09.528 · Iniziativa parlamentare · 2009-12-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Ausgangslage
Allo stato attuale, il finanziamento delle prestazioni previste dalla LAMal varia a seconda della prestazione: quelle ambulatoriali sono finanziate interamente dalle casse malati attraverso i premi; quelle stazionarie (ossia erogate durante i ricoveri ospedalieri con pernottamento) sono finanziate per almeno il 55 per cento dai Cantoni e per al massimo il 45 per cento dalle casse malati. La ripartizione dei costi derivanti dalle cure di lunga durata (nelle case di cura o a domicilio) è stabilita dai Cantoni, fatta eccezione per i contributi versati dalle casse malati e dagli assicurati, che sono determinati dal Consiglio federale. Per contrastare i falsi incentivi legati a un finanziamento non unitario delle prestazioni, nel 2009 la consigliera nazionale Ruth Humbel ha presentato l’iniziativa parlamentare 09.528 «Finanziamento delle prestazioni della salute da parte di un unico soggetto. Introduzione di un sistema di finanziamento monistico». Il progetto legislativo nato da questa iniziativa parlamentare prevedeva inizialmente di unificare soltanto il finanziamento delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie. Tuttavia, su richiesta dei Cantoni, il Consiglio degli Stati ha insistito affinché nella riforma fossero incluse anche le cure di lunga durata. Con l’entrata in vigore di questa revisione della LAMal, il 26,9 per cento di tutte le prestazioni sarà finanziato dai Cantoni e il 73,1 per cento dalle casse malati. Il Parlamento ha adottato il progetto il 22 dicembre 2023. Il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari ha tuttavia indetto un referendum raccogliendo 56 960 firme. Il Popolo sarà chiamato a pronunciarsi sulla revisione della LAMal il 24 novembre 2024. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di accettare la revisione.
L’11 dicembre 2009 la consigliera nazionale Ruth Humbel (CEg, AG) ha presentato l’iniziativa parlamentare 09.528 «Finanziamento delle prestazioni della salute da parte di un unico soggetto. Introduzione di un sistema di finanziamento monistico». Il 16 febbraio 2011 la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) ha dato seguito all’iniziativa parlamentare con 14 voti contro 10 e 1 astensione. Il 14 novembre 2011 la Commissione omologa del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha aderito a questa decisione con 7 voti contro 1.
La CSSS-N è pertanto stata incaricata di preparare un progetto di atto legislativo. La Commissione ha affidato i lavori preparatori alla sua sottocommissione «LAMal». Inizialmente, la sottocommissione ha deciso di attendere i risultati dei colloqui allora in corso tra il Dipartimento federale dell’interno e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) nell’ambito del «Dialogo sulla politica nazionale della sanità»; successivamente, ovvero tra il 2012 e il 2015, è stata molto assorbita da altri dossier. Pertanto, il 25 ottobre 2013 la CSSS-N ha proposto, con 16 voti contro 5 e 3 astensioni, di prorogare di due anni il termine fissato per la preparazione del progetto. Il 13 dicembre 2013 il Consiglio nazionale ha accolto questa proposta senza opposizione. Il 26 agosto 2015 la sottocommissione «LAMal » ha ripreso i lavori, prima di essere sciolta nel novembre 2015, al termine della 49a legislatura.
Il 13 dicembre 2015 la CSSS-N ha proposto, senza alcuna opposizione, di prorogare di nuovo di due anni il termine per la preparazione del progetto, proposta che il Consiglio nazionale ha accolto, senza opposizione, il 18 dicembre 2015. Il 23 agosto 2016 la nuova sottocommissione della CSSS-N «Finanziamento monistico» ha avviato i suoi lavori. Il 2 novembre 2017 la CSSS-N ha proposto, senza opposizione, una proroga del termine di altri due anni, proposta che il Consiglio nazionale ha nuovamente accolto senza opposizione il 15 dicembre 2017.
