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09.4114 · Postulato · 2009-12-09

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità per migliorare la rappresentanza nell'amministrazione federale di persone provenienti da un contesto di migrazione, proponendo misure concrete.

Begründung

Nel 2008 la quota della popolazione straniera residente in Svizzera era del 22,6 per cento. La quota degli stranieri tra la popolazione attiva è addirittura più elevata (26 per cento) ed è destinata ad aumentare alla luce degli accordi bilaterali con l'UE. Da un lato, nell'economia privata si costatano settori in cui la popolazione migrante è sovrarappresentata. I settori tipici che impiegano in modo predominante personale con passaporto straniero sono la gastronomia (51,4 per cento), le economie domestiche (43,9 per cento) e l'edilizia (36,0 per cento). Dall'altro lato, si riscontrano settori in cui questi lavoratori sono sottorappresentati. Con l'8,6 per cento, le amministrazioni pubbliche, ad esempio, occupano una posizione nettamente inferiore. Sebbene nell'ambito di ammodernamenti il settore pubblico abbia ripreso modelli di gestione e di garanzia della qualità dall'economia - si pensi ad esempio a settori quali l'orientamento alla clientela o l'aumento dell'efficienza - come mai per quanto riguarda gli stranieri segue a stento gli approcci di "diversity management" che l'economia aziendale propone?

Nell'amministrazione federale gli stranieri sono nettamente sottorappresentati rispetto alla loro proporzione riguardo alla popolazione residente o a quella attiva, in particolare a livello di quadri. In questo ambito la necessità d'intervento è elevata. Le parole chiave sono parità di diritti nella partecipazione strutturale, antidiscriminazione, migliore accesso alla clientela proveniente da un contesto di migrazione, aumento del capitale umano nell'amministrazione e, non da ultimo, l'effetto di richiamo e il ruolo d'esempio in fatto di coesione sociale. L'esigua rappresentanza degli stranieri nelle amministrazioni pubbliche è, tra l'altro, storicamente motivata anche dal fatto che per molto tempo solo le persone con il passaporto svizzero vi erano ammesse. Nella legge sul personale federale queste disposizioni sono tuttavia già state abbondantemente allentate. Ciononostante mancano misure d'incentivazione concrete come ad esempio la promozione dell'assunzione di migranti ad esempio nel corpo delle guardie di confine, nell'Ufficio federale della migrazione e in diverse commissioni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Su questo tema il Consiglio federale si è già espresso in modo esauriente nelle risposte alla mozione Lumengo 08.3598 e al postulato del gruppo dei Verdi 08.3815.

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'amministrazione federale sia un datore di lavoro pubblico importante e che, in quanto tale, debba fungere da esempio. In veste di datore di lavoro, l'amministrazione federale è chiamata ad acquisire il personale più qualificato per occupare un posto vacante. In linea di massima i posti messi a concorso dall'amministrazione sono dunque accessibili a tutte le nazionalità. Fanno eccezione a questo principio le funzioni che per legge richiedono la nazionalità svizzera. In ogni caso deve essere soddisfatto il profilo richiesto.

In virtù dell'ordinanza sul personale federale, l'amministrazione è tenuta a mettere a concorso i posti vacanti senza praticare discriminazioni di lingua, sesso, età e nazionalità e ad assegnare il posto alla persona più idonea a occuparlo, indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla provenienza. Inoltre, i posti vacanti sono messi a concorso in Internet nelle tre lingue ufficiali, per cui sono accessibili a tutti gli interessati in ogni momento e da qualsiasi luogo.

Escluso il personale locale nelle rappresentanze estere del DFAE, nel 2008 l'amministrazione federale impiegava collaboratori di 110 nazioni diverse. Negli ultimi anni la quota di stranieri - escluso il personale locale del DFAE - è aumentata circa del 40 per cento (dal 2,9 per cento nel 2002 al 4,1 per cento nel 2008). Rispetto al settore privato, la percentuale degli stranieri impiegati presso la Confederazione è relativamente ridotta, ma questo ha innanzitutto ragioni storiche. Va ricordato che l'allentamento delle disposizioni relative alla nazionalità è recente, poiché la nuova legge sul personale federale è entrata in vigore soltanto nel 2002.

Dovendo competere con gli altri datori di lavoro pubblici e privati, l'amministrazione avrà bisogno della manodopera straniera per adempiere i propri compiti di servizio pubblico.

In conclusione, l'evoluzione positiva degli ultimi anni dimostra che il dispositivo di legge e le misure adottate nel settore del personale federale sono assolutamente adeguati e, per il momento, non necessitano di alcun intervento sostanziale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.