09.4304 · Interpellanza · 2009-12-11
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale sta negoziando l'accordo di riammissione con il Kosovo. Per la Svizzera la conclusione di tale accordo è importante in quanto le permetterebbe di rimpatriare i cittadini del Kosovo che non hanno più il diritto di soggiornare in Svizzera. La firma dell'accordo è prevista prima della primavera 2010.
Per il Kosovo, la cui economia è estremamente debole e poggia soprattutto sul contributo dei suoi cittadini all'estero, l'accesso di questi ultimi al mercato del lavoro e, per i giovani, alla formazione nei Paesi terzi è di fondamentale importanza. Dato che il 10 per cento della popolazione del Kosovo vive in Svizzera, la politica in materia di visti di viaggio per la Svizzera è altrettanto importante per permettere il mantenimento dei legami familiari mediante le visite a parenti in Svizzera, ad esempio i nonni.
In tale contesto il Consiglio federale ha offerto al Kosovo - parallelamente all'accordo di riammissione - anche la possibilità di firmare accordi che consentono in primo luogo di agevolare la politica in materia di visti di viaggio, in secondo luogo di accordare possibilità di formazione di giovani in Svizzera, per esempio nelle imprese svizzere di cittadini kosovari, e in terzo luogo di introdurre quote di permessi di lavoro per accedere a segmenti del mercato del lavoro in cui vi è penuria di manodopera? In caso contrario, che cosa intende fare per dare una dimensione economica all'indipendenza del Kosovo?
Come intende il Consiglio federale contribuire a dare una prospettiva futura a questo Paese, in particolare per quanto riguarda la formazione dei giovani?
Come intende rendere più umana la politica in materia di visti di viaggio nei confronti dei cittadini del Kosovo?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza il 17 febbraio 2008. Il 27 febbraio 2008 il Consiglio federale ha riconosciuto il Kosovo quale Stato indipendente. Profondendo sforzi incessanti per esercitare le prerogative e le responsabilità di ogni Stato sovrano, le autorità del Kosovo, in particolare il Ministero dell'interno, si sono dette interessate a intavolare negoziati con la Svizzera in vista della conclusione di un accordo di riammissione.
Del resto il 3 settembre 2008 il Consiglio federale aveva conferito all'UFM il mandato di concludere accordi di riammissione con i Paesi balcanici. L'accordo con il Kosovo costituisce uno strumento di cooperazione bilaterale, teso a rafforzare la collaborazione tra i due Stati al fine di combattere in modo efficace la migrazione irregolare. L'accordo di riammissione sostituirà le intese bilaterali precedenti siglate tra la Svizzera e il Kosovo nell'ambito della riammissione.
1./3./4. In virtù dell'articolo 100 capoverso 1 della legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20), il Consiglio federale promuove i partenariati in materia di migrazione e può concludere accordi tesi a rafforzare la cooperazione in tale ambito e a lottare contro la migrazione illegale e le sue conseguenze negative. Conformemente all'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Org-DFGP), l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha la competenza, d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri, di preparare ed eseguire convenzioni di partenariato in materia di migrazione (art. 13. cpv. 2 Org-DFGP).
Su tale base, il dialogo riguardo a un partenariato in materia di migrazione con il Kosovo è stato condotto parallelamente ai negoziati in vista della conclusione di un accordo di riammissione.
Il dialogo è andato a buon fine e il protocollo d'intesa che istituisce un partenariato in materia di migrazione sarà firmato all'inizio di quest'anno. I partenariati in materia di migrazione devono permettere di affrontare le questioni migratorie tenendo conto degli interessi di tutti i partner coinvolti e dunque di creare una situazione da cui traggano vantaggio entrambe le parti (situazione "win-win"). Nel caso del Kosovo, la questione della migrazione legale (p. es. politica in materia di visti nazionali nonché formazione e perfezionamento) costituisce un elemento di tale partenariato. La sottoscrizione del protocollo d'intesa impegna i firmatari a condurre un dialogo e una riflessione comune regolari e costanti al fine di migliorare la cooperazione nell'ambito della migrazione.