La sottocommissione «Finanziamento monistico» ha quindi elaborato un progetto preliminare e una bozza di rapporto destinati alla procedura di consultazione, che la CSSS-N ha approvato il 19 aprile 2018 con 15 voti contro 7. Il 24 gennaio 2019 la CSSS-N ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione e ha chiesto alla sottocommissione di effettuare un’analisi approfondita del dossier.
Il 5 aprile 2019 la CSSS-N ha esaminato il progetto di atto legislativo. Nella votazione sul complesso, la CSSS-N lo ha approvato con 15 voti contro 7 e 2 astensioni. Nel parere del 14 agosto 2019 il Consiglio federale si è detto tendenzialmente favorevole a un finanziamento unitario delle prestazioni, ma ha domandato che le richieste dei Cantoni fossero prese in maggiore considerazione nell’ambito della riforma.
Le prestazioni assicurate secondo la LAMal sono finanziate in modo diverso a seconda che siano erogate in regime ambulatoriale o stazionario: le prestazioni ambulatoriali sono finanziate interamente dalle casse malati attraverso i premi, mentre quelle stazionarie sono coperte per almeno il 55 per cento dai Cantoni e per al massimo il 45 per cento dalle casse malati. Questa differenziazione può, direttamente o indirettamente, creare falsi incentivi che si pongono in contraddizione con l’obiettivo di garantire trattamenti a basso costo e di alta qualità: le casse malati sono infatti incentivate a incoraggiare il ricorso alle prestazioni ambulatoriali invece di quelle stazionarie soltanto se i costi delle prime sono inferiori di almeno il 55 per cento a quelli delle seconde. Dal punto di vista dei costi che sono chiamati a coprire, i Cantoni hanno al contrario tutto l’interesse a spingere verso le prestazioni ambulatoriali. Il risultato di questo stato di cose sono costi inutilmente elevati per la società nel suo complesso e, in alcuni casi, una qualità inferiore delle prestazioni sotto il profilo medico, accompagnata talora da una minore sicurezza per i pazienti.
L’obiettivo perseguito dalla Commissione con il progetto «Finanziamento unitario delle prestazioni nel settore ambulatoriale e ospedaliero» era triplice. Innanzitutto, intendeva incoraggiare il passaggio dalle cure stazionarie a quelle ambulatoriali laddove indicato dal punto di vista medico, dato che queste ultime sono generalmente meno costose dei trattamenti in regime di ricovero ospedaliero. A suo parere, un sistema di finanziamento unitario poteva peraltro rendere più interessante anche un coordinamento tra i fornitori di prestazioni, con il risultato di evitare le degenze in ospedale grazie al ricorso a cure ambulatoriali in una fase precoce. Secondariamente, la Commissione voleva stabilizzare le quote – finanziate dai premi e dalle imposte – relative ai costi a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie. Infine, la Commissione si proponeva di promuovere una tariffazione adeguata. Il progetto elaborato dalla CSSS-N prevedeva che le casse malati rimborsassero tutte le cure ambulatoriali e ospedaliere e che i Cantoni contribuissero con una quota di almeno il 22,6 per cento dei costi lordi. Questa quota, pari a una media annuale di 7,5 miliardi di franchi per gli anni dal 2012 al 2015, avrebbe consentito di passare a un finanziamento unitario senza che ciò avesse nel complesso ripercussioni sui bilanci dei Cantoni e delle casse malati.
In assenza di dati affidabili al riguardo, la Commissione ha deciso di escludere dal progetto le cure di lunga durata (ambulatoriali e ospedaliere), che avrebbero quindi continuato, almeno in un primo tempo, a essere finanziate secondo le regole vigenti. Nel contempo, ha presentato un postulato (19.3002) che incaricava il Consiglio federale di esaminare, congiuntamente alla CDS e alle associazioni dei fornitori di prestazioni e delle casse malati, se le cure a lungo termine potessero essere integrate nel finanziamento unitario delle prestazioni nel settore ambulatoriale e ospedaliero. Il Consiglio federale era inoltre incaricato di presentare un progetto di revisione di legge in tal senso una volta ottenute le informazioni necessarie.
