09.4342 · Mozione · 2009-12-11
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare, dopo aver svolto ampi accertamenti, provvedimenti più incisivi per combattere i matrimoni forzati, al fine di garantire un aiuto efficace, in loco, alle vittime (indagine e programma di lotta ai matrimoni forzati).
Begründung
In merito alle proposte scaturite dalla mozione Heberlein 06.3658, "Misure contro i matrimoni forzati e i matrimoni combinati", il Consiglio federale ha svolto una procedura di consultazione, in base alla quale il 21 ottobre 2009 ha incaricato il DFGP di elaborare un messaggio e un disegno di legge, prevedendo di rafforzare la protezione di diritto penale. Tuttavia, un vero aiuto in loco per le vittime è più efficace e necessario di una disposizione penale e va pertanto rafforzato o, se del caso, istituito.
Attualmente non sono noti né il numero dei matrimoni forzati né gli sforzi profusi per combatterli.
Nel rapporto del 14 novembre 2007 riguardante la mozione Heberlein 06.3658, "Misure contro i matrimoni forzati e i matrimoni combinati", il Consiglio federale ha pertanto indicato che finora non sono disponibili statistiche attendibili, bensì soltanto stime, relative ai matrimoni forzati e di compiacenza in Svizzera. Manca pertanto una visione d'insieme sul fenomeno del matrimonio forzato e sui suoi svariati aspetti (carattere coercitivo del matrimonio? Chi sono le persone coinvolte? In quali parti del Paese? Quali gruppi? ecc.), nonché sulle misure esistenti.
Sulla scorta di tale rapporto occorre procedere a un'indagine che accerti in maniera approfondita le forme, il numero, le cause e la ripartizione delle persone potenzialmente ed effettivamente coinvolte nel fenomeno dei matrimoni forzati. Tale indagine deve anche illustrare le misure esistenti contro i matrimoni forzati (ambito e portata) e i provvedimenti di prevenzione e protezione mirati e incisivi che consentono di rafforzarle e ampliarle.
In base a tale indagine va attuato un programma con misure mirate, che sostengano e proteggano in maniera attenta ed efficace, in loco, le persone coinvolte (sensibilizzazione, consultori, protezione).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2008 è stata accolta la mozione Heberlein 06.3658, "Misure contro i matrimoni forzati e i matrimoni combinati", in cui il Consiglio federale veniva incaricato di adottare senza indugio tutte le misure legislative necessarie (diritto penale, civile, in materia di stranieri, ecc.) e di elaborare una strategia globale finalizzata a impedire i matrimoni forzati, ad assistere in modo efficace le vittime (aiuto a trovare una via d'uscita, nuova identità, ecc.) e a tutelare i loro diritti fondamentali.
Per ottemperare a questo incarico nel novembre 2008 il Consiglio federale ha inviato in consultazione un avamprogetto contenente misure legislative per la lotta ai matrimoni forzati, corredato del relativo rapporto. I risultati della procedura di consultazione sono stati riportati dal DFGP nel pertinente rapporto dell'ottobre 2009, da cui si evince che la grande maggioranza accoglie favorevolmente le misure legislative proposte. Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto il 7 ottobre 2009 e ha incaricato il DFGP di elaborare un messaggio per vagliare, oltre a misure del genere pro-posto, anche una maggiore protezione penale.
L'esame richiesto nella mozione ha per oggetto misure che vanno oltre le modifiche legislative attualmente in elaborazione (sensibilizzazione, consulenza e protezione delle persone interessate, creazione di consultori). Anche in questi casi la Confederazione è però già attiva. L'avamprogetto e il relativo rapporto del novembre 2008 si basano su un precedente rapporto del Consiglio federale del novembre 2007 redatto in risposta al postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale 05.3477, "Punibilità dei matrimoni forzati o di compiacenza". Al punto 6.4 del rapporto sotto i titoli "Prevenzione" e "Protezione" viene elencata una serie di possibili provvedimenti. Nella misura in cui rientrano nella competenza della Confederazione, tali provvedimenti sono attualmente in fase di verifica da parte delle competenti unità dell'amministrazione federale.
Per esempio, nell'ottobre 2008 l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha organizzato una manifestazione per permettere lo scambio di informazioni ed esperienze tra gli uffici statali e le organizzazioni private attive nell'ambito dei matrimoni forzati. In tale occasione è emerso che in Svizzera già diverse istituzioni e organizzazioni private attuano varie misure per lottare contro i matrimoni forzati (campagne pubblicitarie, opuscoli, piattaforme Internet ecc.) e che le vittime e le potenziali vittime di matrimoni forzati hanno a disposizione diversi centri di consulenza statali e non. Tuttavia, per colmare le lacune esistenti e per elaborare delle "best practices", l'UFM sostiene con i fondi del credito per l'incentivazione dell'integrazione cinque progetti per sensibilizzare la popolazione migratoria e informare le persone che per lavoro entrano in contatto con gli interessati. Questi progetti saranno successivamente valutati.
È un fatto riconosciuto che i matrimoni forzati costituiscono un problema sociale da non trascurare, che richiede contromisure. Se nel verificare i singoli provvedimenti dovessero rivelarsi necessarie e fattibili rilevazioni sociologiche, la Confederazione o l'unità amministrativa interessata intraprenderà i passi richiesti. Non vi è motivo di obbligare la Confederazione a effettuare in anticipo una simile indagine sociologica specifica.
Inoltre l'assenza di dati attendibili deplorata nella motivazione della mozione è dovuta non alla mancanza di disponibilità a effettuare la rilevazione, bensì alla natura del fenomeno. Di norma non è possibile individuare dall'esterno se un matrimonio sia forzato e le vittime di una tale unione sono raramente riconoscibili. Anche quando è appurato che un matrimonio è stato concluso dietro una certa pressione, è spesso difficile valutare se questa pressione sia stata tale, in termini di forma ed entità, da conferire all'unione il carattere di un matrimonio forzato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.