09.4256 · Interpellanza · 2009-12-11
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Attualmente la disoccupazione ammonta al 4 per cento e secondo le previsioni il prossimo anno aumenterà almeno al 5 per cento. Sono pertanto necessarie misure urgenti per creare posti di lavoro supplementari. La mia mozione 09.3066 del 9 marzo 2009 concernente l'ampliamento dell'offerta di lavoro a tempo parziale e ripartito è stata accolta (con modifiche) dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati.
Ai fini dell'attuazione di questa richiesta si pongono alcune domande a cui invito il Consiglio federale a rispondere:
1. Quali sforzi concreti profonde rispettivamente qual è il piano del Consiglio federale per ampliare ulteriormente l'offerta di lavoro a tempo parziale e ripartito?
2. Quanti posti supplementari devono essere creati complessivamente in base all'ampliamento dell'offerta di lavoro a tempo parziale? Di questi, quanti sono i posti di quadri?
3. I posti di lavoro a tempo parziale sono perlopiù occupati da donne. Quali misure intraprende il Consiglio federale affinché anche gli uomini scelgano il lavoro a tempo parziale in modo da potersi occupare maggiormente delle attività domestiche e familiari o del volontariato?
4. Come pensa di sensibilizzare ulteriormente le aziende pubbliche e l'economia privata su questo argomento?
5. Il Consiglio federale condivide la mia opinione, secondo cui un'offerta di modelli di lavoro a tempo parziale o ripartito sensibilmente ampliata potrebbe permettere di eliminare su larga scala la disoccupazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Innanzitutto, il Consiglio federale sottolinea che ha già accettato d'introdurre una nuova disposizione legale riguardante le nuove forme di lavoro (lavoro ripartito, lavoro a tempo parziale) del personale federale, rispondendo alla mozione Wyss 09.3315.
Esso precisa che il testo della mozione menzionata dall'autrice dell'interpellanza è stato modificato e approvato dal Consiglio degli Stati lo scorso 25 novembre: "Il Consiglio federale è invitato ad ampliare massicciamente l'offerta di posti a tempo parziale e di lavoro ripartito (job sharing) per uomini e donne a ogni livello e gradino gerarchico (quadri compresi) dell'amministrazione federale." È ora in corso una procedura volta ad appianare le divergenze fra Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale.
1. Per promuovere questi nuovi modelli di lavoro, i dipartimenti e gli uffici, ai quali spetta la definizione dell'organizzazione del lavoro del proprio personale, integrano obiettivi quantificabili e provvedimenti adatti alle loro necessità operative e strategiche nei cataloghi di misure o negli accordi sugli obiettivi. Al fine di sostenerle concretamente, l'Ufficio federale del personale (UFPER) fornisce già ora alle unità amministrative una lista di controllo delle nuove forme di lavoro (http://intranet.infopers.admin.ch), in particolare dei posti di lavoro ripartito. Inoltre, esso ha già deciso, in accordo con i dipartimenti, di consacrare a questi temi gran parte della prossima giornata delle pari opportunità fra donna e uomo, che si terrà l'11 marzo 2010.
2. L'incentivazione a creare posti a tempo parziale s'iscrive in una strategia generale a lungo termine. Il Consiglio federale prenderà dunque regolarmente atto dell'evoluzione dell'offerta a tempo parziale attraverso i rapporti sulla gestione del personale presentati dall'UFPER. Il governo è consapevole del fatto che sono necessari ulteriori miglioramenti al livello dei quadri di livello medio (classi 24-29) e non c'è dubbio che l'applicazione dei nuovi modelli di lavoro costituirà un vantaggio importante per conseguire i risultati auspicati (per maggiori dettagli si veda il rapporto di valutazione a destinazione del Consiglio federale "Promozione delle pari opportunità fra donna e uomo nell'Amministrazione federale dal 2004 al 2007" del 1° luglio 2009).
3. Le condizioni di lavoro sono le stesse per donne e uomini. Gli aiuti finanziari per la custodia extrafamiliare dei figli, l'applicazione di diversi modelli di lavoro (a tempo parziale, ripartito ecc.) nonché i congedi maternità e paternità sono strumenti efficaci che permettono di conciliare vita professionale e vita famigliare. L'amministrazione federale offre pertanto condizioni di lavoro molto favorevoli alla divisione equa dei compiti domestici e familiari.
4. In quanto organo responsabile della politica economica e della politica del mercato del lavoro, il Dipartimento federale dell'economia concentra le proprie attività su progetti d'informazione e sensibilizzazione, come pure sulla diffusione di buone pratiche. Nel 2007, la SECO ha pubblicato il manuale "Lavoro e famiglia" rivolto alle piccole e medie imprese (http://www.seco.admin.ch/themen/00385/02021/index.html?lang=it). Inoltre, per la prima volta in Svizzera, una piattaforma Internet continuamente aggiornata offre una panoramica delle politiche cantonali e comunali in materia di conciliabilità di lavoro e famiglia (www.lavoroefamiglia.admin.ch). Si aggiunga la legge federale sulla parità dei sessi, che sancisce: "La Confederazione può accordare aiuti finanziari a istituzioni pubbliche o private che organizzano programmi per il promovimento dell'uguaglianza fra donna e uomo nella vita professionale" (art. 14 LPar). Dal 2006, numerosi progetti hanno beneficiato di questi aiuti finanziari (www.topbox.ch); dal 2009 si possono sostenere finanziariamente le pari opportunità fra donna e uomo anche nelle imprese.
5. Il Consiglio federale ritiene che in Svizzera il ricorso al tempo parziale o ad altri modelli come il lavoro ripartito si sviluppi indipendentemente dalla situazione economica e che sia soprattutto una risposta all'evoluzione della società, una parte della quale attribuisce grande importanza alla conciliabilità di professione e famiglia.
Risposta del Consiglio federale.