(Fonte: rapporto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale FF 2019 2879)
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
Mediante una modifica della legge federale sull'assicurazione malattie andrebbe introdotto un sistema di finanziamento monistico. Affinché i cantoni possano mantenere il controllo sulle risorse pubbliche è necessario un modello in cui siano segnatamente considerati i punti cardine seguenti:
1. I fondi dell'ente pubblico vanno impiegati negli ambiti della formazione e del perfezionamento delle professioni sanitarie, della compensazione dei rischi, della sanità pubblica e delle prestazioni d'interesse pubblico nonché ai fini della riduzione dei premi.
2. La quota a carico dell'ente pubblico per il finanziamento delle prestazioni coperte dall'assicurazione di base dev'essere garantita e adeguata all'incremento dei costi nel settore della salute.
3. Tutte le prestazioni stazionarie e ambulatoriali secondo la LAMal sono finanziate dagli assicuratori malattie.
Begründung
Con il rapporto di ricerca "Sistema monistico di finanziamento ospedaliero" sono state create nel 2004 le basi per la 3a revisione LAMal. In seguito al rifiuto della 2a revisione LAMal da parte del Consiglio nazionale durante la sessione invernale 2003 sono stati interrotti i lavori inerenti alla 3a revisione LAMal. Appare frattanto inequivocabile che gli incentivi negativi all'interno del nostro sistema siano riconducibili al finanziamento differenziato dei settori ambulatoriale e stazionario. Questo disincentivo presente nella LAMal andrà eliminato nell'ambito di una prossima riforma della LAMal. Soltanto in tal modo il settore stazionario potrà essere integrato nel "managed care" e contribuirà in modo essenziale al successo di quest'ultimo. Un modello monistico potrà essere realizzato affinché i cantoni possano mantenere un influsso e un controllo sui fondi pubblici. Grazie ad esso i cantoni potranno impiegare le loro risorse in modo mirato e controllato, ad esempio per il perfezionamento nelle professioni sanitarie, per la compensazione dei rischi, per la riduzione dei premi nonché per la sanità pubblica e le prestazioni d'interesse pubblico. La compensazione dei rischi potrebbe essere finanziata mediante le risorse fiscali al posto di una ridistribuzione dei premi tra gli assicuratori. In base a un indicatore di morbidità e di programmi di trattamento di qualità è data ai cantoni la possibilità di concludere con gli assicuratori/reti del settore contratti di prestazione e versare contributi per la cura integrata di pazienti affetti da malattie croniche e polimorbidi. Di conseguenza gli assicuratori malattie sarebbero da parte loro liberi nella fissazione dei premi.
