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09.404 · Iniziativa parlamentare · 2009-03-11

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:

L'articolo 11c della legge federale sull'organizzazione delle poste della Confederazione disciplina l'investimento dei capitali che superano i bisogni finanziari della Posta. Occorre modificare tale articolo affinché la Posta possa utilizzare parte dei capitali dei propri correntisti per concedere crediti ipotecari e aziendali in Svizzera.

Successivamente, allo scopo di creare le basi legali per l'istituzione di una banca postale, il Parlamento dovrà discutere diverse questioni nell'ambito della revisione della legislazione postale: la soppressione del monopolio sulle lettere fino a 50 grammi, l'abolizione di privilegi ingiustificati a favore della Posta, il servizio universale nell'ambito del traffico dei pagamenti, della privatizzazione, la futura gestione di Postfinance e la soppressione della garanzia statale.

Begründung

A causa della crisi finanziaria, l'economia svizzera è in recessione. Le banche vedono diminuire il proprio capitale e devono ridurre l'esposizione al rischio.

Se le grandi banche, che controllano il 40 per cento del mercato creditizio svizzero, dovessero applicare una politica del credito più restrittiva, le ripercussioni sulle piccole e medie imprese sarebbero inevitabili. La Posta, in questa situazione, potrebbe fornire un contributo decisivo per colmare la lacuna che verrebbe a crearsi, poiché ha una politica d'investimento stabile, a basso rischio e incentrata sul mercato nazionale.

Grazie a PostFinance, la Posta intrattiene relazioni d'affari con il 50 per cento delle aziende svizzere e, negli ultimi anni, ha intensificato il suo impegno in questo settore rivolgendosi in particolare alle piccole imprese. Tuttavia, l'opportunità di trasformare i capitali dei correntisti in crediti a favore dell'economia svizzera non viene utilizzata. La presente proposta consentirebbe invece alla Posta di erogare crediti alle PMI e quindi di rafforzare l'economia e promuovere la concorrenza.

Le numerose norme che disciplinano l'attività della Posta si traducono in restrizioni e svantaggi che ledono la collettività e l'economia. Diversi studi commissionati dal DATEC dimostrano che una Posta libera da tutti questi vincoli potrebbe rispondere molto meglio agli interessi economici nazionali.

L'attuale situazione economica rende necessari interventi rapidi e risolutivi. Non potendo accedere al mercato ipotecario e creditizio nazionale, la Posta investe più del 50 per cento dei fondi dei propri clienti (pari ad oltre 50 miliardi di franchi) nei mercati finanziari internazionali incorrendo in rischi molto elevati, come dimostra la crisi finanziaria in corso. Non è dunque chiaro perché si debba costringere la Posta a percorrere questa via così insidiosa, piuttosto che permetterle di investire i fondi dei propri clienti nel mercato ipotecario e creditizio nazionale. La diversificazione dei rischi che ne deriverebbe si tradurrebbe anche in una maggiore protezione degli interessi della proprietaria della Posta ovvero della Confederazione.