09.3720 · Postulato · 2009-06-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare una valutazione delle risposte non militari cui la Svizzera può associarsi per risolvere i problemi posti attualmente dalla pirateria marittima, in particolare quella che interessa le acque al largo della Somalia.
Begründung
La pirateria marittima è un problema millenario che oggi è di relativa gravità, se paragonato con le epoche passate. Da qualche anno pare nondimeno manifestarsi una certa recrudescenza del fenomeno, in particolare nell'area in cui il Mar Rosso si apre sul golfo di Aden e al largo delle coste somale bagnate dall'Oceano Indiano. Gli importanti interessi economici in causa, legati al transito di merci importanti per i Paesi occidentali quali ad esempio prodotti petroliferi, e le vicende umane di taluni diportisti europei hanno attirato l'attenzione e indotto l'Unione europea ad approntare un dispositivo di protezione delle navi denominato Navfor Atalante, parallelamente alle task force 150 e 151, operazioni queste autorizzate dall'ONU, a quanto pare. La discussione sull'eventuale partecipazione della Svizzera a tali attività di sicurezza militare è in corso. A prescindere da questo aspetto, quasi nessuno contesta che una soluzione duratura presupponga un netto miglioramento della situazione interna in Somalia. Il Paese è infatti stato devastato dalla guerra, dalla sottonutrizione e da pratiche ambientali assolutamente scandalose (sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, scarico in prossimità delle coste di prodotti altamente tossici quali ad esempio rifiuti speciali ospedalieri, uranio, ecc.), per tacer delle poco note conseguenze dello tsunami della fine del 2004. Per soprammercato, lo Stato è debole o assente. Un'azione molto energica è necessaria, d'intesa con la comunità internazionale e soprattutto con i partner - ONG comprese - dei Paesi maggiormente toccati dal fenomeno della pirateria e dalla guerra in Somalia. Tra le misure ipotizzabili vi sono quelle di carattere giuridico e organizzativo (rafforzamento del diritto del mare e rigorosa applicazione dello stesso, obbligo di formare convogli che seguano una rotta ben precisa, zone chiuse alla navigazione, potenziamento dell'organico della guardia costiera, sostegno agli Stati in embrione del Somaliland e del Puntland, ecc.) e quelle concernenti la cooperazione, principalmente in materia alimentare e ambientale (protezione delle zone costiere di pesca e lotta contro lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche, comminazione di pene severe per chi infrange il divieto di riversare in mare prodotti tossici nonché adeguato recupero dei prodotti scaricati, ricostituzione delle foreste di mangrovie costiere, aiuto alimentare, agricolo, educativo e sanitario, ecc.). L'esperienza della Svizzera in questo genere di compiti ne fa il Paese ideale per prendere iniziative all'avanguardia o per associarsi a opportune iniziative già avviate.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel messaggio del 22 aprile 2009 il Consiglio federale propone di impiegare l'esercito per offrire un appoggio nell'ambito dell'operazione Navfor Atalanta promossa dall'Unione europea. Il Consiglio federale è pienamente consapevole che per una stabilizzazione duratura della regione sono necessari sforzi che vanno oltre la protezione delle navi d'aiuto umanitario inviate dal Programma alimentare mondiale a favore della Somalia. Nell'ambito di una proposta attualmente allo studio per promuovere un impegno più coerente e meglio coordinato della Svizzera nel Corno d'Africa, il Consiglio federale intende intensificare l'attività svolta in Somalia nei settori aiuto umanitario, sviluppo, politica di pace e politica migratoria, ponendo l'accento sugli aspetti relativi alla sicurezza umana, al buon governo e alla sicurezza alimentare.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.