Verhandlungen
Il Consiglio nazionale si è occupato di questo oggetto il 26 settembre 2019 in quanto Camera prioritaria. In seguito alla proposta della maggioranza commissionale, con 136 voti contro 52 e 5 astensioni la Camera del Popolo ha respinto una proposta di minoranza di non entrare in materia. Pur appoggiando l’idea di un finanziamento unitario delle prestazioni, secondo la relatrice della minoranza Barbara Gysi (S, SG), la riforma avrebbe avvantaggiato troppo le casse malati e gli ospedali convenzionati (cliniche private che hanno firmato accordi con le casse malati), a scapito dei Cantoni, che sarebbero stati ridotti al ruolo di agenti pagatori. Ad eccezione di un membro del Gruppo dell’UDC, la posizione della minoranza è stata appoggiata solo da membri del Gruppo socialista e del Gruppo dei Verdi. Durante la deliberazione di dettaglio, i dibattiti si sono incentrati soprattutto sul contributo cantonale, ossia sulla quota dei costi a carico dei Cantoni (essendo il resto coperto dalle casse malati ossia dagli assicurati). Dopo aver rifiutato varie proposte di minoranza, il Consiglio nazionale si è allineato con quanto proposto dalla maggioranza della sua Commissione e dal Consiglio federale, fissando cioè la quota minima versata dai Cantoni al 25,5 per cento (casse malati: 74,5 %) dei costi netti (dedotte cioè le franchigie e le aliquote percentuali pagate dagli assicurati). Il progetto iniziale della CSSS-N prevedeva una quota del 22,6 per cento dei costi lordi (comprese quindi le franchigie e le aliquote percentuali). Anche la questione del finanziamento delle prestazioni fornite dagli ospedali convenzionati ha dato adito ad accese discussioni. Una minoranza ha proposto di stralciare una disposizione secondo cui la quota rimborsata dalle casse malati a queste strutture sarebbe passata dal 45 al 74,5 per cento (dato che i Cantoni non partecipano ai costi). A detta di Barbara Gysi, rappresentante di questa minoranza, una tale decisione si sarebbe infatti tradotta in un aumento dei premi, avrebbe avvantaggiato delle strutture private a scapito di quelle pubbliche e avrebbe compromesso la pianificazione ospedaliera dei Cantoni. La relatrice della maggioranza, Ruth Humbel, ha ribattuto che in Svizzera ci sono solo pochi ospedali convenzionati e che questi non sono più costosi di quelli pubblici. Con 132 voti contro 56 e 6 astensioni, il Consiglio nazionale si è pronunciato a favore della proposta della maggioranza. Fatta eccezione per tre membri del Gruppo dell’UDC, soltanto alcuni deputati socialisti e dei Verdi hanno votato a favore della proposta di minoranza. Nella votazione sul complesso, la Camera del Popolo ha adottato il progetto di atto legislativo con 121 voti contro 54 e 8 astensioni. Il Gruppo del Centro, il Gruppo liberale radicale, quello l’UDC e il Gruppo dei Verdi hanno in larga misura appoggiato la revisione della LAMal, mentre i membri del Gruppo socialista e di quello dei Verdi vi si sono opposti all’unanimità.
Dopo che la CSSS-S aveva consacrato varie sedute alla revisione della LAMal, il 1° dicembre 2022 il Consiglio degli Stati ha esaminato per la prima volta il progetto di legge in quanto seconda Camera decidendo, senza opposizione, di entrare in materia. Durante la deliberazione di dettaglio, la Camera dei Cantoni si è dissociata su più punti dalla Camera del Popolo. Rispondendo a una richiesta dei Cantoni che era stata respinta dal Consiglio nazionale, gli Stati hanno per esempio incluso, senza opposizione, le cure di lunga durata (nelle case di cura e a domicilio), nel progetto di finanziamento unitario. Di conseguenza, il Consiglio degli Stati ha anche aumentato il contributo cantonale dal 25,5 per cento, fissato dal Consiglio nazionale escludendo le suddette cure, al 26,9 per cento. Il Consiglio degli Stati ha altresì deciso, sempre senza opposizione, di dare ai Cantoni maggiore accesso ai dati e alle fatture del sistema sanitario e di rafforzare la loro influenza sul sistema stesso. Di nuovo senza opposizione, la Camera alta ha respinto la proposta del Consiglio nazionale di incrementare il contributo delle casse malati per la remunerazione dei costi degli ospedali convenzionati. Erich Ettlin (C, OW), relatore della Commissione, ha spiegato che tale decisione avrebbe pregiudicato la pianificazione ospedaliera dei Cantoni e avrebbe comportato un trasferimento di 100–150 milioni di franchi all’anno dalle casse dell’assicurazione complementare a quelle dell’assicurazione di base, con un conseguente aumento dei premi. Nella votazione sul complesso, il Consiglio degli Stati si è pronunciato a favore del progetto con 29 voti contro 6 e 5 astensioni. Ad opporsi e ad astenersi sono stati soprattutto i membri del Gruppo socialista e di quello dei Verdi.
