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09.4321 · Mozione · 2009-12-11

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di modifica della legge sull'agricoltura (LAgr) e dell'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD) con cui evitare la problematica delle doppie sanzioni in caso di violazione della legislazione in materia di protezione delle acque, dell'ambiente e degli animali con una multa e, parallelamente, una riduzione dei pagamenti diretti.

Begründung

È difficile comprendere che, per motivi tecnico-procedurali, i pagamenti diretti possono essere ridotti o negati soltanto sulla base di una decisione passata in giudicato. Ben nota è, inoltre, la problematica della proporzionalità dell'eventuale riduzione dei pagamenti diretti che si aggiunge a una multa già inflitta. Non è possibile che in agricoltura, dove molte aziende e famiglie contadine vedono il loro futuro minacciato da costi elevati e da leggi e norme che hanno un risvolto finanziario non da poco, la situazione economica sia ulteriormente esasperata da doppie sanzioni che appaiono eccessive. Chi commette un'infrazione equiparabile viene punito al massimo con una multa. Al contadino, invece, viene comminata anche una riduzione dei pagamenti diretti, che spesso sono l'unica garanzia per il futuro. Se è stata inflitta una multa, per la stessa infrazione va evitato di ridurre i pagamenti diretti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

I pagamenti diretti remunerano gli agricoltori per la fornitura di prestazioni d'interesse generale. In virtù dell'articolo 104 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale e dell'articolo 70 della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), essi sono vincolati alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Tramite i pagamenti diretti si incentivano dunque metodi di produzione particolarmente in sintonia con la natura e rispettosi dell'ambiente e degli animali.

La retribuzione di tali prestazioni presuppone il rispetto delle disposizioni della legislazione in materia di protezione delle acque, dell'ambiente e degli animali relative alla produzione agricola (art. 70 cpv. 4 LAgr). A tal fine, in occasione del dibattito sulla Politica agricola 2002, il Parlamento ha accolto le suddette disposizioni dell'articolo 70 capoverso 4 a complemento del messaggio del Consiglio federale e ha inserito la protezione degli animali nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Esso era altresì consapevole del fatto che le riduzioni dei pagamenti diretti potevano mettere a rischio l'esistenza delle aziende agricole e ha pertanto indicato, in fase di dibattito parlamentare, che le misure amministrative devono essere commisurate all'infrazione.

Sulla base dell'articolo 70 dell'ordinanza sui pagamenti diretti (RS 910.13), le riduzioni in caso di infrazione contro le suddette legislazioni sono stabilite dalla direttiva, adottata dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'agricoltura, relativa alla riduzione dei pagamenti diretti. Quest'ultima distingue i diversi gradi di gravità delle infrazioni e tiene conto del principio della proporzionalità. In caso di violazione di tali leggi, inoltre, le autorità cantonali competenti possono anche ricorrere a misure penali.

La cumulabilità delle riduzioni dei pagamenti diretti e delle pene non è mai stata posta in discussione dalla giurisprudenza. È giustificata dal fatto che un'infrazione della legislazione in materia di protezione delle acque, dell'ambiente o degli animali deve essere punita indipendentemente dall'ottenimento di pagamenti diretti. Il bene giuridico tutelato di tale sanzione è la protezione stessa delle acque, dell'ambiente e degli animali e la pena è volta a riparare il torto commesso. La riduzione dei pagamenti diretti ha invece un altro obiettivo. Gli agricoltori che non rispettano le basi legali in materia di protezione delle acque, dell'ambiente e degli animali forniscono solo parzialmente le prestazioni remunerate con i pagamenti diretti e non hanno pertanto il diritto di beneficiare di pagamenti diretti della stessa entità di quelli erogati ai loro concorrenti che si attengono a tali basi legali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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