09.4004 · Interpellanza · 2009-11-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Qual è il tasso di disoccupazione dei lavoratori provenienti da uno Stato dell'UE o dell'AELS e residenti in Svizzera?
2. Quante persone provenienti da uno Stato dell'UE o dell'AELS e residenti in Svizzera sono disoccupate?
3. Com'è possibile effettuare un'analisi precisa delle ripercussioni della libera circolazione delle persone sul tasso di disoccupazione in mancanza di una risposta alle domande 1 e 2?
Begründung
La disoccupazione in Svizzera è in continuo aumento. Un'analisi precisa delle ripercussioni della libera circolazione delle persone sul tasso di disoccupazione sarebbe pertanto di grande aiuto. In questo contesto, anche la persistente immigrazione di forze lavoro da Stati dell'UE e dell'AELS gioca un ruolo fondamentale.
Sono pure necessarie indicazioni sul tasso di disoccupazione delle persone venute in Svizzera in virtù dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Alla mia richiesta di informazioni a tal riguardo, rivolta alla SECO tramite la centrale di documentazione, è stato risposto come segue:
"La SECO ci ha comunicato che non può mettere a disposizione ulteriori dati statistici sul numero e sulla quota di disoccupati stranieri provenienti da Stati dell'UE e dell'AELS e da Stati terzi."
Stellungnahme des Bundesrates
La Segreteria di Stato dell'economia (SECO), competente in materia, pubblica ogni mese, su richiesta, il numero dei disoccupati e i tassi di disoccupazione per i Paesi Germania, Francia, Italia, Austria, Portogallo e per i Balcani occidentali. I tassi di disoccupazione possono essere calcolati soltanto per quei Paesi di cui si conosce il numero di persone professionalmente attive. Per questo motivo la SECO si è finora limitata ai suddetti Paesi. D'intesa con l'UST circa la disponibilità dei dati tratti dalla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera relativi alle persone professionalmente attive, la SECO calcolerà in futuro anche i tassi per l'UE-15 (Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 e nel 2007, prima dell'allargamento ad Est), per l'UE-27 (tutti gli Stati membri dell'UE) per l'AELS (senza la Svizzera) e per cittadini provenienti da Paesi terzi.
1. In novembre 2009, il tasso di disoccupazione per le persone provenienti dall'EU-15 e dall'EU-27 era del 5,2 per cento, per persone provenienti dall'AELS (senza la Svizzera) del 3,1 per cento e per cittadini provenienti da Paesi terzi del 10 per cento. Fra le nazionalità vi sono però divergenze significative, riconducibili in gran parte al fatto che i cittadini dei vari Paesi vantano livelli di formazione e di qualifica diversi e sono attivi in settori con differenti tassi di disoccupazione. In novembre, il tasso di disoccupazione per gli svizzeri, calcolato sulla base del censimento della popolazione del 2000, era del 3 per cento.
2. In novembre erano disoccupate 33 963 persone provenienti dall'UE-15, 35 533 provenienti dall'EU-27 e 57 provenienti dall'AELS. Va comunque ricordato che queste cifre sono poco significative se non vengono messe in relazione al numero delle persone professionalmente attive ed espresse in termini percentuali.
3. L'analisi delle ripercussioni della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro svizzero viene effettuata, a nome della Confederazione, dal gruppo di lavoro "Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE", composto da rappresentanti della SECO, dell'UFM e dell'UST. Tale gruppo pubblica ogni anno un rapporto, di cui l'analisi dei tassi di disoccupazione in base alle varie nazionalità costituisce parte integrante. Alla luce del forte aumento della disoccupazione, la questione sollevata dall'autore dell'interpellanza sta assumendo sempre più importanza. Per quanto concerne il diverso aumento dei tassi di disoccupazione in base alle nazionalità, sono due in sostanza le spiegazioni. In primo luogo, i settori dell'economia svizzera in forte crescita e orientati all'esportazione, che negli ultimi anni hanno reclutato molto personale nell'UE, sono stati i più colpiti dall'attuale crisi economica. In secondo luogo, i lavoratori recentemente immigrati e attivi da poco nelle imprese sono spesso i primi ad essere licenziati. Le tendenze dei flussi migratori e le loro ripercussioni sul mercato del lavoro svizzero faranno l'oggetto di un'analisi approfondita nel prossimo rapporto del suddetto osservatorio. Tale rapporto sarà pubblicato nel corso del secondo trimestre 2010.
Risposta del Consiglio federale.