Il 13 settembre 2023 il Consiglio nazionale ha avviato la procedura di appianamento delle divergenze. I due relatori della Commissione, Lorenz Hess (M-E, BE) e Philippe Nantermod (R, VS), hanno sottolineato che la CSSS-N era in linea di principio contraria all’inclusione delle cure di lunga durata nel progetto di finanziamento unitario decisa dalla Camera dei Cantoni. Tuttavia, considerato che i Cantoni e il Consiglio degli Stati avevano subordinato il loro sostegno alla riforma a tale inclusione, la maggioranza della Commissione ha comunque deciso di sostenerla, ma solo a determinate condizioni. Una minoranza, rappresentata da Thomas Aeschi (V, ZG), si è opposta a questa integrazione, sostenendo che i costi che ne sarebbero derivati sarebbero stati superiori a qualsiasi risparmio potenziale ottenuto grazie al resto del progetto. Con 130 voti contro 57 e 4 astensioni, il Consiglio nazionale ha aderito, su questo punto, alla proposta della maggioranza della sua Commissione. La minoranza Aeschi è stata sostenuta solo dai membri de Gruppo dell’UDC. L’entità del contributo cantonale, che il Consiglio degli Stati aveva aumentato al 26,9 per cento, è stata oggetto di diverse proposte divergenti. La maggioranza commissionale ha proposto che fossero i Cantoni a farsi sistematicamente carico dei costi dei pazienti che beneficiano delle cure di lunga durata e che la quota del contributo cantonale fosse quindi del 28,6 per cento. Una minoranza Glarner ha proposto di allinearsi con la versione del Consiglio degli Stati, mentre le minoranze Aeschi (24,5 %) e Weichelt (30 %) hanno raccomandato altre percentuali. Alla fine, ha prevalso la posizione della maggioranza. Sul tema degli ospedali convenzionati, il Consiglio nazionale si è allineato con la minoranza de Courten e con 107 voti contro 85, ha mantenuto questa divergenza con il Consiglio degli Stati. I membri del Gruppo socialista, di quello dei Verdi e del Gruppo liberale radicale sono stati praticamente gli unici a opporsi a quest’ultima minoranza.
Il Consiglio degli Stati, dal canto suo, ha avviato la procedura di appianamento delle divergenze il 6 dicembre 2023. Erich Ettlin, relatore della Commissione, ha criticato la decisione del Consiglio nazionale di abolire il contributo dei pazienti alle cure di lunga durata e di aumentare di conseguenza il contributo cantonale al 28,6 per cento. A suo parere, così facendo, i costi aggiuntivi per i Cantoni sarebbero stati pari a quasi mezzo miliardo di franchi all’anno e i principali beneficiari sarebbero stati coloro che non percepiscono prestazioni complementari. Il Consiglio degli Stati ha pertanto deciso, senza opposizione, di mantenere invariato il tasso del 26,9 per cento. Per quanto riguarda il finanziamento degli ospedali convenzionati, la Camera dei Cantoni ha ribadito la sua posizione rifiutando, senza opposizione, di aumentare l’importo previsto per i rimborsi.
Il 14 dicembre 2023, il Consiglio nazionale ha riesaminato le divergenze rispetto alle decisioni del Consiglio degli Stati. Per quanto riguarda il contributo cantonale, la Camera del Popolo ha abbandonato l’idea di aumentarlo al 28,6 per cento. Respingendo la proposta della minoranza Weichelt (121 voti contro 73), ha quindi aderito alla posizione del Consiglio degli Stati optando per il tasso del 26,9 per cento. La maggioranza della Commissione è stata appoggiata quasi all’unanimità dal Gruppo del Centro, dal Gruppo liberale radicale e da quello dell’UDC. La Camera del Popolo ha inoltre aderito alla posizione del Consiglio degli Stati sulla questione degli ospedali convenzionati. La minoranza Sauter, che voleva mantenere questa divergenza, è stata sostenuta solo da alcuni membri del Gruppo liberale radicale e del Gruppo dell’UDC; la sua proposta è pertanto stata respinta con 101 voti contro 90.
