Lexipedia

Requisiti relativi alla licenza di circolazione per veicoli elettrici a batteria

09.3631 · Mozione · 2009-06-12

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le disposizioni della legge sulla circolazione stradale riguardanti la licenza di circolazione (art. 11 LCStr) vanno completate in modo tale che, per i veicoli elettrici a batteria, tale licenza venga rilasciata solo se il detentore del veicolo presenta una garanzia d'origine dell'elettricità valida in via preliminare per almeno due anni (adesivo "zero emissioni") attestante l'utilizzo esclusivo di energia prodotta in modo poco inquinante e attraverso fonti energetiche rinnovabili.

Begründung

Nei prossimi anni la mobilità elettrica conoscerà uno sviluppo sostenuto. È vero che l'impiego di energia elettrica per la propulsione dei veicoli non comporta nessuna emissione diretta, tuttavia la produzione di energia presso gli impianti può essere molto inquinante. Pertanto è necessario disciplinare la riduzione di emissioni inquinanti introducendo requisiti idonei a livello di licenza di circolazione conformemente alle prescrizioni di cui all'articolo 8 LCStr volte a prevenire gli effetti nocivi dell'uso dei veicoli.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La mozione, oltre a chiedere prescrizioni concernenti i veicoli elettrici, tocca anche questioni di fondo riguardanti il delicato settore della produzione e del consumo di energia elettrica. Pertanto i due argomenti vanno affrontanti separatamente.

Il Consiglio federale è d'accordo con l'autore della mozione quando afferma che la produzione dell'energia necessaria a soddisfare le nuove e importanti esigenze di consumo può incrementare le emissioni di sostanze nocive. Pertanto, per coprire questo accresciuto fabbisogno, il Collegio si impegna a favore di una produzione e una fornitura d'energia all'insegna della sostenibilità agendo direttamente sulla politica energetica. In ogni caso non si può risolvere la questione senza intervenire anche sulle attuali forme d'impiego e limitarsi a imporre, in modo fortuito, il rispetto di determinate condizioni concernenti la produzione energetica solo ai nuovi utenti. Produrre energia in modo sostenibile è piuttosto una questione che riguarda tutti i settori di consumo: non solo i veicoli stradali, ma anche le ferrovie, l'economia, le abitazioni, ecc. Partendo da queste premesse generali, il Consiglio federale non intende adottare prescrizioni settoriali, sebbene ovviamente sostenga qualsiasi sforzo sensato volto a favorire il risparmio energetico.

In un futuro prossimo, i veicoli elettrici potrebbero diventare un'ulteriore voce di consumo estremamente importante. Il Consiglio federale segue da vicino l'evoluzione che si sta delineando nell'ambito della propulsione dei veicoli. Se dovessero diventare una componente importante di una mobilità moderna e sostenibile, i veicoli elettrici offrirebbero alla Svizzera un'ottima possibilità per ridurre la dipendenza dai carburanti fossili e, conseguentemente, per eliminare le emissioni di CO2 imputabili al traffico stradale. Inoltre verrebbero considerevolmente ridotte anche le emissioni inquinanti e foniche prodotte dal traffico motorizzato privato: un obbiettivo cruciale perseguito da anni dalla politica ambientale del Consiglio federale.

La misura proposta dall'autore della mozione ostacola fortemente l'evoluzione auspicata in materia di propulsione in quanto riduce inutilmente il numero dei potenziali utenti, impedendo di fatto alle nuove tecnologie un ampio accesso al mercato. In questo contesto, l'auspicata riduzione delle sostanze inquinanti sarebbe esigua.

Il Consiglio federale non vede alcun motivo di limitare i possibili vantaggi di un passaggio rapido e significativo dai carburanti fossili alla propulsione elettrica. Pertanto non intende introdurre prescrizioni restrittive, tanto più che la questione della produzione sostenibile di energia, come illustrato, va affrontata nel quadro di una politica energetica globale.

Nel caso la mozione venisse accolta, il collegio proporrebbe alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.