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09.3741 · Mozione · 2009-09-07

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di dare alla collaborazione con i Paesi emergenti una nuova base, che tenga conto dei criteri delle loro capacità. Si devono sopprimere gradualmente gli aiuti finanziari ai Paesi emergenti e non si devono più concedere crediti a tasso ridotto. La cooperazione tecnica allo sviluppo con i Paesi emergenti deve limitarsi a progetti sostenuti o cofinanziati in misura adeguata dai Paesi beneficiari.

Begründung

È aberrante che in tutto il mondo si continuino a destinare le stesse quote, ancora limitate nonostante tutti gli sforzi, di risorse finanziarie a molti ex Paesi in via di sviluppo che hanno compiuto grandi progressi nello sviluppo e che con sforzi ragionevoli sono in grado di reggersi sui propri piedi. Ciò vale soprattutto per Paesi emergenti come la Cina, l'India, il Brasile e il Sudafrica, i cui progressi sono notevoli. Anche se hanno ancora molte persone e regioni povere, questi Paesi dispongono di mezzi per finanziare in ogni caso con l'aiuto dei Paesi donatori l'ulteriore cooperazione allo sviluppo. La Cina, ad esempio, che è diventata da tempo un Paese donatore, ha riserve inesauribili di liquidi e non ha bisogno di soldi, ma di know-how.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nei Paesi emergenti non si pongono i medesimi problemi dello sviluppo che nei Paesi in via di sviluppo più poveri. È pertanto importante che l'aiuto allo sviluppo sostenga da una parte gli sforzi di sviluppo in atto nei Paesi più poveri e dall'altra operi in stretta collaborazione con i Paesi emergenti che svolgono un ruolo centrale nella misura in cui forniscono ai Paesi più poveri prospettive di sviluppo a cui ispirarsi. Nell'ambito della mondializzazione Paesi come il Brasile, l'India e la Cina hanno assunto un'importanza economica e politica crescente esercitando un'influenza viepiù importante sulla normativa internazionale. Nel rapporto sulla politica estera 2009 il Consiglio federale ha fatto notare che annodare relazioni con i nuovi attori importanti della scena internazionale permette di rendere più efficace la tutela degli interessi del Paese.

La cooperazione della Svizzera con i Paesi emergenti è importante in particolare per i seguenti motivi:

- la cooperazione con i Paesi emergenti è indispensabile per gestire sfide di portata globale come i mutamenti climatici, la sicurezza alimentare, le problematiche della migrazione e lo sviluppo sostenibile dell'economia mondiale;

- i Paesi emergenti influenzano i Paesi più poveri, fornendo loro prospettive di sviluppo, e svolgono un ruolo economico e politico che ne fa importanti partner regionali;

- i Paesi emergenti rimangono confrontati con gravi problemi di povertà, ragion per cui è indispensabile proseguire nella via di una stretta cooperazione per dare un contributo alla riduzione della povertà sul piano mondiale;

- il ruolo svolto dalla Svizzera nell'ambito delle istituzioni multilaterali trae un profitto crescente dalle opportunità offerte da partenariati flessibili e variabili: occorre pertanto adoperarsi per dare la massima estensione alla rete delle relazioni del Paese.

In media l'aiuto pubblico allo sviluppo fornito dai Paesi membri dell'OCSE a Cina, India e Brasile si situa attorno al 3,4 per cento. Con circa il 2 per cento l'aiuto pubblico della Svizzera è al di sotto della media dell'OCSE.

La DSC collabora con i Paesi emergenti nell'ambito dei suoi programmi globali. Il suo impegno non consiste in un sostegno finanziario ma si si concentra su trasferimenti di conoscenze e tecnologie che promuovono la crescita di questi Paesi permettendo loro di risparmiare risorse. Impegnarsi a favore dei Paesi emergenti è nell'interesse della Svizzera. La cooperazione sul piano della tecnologia consente sia alle imprese svizzere sia al settore della ricerca di intrattenere preziose relazioni di scambio e costituire nuovi partenariati. L'India cesserà di essere un Paese prioritario per la DSC dal gennaio 2012.

La SECO opera in modo puntuale nei Paesi emergenti concentrandosi innanzitutto sul trasferimento di tecnologie e conoscenze, in particolare nei settori ambientale e climatico, nonché sul rispetto delle norme internazionali sul lavoro previste nella Convenzione internazionale sul lavoro. La SECO si adopera per trasmettere ai Paesi emergenti le competenze che sono la loro principale necessità. Nei casi in ciò è possibile sono esperti svizzeri a fornire il nostro know-how. Per il rimanente occorre rilevare che il Sudafrica è uno dei sette Paesi che sono considerati prioritari nel settimo credito quadro a favore delle misure di politica economica e commerciale della SECO approvato dal Parlamento nel dicembre 2008.

I crediti della Banca mondiale e delle banche regionali dello sviluppo - istituzioni di cui la Svizzera fa parte - costituiscono un sostegno decisivo per l'impegno profuso per lo sviluppo in gran parte dei Paesi emergenti. Questi crediti portano tuttavia interessi di mercato. Di conseguenza in ambito multilaterale la Svizzera non concede alcun sussidio. Le istituzioni finanziarie internazionali concedono tale trattamento soltanto ai Paesi più poveri.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.