09.3610 · Postulato · 2009-06-11
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale studia l'entità del fenomeno dei "gated communities" (quartieri esclusivi) in Svizzera e analizza le ripercussioni economiche, politiche, sociali e ambientali dello sviluppo di zone residenziali chiuse. Esso valuta la conformità di questo fenomeno con gli obiettivi della Confederazione, in particolare nel settore della pianificazione del territorio, e propone soluzioni per risolvere i problemi che tale valutazione porterà eventualmente alla luce.
Begründung
Il numero di cittadini statunitensi che vive recluso in perimetri dall'accesso regolamentato è stimato a 8 a 10 milioni di persone. Numerosi quartieri di questo tipo sono sorti anche in Sud America, spesso per ragioni di sicurezza. In Francia, più del 10 per cento delle offerte immobiliari vantano caratteristiche di "ghetti dorati", segno che il fenomeno non è più marginale in Europa. In un recente articolo pubblicato sul quotidiano "Le Temps" (26 maggio 2009) Pierre-Alain Rumley, ex direttore dell'ARE, esprimeva la sua perplessità circa lo sviluppo di quartieri riservati a persone più agiate nel nostro Paese (cfr. recente polemica nata a Obvaldo). Non si tratta (ancora) di vere e proprie "gated communities", come ve ne sono negli Stati Uniti, ma lo sviluppo di zone riservate a persone di una certa classe sociale va nella stessa direzione. Il fenomeno esprime infatti la volontà di una fascia della popolazione già di per sé privilegiata di ritrovarsi "fra di loro", a scapito di un sano tessuto sociale, minacciando la solidarietà della comunità e del sistema amministrativo esistente. Pare che attualmente questo tipo di insediamento non sia contemplato dalla legislazione. In teoria, esso potrebbe quindi svilupparsi in modo incontrollato, nonostante certi aspetti non siano compatibili con tutta una serie di valori difesi dagli enti pubblici, alcuni dei quali retti anche da disposizioni legali. Il problema interessa settori assai diversi: urbanistica, sicurezza, trasporti, fiscalità, autonomia dei Comuni, cittadinanza, legami sociali. Un'analisi delle conseguenze di una diffusione di tali zone residenziali permetterebbe di prevedere futuri problemi. La riflessione si potrebbe inserire, almeno in parte, nel contesto della revisione della legge sulla pianificazione del territorio, anche se il fenomeno interessa diversi ambiti legislativi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Tutte le società mostrano una certa tendenza alla segregazione, in questo contesto la Svizzera non rappresenta un'eccezione. La concentrazione di determinati strati demografici si manifesta sia all'interno dei confini comunali e cantonali, sia nei perimetri degli agglomerati e dei quartieri. La Confederazione si sta già occupando del fenomeno e dei relativi problemi.
In Svizzera non vi sono "gated communities" secondo il modello americano. Tali comunità rappresentano un esempio estremo di segregazione diretta; si tratta di impianti recintati e sorvegliati, non accessibili alla collettività. Questo tipo di impianto è in contraddizione con i nostri principi di pianificazione del territorio, secondo cui gli spazi pubblici devono essere accessibili a chiunque.
La situazione è diversa per quanto riguarda le zone riservate indirettamente a determinati strati della popolazione, anch'esse menzionate dall'autrice del postulato. Questi tipi di zone esistono anche in Svizzera. Tali tendenze alla segregazione sono alimentate soprattutto dagli elevati costi d'abitazione. Altri importanti fattori alla base di questo fenomeno sono la concorrenza fiscale tra i vari cantoni e all'interno dei cantoni, la costruzione di seconde abitazioni, le misure di pianificazione territoriale unilaterali a favore di contribuenti facoltosi nonché la cattiva reputazione di determinati quartieri.
La segregazione sociale mette in pericolo la coesione sociale e favorisce sviluppi negativi, quali la dispersione degli insediamenti, il deturpamento del paesaggio e il traffico supplementare. Già attualmente, nell'intento di promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile, la Confederazione ha adottato diverse misure per combattere la segregazione sociale:
- Con il programma Progetti urbani la Confederazione sostiene piccole e medie città nella rivalutazione integrale di quartieri svantaggiati.
- Nel quadro dell'esame e dell'approvazione di piani direttori cantonali la Confederazione sostiene i cantoni che si adoperano per raggiungere gli obiettivi fissati a livello federale, rispettare i principi della pianificazione e, in particolare, definire i limiti degli insediamenti e affrontare il problema delle seconde abitazioni.
- L'ulteriore sviluppo della legislazione in materia di pianificazione del territorio persegue l'obiettivo di contenere maggiormente la dispersione dell'insediamento e di favorire una sana stratificazione sociale, soprattutto concretizzando i principi alla base della pianificazione.
Tutte le misure illustrate sono importanti per mantenere e promuovere l'accesso agli spazi pubblici nonché la qualità e la sicurezza di quest'ultimi.
Il Consiglio federale sostiene appieno la richiesta avanzata dall'autrice del postulato di impedire la creazione di cosiddetti "gated communities". Nell'immediato, esso non reputa tuttavia necessario adottare ulteriori misure.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.