Il Consiglio degli Stati ha riesaminato l’ultima divergenza con il Nazionale il 18 dicembre 2023, e l'ha eliminata senza opposizione.
La votazione finale sulla revisione della LAMal si è svolta il 22 dicembre 2023. Il Consiglio degli Stati ha adottato il progetto con 42 voti contro 3. I tre consiglieri agli Stati che si sono opposti all’adozione sono membri del Gruppo socialista. Il Consiglio nazionale ha adottato il progetto con 141 voti contro 42 e 15 astensioni. Hanno votato all’unanimità a favore della revisione i membri del Gruppo liberale radicale (fatta eccezione per un membro, che si è astenuto), del Gruppo del Centro e del Gruppo verde liberale. Il Gruppo socialista (21 voti contro 15 e 4 astensioni), quello dell’UDC (46 voti contro 20 e 1 astensione) e il Gruppo dei Verdi (7 voti contro 7 e 9 astensioni) si sono invece mostrati più divisi.
Il 18 aprile 2024 il Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari ha depositato una domanda di referendum contro il finanziamento unitario delle prestazioni. Il 29 aprile 2024 la Cancelleria federale ha attestato la riuscita del referendum con 56 960 firme valide, ossia più delle 50 000 richieste. Il 26 giugno 2024 il Consiglio federale ha pertanto fissato al 24 novembre 2024 la data per la votazione popolare sulla revisione della LAMal.
Il 24 novembre il progetto è stato accolto in votazione popolare dal 53,31 % dei votanti.
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Notizie ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2019
"Sì" a finanziamento monistico cure ambulatoriali e ospedaliere
I cantoni dovranno partecipare anche al finanziamento delle cure ambulatoriali, in cambio saranno parzialmente sgravati per quelle stazionarie. È quanto prevede una riforma della LAMal approvata oggi dal Consiglio nazionale con 121 voti contro 54 e 8 astensioni.
Attualmente, ha spiegato il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS), il settore ambulatoriale è interamente a carico delle casse malattia, mentre quello stazionario è rimborsato almeno per il 55% dai cantoni al massimo per il 45% dagli assicuratori.
Questa ripartizione crea però una situazione paradossale: oggi si tende a favorire il settore ambulatoriale, meno costoso rispetto a quello stazionario. Orbene, in questo caso le spese sanitarie globali diminuiscono, ma quelli a carico degli assicurati (via il pagamento dei premi) aumentano.
La riforma in questione propone di passare al finanziamento monistico, ossia uguale nei settori ambulatoriale e ospedaliero. La parte cantonale sarà almeno del 25,5%, quella a carico degli assicuratori al massimo del 74,5%, ha sottolineato Nantermod.
Contro la riforma si è schierata la sinistra: non siamo sfavorevoli al principio ma a questa legge "dettata dalle associazioni delle casse malattia Curafutura e Santésuisse", ha affermato Barbara Gysi (PS/SG). Tutti i prestatori avranno infatti il diritto di fatturare il 74,5% delle spese all'assicurazione di base, comprese le cliniche private che non figurano nelle liste cantonali (e che quindi non ricevono soldi dai cantoni).
Il campo rosso-verde, con il sostegno del Consiglio federale, avrebbe voluto mantenere lo status quo al 45%. La proposta in discussione serve solo a finanziare gli utili degli ospedali privati, ha sostenuto Roger Nordmann (PS/VD). Ricordando la forte opposizione dei cantoni, il ministro della sanità Alain Berset ha sostenuto che questo è un elemento che potrebbe portare al fallimento dell'intera riforma.
La proposta riguarda solo 10 cliniche su un totale di 280 ospedali (pubblici e privati), ha replicato Nantermod. Oggi questi nosocomi sono rimborsati al 100% per le cure stazionarie (dagli assicuratori, ndr.), se passasse la proposta della sinistra questa proporzione scenderebbe al 45% per tutte le prestazioni, ha aggiunto il vallesano. Al voto la maggioranza l'ha seguito con 132 voti contro 56 e 6 astensioni.
