09.3888 · Mozione · 2009-09-24
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Tutti i negoziati per un accordo di libero scambio con l'UE devono essere interrotti fino a nuovo avviso. Si deve rinunciare a qualsiasi ulteriore apertura delle frontiere nel settore agricolo, ovvero a qualsiasi agevolazione all'importazione di prodotti agricoli o generi alimentari, fino a che non potrà essere presentata una politica agricola coerente, che assicuri la sovranità alimentare della Svizzera.
Begründung
Gli eventi degli ultimi anni hanno mostrato che l'approvvigionamento alimentare globale è precario ed estremamente fragile. La situazione dell'agricoltura e degli addetti del settore è difficile, se non catastrofica, in tutto il mondo. L'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari è tuttavia troppo importante per avvalersene al fine di effettuare esperimenti di libero scambio basati su teorie economiche. I mercati finanziari mostrano in modo impressionante e spaventoso che nella pratica le teorie vengono facilmente applicate in maniera sbagliata con conseguenti sviluppi negativi catastrofici. Per l'agricoltura svizzera, caratterizzata da una selva di norme e leggi, da una carenza di superfici e da difficili condizioni topografiche e climatiche, sussistono degli svantaggi concorrenziali molto forti a livello internazionale, impossibili da pareggiare con la qualità e i prodotti di nicchia. Nonostante nel settore agricolo vi siano già oggi redditi che garantiscono a malapena l'esistenza, il Consiglio federale mira risoluto all'apertura delle frontiere e al libero scambio nel settore agroalimentare. Dai suoi pronostici oltre a una continua riduzione dei redditi agricoli di circa il 2,5 per cento all'anno (senza apertura della politica estera) si intravede, a seconda dello scenario di libero scambio, un'ulteriore perdita di reddito nell'agricoltura da 3 a 6 miliardi di franchi. La conseguenza inevitabile sarebbe un "tasso di mortalità" delle aziende agricole decisamente superiore; è realistico ritenere che il 50 per cento delle aziende cesseranno l'attività e che ne rimarranno da 25 000 a 30 000. La riserva di bilancio prevista per le misure collaterali non è altro che l'ammissione che questa politica è sbagliata, poiché per molte aziende agricole corrisponderà fondamentalmente a un "premio per cessata attività". Un'interruzione immediata dei negoziati di libero scambio con l'UE è indispensabile per poter elaborare una politica agricola conforme alla Costituzione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La politica agricola svizzera si basa sull'articolo 104 della Costituzione federale: l'agricoltura è tenuta a contribuire efficacemente, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e orientata verso il mercato, a garantire l'approvvigionamento della popolazione, a salvaguardare le basi vitali naturali e il paesaggio rurale nonché ad assicurare un'occupazione decentrata del territorio. Siccome la tendenza internazionale all'apertura dei mercati agricoli proseguirà (OMC, accordi di libero scambio), anche l'agricoltura svizzera dovrà adeguarsi a questa situazione. Soprattutto in seguito alla conclusione, da attendersi prima o poi, dei negoziati del ciclo di Doha, la Svizzera dovrà ridurre notevolmente la protezione alla frontiera vigente per i prodotti agricoli, che resta sempre elevata nel confronto internazionale. Onde assicurare a lungo termine posti di lavoro nell'agricoltura e nei settori a monte e a valle, il Consiglio federale ha avviato negoziati su un accordo di libero scambio con l'UE in ambito agroalimentare, della sicurezza dei prodotti e della sanità. In tutti questi settori la Svizzera beneficia di un'accresciuta collaborazione con l'UE. È pertanto interesse della Svizzera continuare le trattative in corso in questi quattro ambiti.
L'obiettivo dei negoziati nel settore agroalimentare è, in particolare, aprire nuovi mercati di sbocco per l'industria agroalimentare e aumentare la competitività dell'intero settore. In Svizzera tale soluzione è necessaria per conservare, a lungo termine, un'agricoltura che continui ad adempiere la sua funzione produttiva conformemente all'articolo 104 della Costituzione e a fornire prestazioni d'interesse generale.
La sicurezza dell'approvvigionamento della popolazione non è pregiudicata da un'apertura dei mercati verso l'UE. Vi saranno determinati trasferimenti tra diversi rami di produzione. Complessivamente, tuttavia, la produzione di calorie potrà essere mantenuta ai livelli attuali anche in condizioni di libero scambio con l'UE. È inoltre necessario ribadire che anche il commercio contribuisce alla sicurezza dell'approvvigionamento. L'agricoltura dipende dall'importazione di prodotti (p.es. olio minerale, concimi) onde essere in grado di produrre all'attuale livello. Maggiore è l'interconnessione con i nostri partner commerciali più importanti, più sicuro sarà dunque il nostro approvvigionamento.
Secondo il principio della sovranità alimentare, ogni Stato dovrebbe avere il diritto di determinare la propria politica agricola. Il Consiglio federale ritiene che per la Svizzera tale diritto sia acquisito. Nell'esercizio di tale diritto il Consiglio federale negozia con la CE un accordo sulla reciproca apertura dei mercati. Anche dopo la conclusione di tale accordo la Svizzera manterrà la propria politica agricola indipendente e, sempre indipendentemente, determinerà il tipo e il livello di sostegno interno.
Il previsto accordo è un elemento importante per l'adempimento, a lungo termine, del mandato costituzionale. Per la fornitura di prestazioni concrete d'interesse generale gli agricoltori continueranno inoltre a ricevere sostegni tramite i pagamenti diretti. Il Consiglio federale ha descritto il modo per rendere il loro funzionamento ancora più efficiente nel rapporto concernente l'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti (SPD). Ha proposto anche contributi per la promozione mirata della sicurezza dell'approvvigionamento. Infine, nel rapporto del 19 agosto 2009 in adempimento del postulato Stadler (08.3270), ha indicato il modo nel quale intende considerare la scarsità delle materie prime e delle risorse. Secondo il Consiglio federale tutti i progetti e le strategie succitati sono parti integranti di una politica agricola coerente.
Il Consiglio federale ha presentato il mandato negoziale, per consultazione, conformemente all'articolo 152 della legge sul Parlamento, alle competenti commissioni parlamentari e ai cantoni, che lo hanno sostenuto a larga maggioranza. La conduzione delle trattative è compito del Consiglio federale. A tal riguardo vengono tenuti in considerazione i progressi dei negoziati di Doha. L'accordo oggetto delle trattative sarà sottoposto nuovamente al Parlamento affinché dibatta in merito. Spetta a quest'ultimo valutare se esso è nell'interesse della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.