09.4073 · Interpellanza · 2009-12-07
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 5 novembre 2009 l'Assemblea generale dell'ONU ha approvato con 114 voti contro 18 e 44 astensioni il rapporto Goldstone che accusa principalmente Israele e accessoriamente Hamas di aver commesso crimini di guerra durante l'operazione "Piombo fuso". La Svizzera ha votato a favore di questa risoluzione, diversamente dalla maggioranza dei Paesi dell'UE, dagli Stati Uniti, dalla Russia e dal Giappone.
Chiedo al Consiglio federale di comunicare se il voto della Svizzera:
a. esprime la volontà politica del Consiglio federale o solo quella del DFAE;
b. porta il segno dell'unilateralità nella valutazione del conflitto israelo-palestinese;
c. è problematico considerata la natura poco democratica della maggioranza dei Paesi che hanno approvato la risoluzione;
d. pregiudica il ruolo che la Svizzera potrebbe svolgere nella riduzione dell'intensità del conflitto israelo-palestinese.
Begründung
La risoluzione esige da Israele e dai Palestinesi di aprire un'inchiesta indipendente sulla violazione delle leggi umanitarie durante l'operazione militare di Tsahal a Gaza contro Hamas e invita il segretario generale dell'ONU a trattare questo rapporto in seno al Consiglio di sicurezza se le parti rifiutano di ottemperare. L'Assemblea generale raccomanda anche alla Svizzera di studiare le violazioni delle Convenzioni di Ginevra da parte di Israele.
L'asimmetria caratterizza questa risoluzione, che chiama in causa molto più Israele di Hamas.
Sostenuto dall'Iran e dalla Siria, Hamas usa la striscia di Gaza come base per lanciare continui attacchi terroristici contro Israele. Tra il 2000 e il 2008 i cittadini di Israele sono stati bersaglio di 12 000 razzi.
Il ricorso alla forza di Israele durante l'operazione "Piombo fuso" nella striscia di Gaza è stato una reazione comprensibile e proporzionata agli attacchi di Hamas, che sembra capire solo il linguaggio della forza.
Tsahal si è sforzato di garantire che l'aiuto umanitario giunga alla popolazione palestinese e ha preso grandi precauzioni per limitare il più possibile le perdite di vite umane e i danni materiali.
Date queste premesse è altamente discutibile qualificare le azioni di Tsahal a Gaza come crimini di guerra e gravi attentati ai diritti umani mentre misfatti odiosi ben più micidiali commessi altrove non sono state oggetto di nessuna condanna seria da parte dell'ONU.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 5 novembre 2009 la Svizzera ha accolto la risoluzione numero 64/10 dell'Assemblea generale dell'ONU. La stessa approva le raccomandazioni formulate nel rapporto della missione d'accertamento dei fatti sul conflitto di Gaza. Il rapporto Goldstone si occupa delle violazioni del diritto internazionale commesse dalle diverse parti al conflitto prima, durante e dopo l'operazione a Gaza, nel periodo dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009. La risoluzione prevede anche lo svolgimento di indagini nei prossimi tre mesi ad opera delle parti al conflitto e la redazione di un rapporto conclusivo al riguardo da parte del segretario generale. Fondandosi sulla sua lunga tradizione umanitaria e in qualità di Stato depositario nonché firmatario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera s'impegna attivamente per un maggiore rispetto del diritto internazionale umanitario, qualsiasi sia il conflitto in atto.
a. L'approvazione della risoluzione dell'ONU da parte della Svizzera riflette la volontà politica del Consiglio federale.
b. Il rapporto Goldstone considera le violazioni commesse da tutte le parti al conflitto e non da una parte soltanto. Il suo approccio equilibrato permette una presentazione oggettiva ed esaustiva degli eventi, conferendogli un elevato grado di credibilità. Fondandosi su tale rapporto, la risoluzione esorta anche le due parti interessate a condurre indagini indipendenti conformi alle norme internazionali, affinché gli autori di violazioni del diritto internazionale possano essere tradotti in giustizia.
c. La Svizzera ha approvato la risoluzione fondandosi sul contenuto della stessa. La risoluzione esorta ambedue le parti interessate a prendere misure ai fini di un maggiore rispetto del diritto internazionale umanitario e della lotta contro l'impunità.
d. La Svizzera è stata fra i primi Paesi a chiedere lo svolgimento di un'indagine da parte di una commissione indipendente sulle presunte violazioni del diritto internazionale ad opera di ciascuna parte al conflitto. Essa ritiene che un maggiore rispetto del diritto internazionale, unitamente alla promozione e alla protezione dei diritti dell'uomo nonché alla lotta contro l'impunità, costituiscano le condizioni indispensabili per una pace durevole in questa regione.
Risposta del Consiglio federale.