Per quanto concerne le quote di permessi di lavoro per i cittadini del Kosovo, occorre rammentare che le disposizioni legali in vigore consentono l'accesso al mercato del lavoro svizzero agli specialisti che mancano in Svizzera e nell'Unione europea. È infatti possibile accordare un permesso di dimora e di lavoro ai lavoratori qualificati cittadini di Paesi terzi se la loro ammissione è nell'interesse economico della Svizzera, se il personale adeguato manca sul mercato svizzero o europeo del lavoro (ALC) e se le condizioni salariali e lavorative sono rispettate. Deve inoltre essere disponibile un'unità del contingente di permessi corrispondenti. Tuttavia la legge non prevede quote speciali, per Paese, per cittadini di uno Stato terzo.
Una delle priorità del programma della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) in Kosovo consiste nel fornire prospettive future e professionali ai giovani del Paese. Molti progetti contribuiscono a tale obiettivo: in primo luogo il sostegno alla formazione professionale in 11 scuole pubbliche, di cui in media il 37 per cento dei 1200 diplomati annuali (meccanica, idraulica, commercio e agri-orticultura) trovano un lavoro, a fronte del 25 per cento registrato a livello nazionale. Un secondo progetto è legato alla promozione dell'orticultura, un settore prioritario per il governo. Attuato da parte e insieme al settore privato, questo progetto ha un grande potenziale in termini di crescita (sostituzione delle importazioni), di creazione di posti di lavoro (il mercato, dinamico, richiede prodotti locali) e di miglioramento dei redditi (miglioramento del marketing, della distribuzione e della qualità). Inoltre, in Svizzera sono stati stabiliti contatti con la diaspora kosovara tesi a incoraggiare gli investimenti nel Paese d'origine. Con il contributo svizzero (SECO e DSC con altre agenzie d'aiuto dirette dalla Banca mondiale) a riforme volte a migliorare le condizioni quadro per favorire la creazione di posti di lavoro duraturi, con la formazione professionale nel settore agricolo e la promozione di un settore orticolo privato e dinamico, la Svizzera fornisce risposte sostanziali alla questione del futuro dei giovani.
Peraltro una proposta di progetto pilota riguardante la formazione di 20 professionisti del Kosovo in Svizzera, sostenuto dall'ambasciata svizzera a Pristina e dalla DSC, è già stata discussa in seno al comitato interdipartimentale per la migrazione, in cui sono trattati i partenariati in materia di migrazione. Tale progetto sarà attuato dopo la firma del protocollo d'intesa che istituisce il partenariato in materia di migrazione.
Per quanto concerne il rilascio di visti di viaggio per soggiorni di breve durata, la Svizzera è vincolata alla rispettive norme Schengen e non può accordare alcuna agevolazione unilaterale.
2. Le relazioni economiche e commerciali con il Kosovo sono modeste (nel 2008, esportazioni per 25,6 milioni di franchi e importazioni per 1,2 milioni di franchi). Le condizioni quadro per il commercio e gli investimenti esteri diretti permangono difficili e sono poco attrattive sotto diversi punti di vista. Dato che il Kosovo non vuole riprendere l'accordo di commercio e cooperazione economica concluso con la Repubblica federale di Jugoslavia né l'accordo per la protezione degli investimenti, la SECO rinegozierà tali accordi al fine di creare condizioni quadro più favorevoli per le relazioni economiche bilaterali. In via autonoma, la Svizzera accorda al Kosovo il Sistema generalizzato delle preferenze (SGP), autorizzando dunque l'importazione in Svizzera di determinati prodotti originari del Kosovo a una tariffa doganale ridotta. Nell'ambito della cooperazione allo sviluppo la Svizzera realizza inoltre numerosi progetti che si propongono di consolidare la base economica del Kosovo, tra cui figurano, ad esempio, l'aiuto al ritorno, la ristrutturazione o la ricostruzione di case, scuole e ponti, nonché il miglioramento dell'infrastruttura (approvvigionamento idrico, rete elettrica).
Inoltre, in linea generale, anche la partecipazione della Svizzera agli sforzi profusi per rafforzare lo Stato di diritti in Kosovo, per esempio in seno alla missione EULEX dell'Unione europea, contribuisce a migliorare progressivamente le condizioni quadro e quindi allo sviluppo socio-economico del Paese.
Risposta del Consiglio federale.