pneumatiche che emettono tali polveri verso l'alto. In Svizzera non sono stati riscontrati danni di questo tipo. Tuttavia, onde evitare la comparsa di simili fenomeni, sono state inasprite le condizioni sull'utilizzo di prodotti per il trattamento delle sementi che possono essere tossici per le api; limitando la formazione di polveri provenienti da sementi trattate e installando dei deflettori sulle seminatrici che emettono l'aria verso il suolo, il rischio per le api può essere ridotto a un livello accettabile.

Gli esperimenti effettuati nel 2009 in condizioni analoghe a quelle nella pratica hanno permesso di confermare l'efficacia di queste misure di protezione degli apiari collocati nelle immediate vicinanze delle particelle trattate. Inoltre, durante il periodo di semina del mais e di crescita delle giovani piante, gli apicoltori non hanno annunciato alcuna intossicazione sospetta correlata all'utilizzo di questi prodotti per il trattamento delle sementi.

Le disposizioni dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161) sono chiare: un prodotto può essere autorizzato soltanto se non ha effetti collaterali inaccettabili sugli esseri umani, gli animali e l'ambiente, api comprese (art. 10 OPF). Nel caso degli insetticidi, la cui azione può essere tossica per le api, l'autorizzazione è concessa soltanto se vengono prese misure che consentono di ridurre i rischi a un livello accettabile. Tali misure sono finalizzate a evitare che le api entrino in contatto con questo tipo di prodotti.

Il Consiglio federale riconosce l'importanza, per l'agricoltura e l'ambiente, delle api e degli altri impollinatori che, notoriamente, garantiscono la fertilità delle specie vegetali. Pertanto, considera attentamente le condizioni delle colonie d'api che fungono da indicatori della situazione e, se necessario, prenderà misure adeguate.

Alla luce di quanto suesposto, il Consiglio federale può fornire le seguenti risposte.

1. Le condizioni per l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari tengono conto del rischio che gli insetticidi rappresentano per le api. Non è giustificata la revoca dell'autorizzazione dei prodotti menzionati, poiché sono state prese misure volte a ridurne i rischi e la loro efficacia ha potuto essere dimostrata.

2. Le procedure d'omologazione e i test richiesti in vista dell'autorizzazione vengono adeguati costantemente alle nuove conoscenze. La Svizzera attribuisce una notevole valenza all'impiego di metodi riconosciuti sul piano internazionale.

3. Una riduzione delle quantità non equivale a una riduzione del rischio; l'impatto dei prodotti sull'ambiente è determinato dalle condizioni d'impiego e quindi dalle misure di riduzione dei rischi ordinate nel quadro dell'autorizzazione.

4. La ricerca di tecniche alternative all'utilizzo di prodotti fitosanitari è una costante nei programmi di ricerca agronomica sostenuti dalla Confederazione. La selezione di varietà resistenti e lo sviluppo di metodi di lotta biologica conformi ai principi della sostenibilità hanno un ruolo importante in questi programmi.

Risposta del Consiglio federale.