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09.3987 · Postulato · 2009-11-23

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Considerato il rapporto dell'Ufficio federale del personale (UFPER) sulla promozione del plurilinguismo nell'amministrazione federale dal 2004 al 2008 e le raccomandazioni formulate nel quadro del programma nazionale di ricerca (PNR 56), il Consiglio federale è incaricato di esaminare:

- l'istituzione di un processo uniforme e soprattutto più vincolante, a livello di rappresentanza linguistica del personale (in particolare presso i quadri) e attraverso la determinazione di obiettivi e di scadenze per il loro raggiungimento:

- la creazione di un'"unità" (ad es. di rappresentanti di diversi servizi) o di un posto di "preposto/a federale" finalizzati alla promozione del plurilinguismo. Dovrà pure essere studiata la questione dell'integrazione di questo attore in un dipartimento.

Begründung

La rappresentanza delle minoranze linguistiche è una questione sensibile e importante che si traduce in una garanzia della nostra diversità culturale: non ci può essere diversità culturale se non si offre un posto equo alle minoranze linguistiche del nostro Paese, in special modo in seno all'amministrazione federale.

Tuttavia, bisogna pur ammettere che le misure adottate sinora dal Consiglio federale non sono sufficienti, come lo dimostrano chiaramente le statistiche del rapporto dell'UFPER (specialmente a livello di quadri) e le conclusioni del programma nazionale di ricerca (PNR 56).

D'altronde, il paragone con le misure attuate in altre amministrazioni federali, ad esempio in Canada, evidenziano che la Confederazione è lungi dall'aver esaurito le possibilità di promozione del plurilinguismo. Può dunque ancora far meglio.

Attualmente, la promozione linguistica si basa essenzialmente su istruzioni del Consiglio federale che non sono vincolanti (guida per la promozione, nuova offerta di formazione ecc.) e che attribuiscono ai dipartimenti la responsabilità di attuare le misure. Nella grande maggioranza degli uffici, una sola persona, di regola impiegata a un basso grado di occupazione e che si occupa parallelamente di altre questioni riguardanti il personale, è incaricata delle questioni concernenti la parità linguistica. Inoltre, esistono grandi differenze tra i dipartimenti e gli uffici in merito al loro impegno a favore della promozione del plurilinguismo.

A titolo di esempio, in Canada la promozione del bilinguismo nelle amministrazioni - ancorata a livello di legge - come pure la messa a disposizione di risorse adeguate hanno permesso di sviluppare una panoplia di misure. Queste ultime sono sostenute da campagne informative e da un'unità specifica integrata nel dipartimento delle risorse umane. Dall'introduzione di questo programma, si è osservato un netto aumento di impiegati francofoni.

Quindi, per evitare di sparpagliare le poche risorse a disposizione all'interno dell'amministrazione e per garantire una migliore pianificazione e una coordinazione delle misure di promozione linguistica, riteniamo auspicabile affidare i differenti compiti di promozione del plurilinguismo a un solo attore. Questi potrebbe assumere la forma di un'"unità" (ad es. di rappresentanti di diversi servizi) o essere nominato "preposto/a federale" con l'obiettivo di promuovere il plurilinguismo. L'importanza e il carattere trasversale di questo compito richiedono uno statuto istituzionale forte. La questione dell'integrazione di tale attore nella direzione di un dipartimento deve altresì essere studiata.

Il programma nazionale di ricerca (PNR 56) mostra che la rappresentanza equa è lungi dall'essere raggiunta in tutti gli uffici. Nonostante le istruzioni concernenti la promozione del plurilinguismo emanate dal Consiglio federale in cinque versioni successive dagli anni Cinquanta, esistono ancora numerosi uffici federali nei quali le minoranze linguistiche sono chiaramente sottorappresentate.

Con le sue quattro lingue nazionali, il nostro Paese è la nazione europea meglio dotata per valorizzare il plurilinguismo in seno alla propria amministrazione. Tuttavia, la realtà che predomina oggigiorno è che questo vantaggio viene svilito da un'azione politica insufficiente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che negli ultimi tempi l'amministrazione federale e in particolare l'Ufficio federale del personale (UFPER) abbiano profuso sforzi meritevoli per promuovere il plurilinguismo in seno all'amministrazione federale (guida per la promozione del plurilinguismo, rapporto di valutazione 2004-2008, nuova formazione linguistica centralizzata).

In occasione delle sedute del 5 e del 12 dicembre del 2009, tenutesi in presenza dell'UFPER, i parlamentari delle Commissioni delle istituzioni pubbliche delle due Camere hanno riconosciuto la pertinenza delle misure adottate dall'UFPER intese a promuovere il plurilinguismo nell'amministrazione federale.

La legge sulle lingue, entrata in vigore il 1° gennaio 2010, esige in particolare un'equa rappresentanza delle comunità linguistiche nelle autorità federali. L'ordinanza d'esecuzione, attualmente in fase di elaborazione, sarà sottoposta al Consiglio federale entro la fine del mese di giugno del 2010.

La politica di attuazione perseguita dal Consiglio federale si basa tra l'altro su due strumenti e principi complementari, ossia la determinazione di valori di riferimento che devono essere raggiunti a ogni livello gerarchico dell'amministrazione federale e la responsabilità affidata ai dipartimenti di provvedere a un'equa rappresentanza delle comunità linguistiche. In linea con lo spirito dell'articolo 20 della legge sulle lingue, l'UFPER sottoporrà al gruppo di lavoro interdipartimentale, incaricato di elaborare l'ordinanza concernente la legge sulle lingue, proposte relative a un programma completo di promozione del plurilinguismo che contemplino anche criteri chiari in materia di rappresentanza linguistica.

Pertanto, il Consiglio federale è favorevole a una procedura uniforme secondo cui tutti i dipartimenti elaborano un catalogo annuo o trimestrale di misure che tiene conto dei loro bisogni; si oppone invece all'introduzione di una procedura vincolante, poiché è poco conforme a quello spirito di comprensione reciproca tra le comunità linguistiche che caratterizza la Svizzera (cfr. risposta del Consiglio federale al postulato Rennwald 09.4015).

Riguardo alla creazione di un'"unità" o di un posto di "preposto/a federale" finalizzati alla promozione del plurilinguismo, il Consiglio federale vi si oppone. L'articolo 17 della legge sulle lingue permette alla Confederazione e ai cantoni di sostenere un apposito centro scientifico di competenza per coordinare, introdurre e svolgere la ricerca applicata nel campo linguistico e del plurilinguismo. È quindi molto più appropriato ed efficace sostenere, in seno all'amministrazione federale, la creazione di una funzione di mediatore/trice aggregata all'UFPER le cui prestazioni saranno destinate ai dipartimenti e alle differenti comunità linguistiche del nostro Paese. La competenza per l'attuazione delle istruzioni del Consiglio federale sono chiaramente attribuite ai dipartimenti e ciò deve essere mantenuto.

Per questo motivo, il governo propone di accogliere le mozioni Cassis 09.4268 e Lombardi Filippo 09.4331.

In questo modo il Consiglio federale mostra concretamente il suo impegno a favore di un'amministrazione federale plurilingue e multiculturale - fonte importante di coesione nazionale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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