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09.4277 · Interpellanza · 2009-12-11

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera è uno dei Paesi più attraenti al mondo. Immigrare nel nostro Paese conviene sotto il profilo non solo economico, ma anche politico. In nessun altro Paese vengono pagati salari così elevati, nessun altro Paese dispone di un sistema pensionistico e sociale altrettanto sviluppato o si posiziona meglio della Svizzera nelle classifiche internazionali relative alla qualità di vita nelle grandi città. La stabilità del nostro sistema politico e in generale la certezza del diritto sono esemplari e i diritti di partecipazione democratica del popolo hanno evidentemente fatto sì che, per oltre un secolo, lo Stato non si sia evoluto a spese dei cittadini in misura tale come all'estero. Ne conseguono imposte poco elevate e un'amministrazione efficiente. In breve: conviene immigrare in Svizzera e la migliore garanzia per rimanervi è la naturalizzazione. La quota di naturalizzazioni rimane quindi costantemente elevata e si colloca ben al di sopra di quella registrata all'estero. Una percentuale elevata di naturalizzazioni ha in fin dei conti anche lo scopo di celare l'aumento del numero di stranieri. Per tale motivo a più riprese sono state semplificate le condizioni di naturalizzazione.

Si chiede di rispondere alle seguenti domande:

1. Negli ultimi dieci anni quante persone sono state naturalizzate annualmente dai Paesi limitrofi? Quante sono le naturalizzazioni per abitante per ciascun Paese?

2. Quante persone hanno ottenuto la cittadinanza nei singoli Stati UE-15 e UE-27, per anno, nello stesso periodo? Quante naturalizzazioni per abitante contano tali Stati?

3. Quali provvedimenti propone il Consiglio federale per rendere la Svizzera meno attraente come Paese di naturalizzazione?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Attualmente non sono disponibili rilevazioni complete dei Paesi limitrofi nonché degli Stati UE-15 e UE-27 riguardo a popolazione complessiva, naturalizzazioni e quote di naturalizzazioni negli ultimi dieci anni. Si sta allestendo una banca dati europea che consente di consultare le naturalizzazioni in diversi Paesi europei a partire dal 1985 (http://eudo-citizenship.eu/stat/). Tuttavia, finora sono disponibili soltanto dati riguardanti gli Stati seguenti: Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo (solo fino al 2006), Spagna, Svezia e Svizzera. Siccome la banca dati è ancora in fase di allestimento e quindi provvisoria, un confronto diretto dei dati comporterebbe ancora errori (p. es. in determinati Paesi è possibile che l'acquisto della cittadinanza mediante adozione sia considerato una naturalizzazione e che vengano menzionate soltanto le decisioni e non le persone effettivamente naturalizzate, ecc.).

Un confronto dettagliato con tutti gli Stati UE come quello chiesto nell'interpellanza sarebbe dunque possibile soltanto nell'ambito di uno studio scientifico esaustivo. Inoltre spesso non è possibile comparare i dati svizzeri con quelli di altri Paesi, in particolare di Stati, quali ad esempio la Gran Bretagna, la Francia e i Paesi Bassi, che, a determinate, condizioni prevedono l'acquisto della cittadinanza con la nascita nel Paese (ius soli). Siccome gli stranieri che acquistano automaticamente la cittadinanza con la nascita nel Paese non sono considerati persone naturalizzate, un confronto delle quote di naturalizzazioni di tali Stati con quelle in Svizzera fornirebbe un quadro falsato.

Nel 2009 sono stati naturalizzati circa 42 900 stranieri domiciliati in Svizzera (2008: 43 600), a fronte di 1 680 000 stranieri domiciliati in Svizzera al 31 dicembre 2009. La quota di naturalizzazioni rispetto alla popolazione straniera residente ammontava pertanto al 2,55 per cento. Dato che alla fine del 2009 la Svizzera contava circa 7,78 milioni di abitanti, la quota di naturalizzazioni rispetto alla popolazione complessiva era quindi pari allo 0,55 per cento.

3. Il 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DFGP di svolgere una consultazione in merito alla revisione totale delle legge sulla cittadinanza, che si concluderà il 22 marzo 2010. La revisione si propone in particolare di conciliare meglio la legislazione in materia di cittadinanza con la nuova legge federale sugli stranieri (LStr). Si deve partire dal principio secondo cui per la naturalizzazione, che costituisce lo stadio più alto dell'integrazione, è richiesto il possesso dei requisiti più severi in materia d'integrazione. Ciò si riflette anche nell'attuale avamprogetto, secondo il quale soltanto gli stranieri muniti di un permesso di domicilio possono accedere alla procedura ordinaria di naturalizzazione. Sono quindi esclusi dalla procedura di naturalizzazione in particolare i richiedenti l'asilo o le persone ammesse provvisoriamente, ma anche i detentori di un permesso di dimora. Inoltre l'avamprogetto precisa i requisiti in materia di integrazione e in particolare quello delle conoscenze linguistiche.

Risposta del Consiglio federale.

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