Da notare che la riforma sarà attuata contemporaneamente al progetto di monitoraggio dell'offerta ambulatoriale che sarà realizzata attraverso una regolamentazione del numero di medici. Il Parlamento ha infatti deciso di legare giuridicamente i due oggetti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2022
Cure ambulatoriali e ospedaliere finanziate su base unitaria
I trattamenti e le cure mediche ambulatoriali e ospedaliere dovrebbero essere finanziati in modo unitario dai cantoni e dalle casse malattia.
È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati che ha accolto per 29 voti a 6 e 5 astenuti, dopo un dibattito approfondito, la riforma della legge federale sull'assicurazione malattie, il maggiore cambiamento dopo l'entrata in vigore di questa normativa nel 1996.
La riforma realizza un'iniziativa parlamentare del 2009 di Ruth Humbel (Centro/AG). Attualmente, i cantoni - in ultima istanza i contribuenti - finanziano almeno il 55% dei servizi ospedalieri, mentre il resto è a carico degli assicuratori malattia. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria.
Cura ambulatoriali, Cantoni alla cassa
Il progetto prevede che i cantoni contribuiscano anche ai costi delle cure ambulatoriali, ha affermato a nome della commissione, Erich Ettlin (Centro/OW), aggiungendo che il passaggio a un finanziamento unificato dovrebbe stabilizzare le quote finanziate dalle imposte e dai premi, eliminando gli incentivi errati e facilitando l'assistenza coordinata ai pazienti.
Poiché le cure ambulatoriali sono meno costose di quelle in regime di ricovero, ossia stazionarie, la tendenza è quella di privilegiare le prime, ha sottolineato, ciò che fa ricadere il costo sugli assicuratori, ha spiegato.
In aula, non sono mancate voci critiche, specie da sinistra. Stando alla consigliera agli Stati Marina Carobbio (PS/TI), la riforma all'esame va ancora una volta a scapito degli assicurati. La "senatrice" ticinese ha messo in dubbio che ci saranno effetti positivi sui costi sanitari, e quindi i premi, in crescita. "Non cambierà nulla", ha sottolineato la candidata del PS al Consiglio di Stato, che ne ha approfittato per denunciare un sistema in cui i premi sono uguali per tutti, il ricco e il povero, e non vengono modulati in base al reddito (un "vecchio" obiettivo politico dei socialisti, n.d.r).
Alle critiche di Marina Carobbio ha replicato Pirmin Bischof (Centro/SO), secondo cui il finanziamento uniforme non risolverà forse tutti i problemi del sistema sanitario, ma ha almeno il pregio di eliminare un'assurda differenza fra cure ospedaliere e ambulatoriali.
Secondo Josef Dittli (PLR/UR), presidente dell'associazione degli assicuratori Curafutura, col finanziamento unificato si potrebbero risparmiare da uno a tre miliardi di franchi di costi sanitari, con effetti sui premi. Praticamente tutti i partner del sistema sanitario e anche il Consiglio federale sostengono tale cambiamento.
Il potenziale di risparmio è invece difficile da determinare, ha replicato a Dittli Paul Rechsteiner (PS/SG), il quale ha definito la riforma un "progetto degli assicuratori". Insomma, l'assicurato dovrebbe pagare, sia con i premi sia con le tasse.
Ripartizione costi ambulatoriali
Come accennato, il progetto elaborato dalla commissione del Nazionale prevede che i Cantoni contribuiscano ai costi delle cure ambulatoriali. Su richiesta del Consiglio federale, la Camera del popolo ha aumentato la quota cantonale al 25,5%.
La discussione in aula si è focalizzata sulla copertura dei costi netti, ossia i costi effettivamente sostenuti dalla cassa malattia dopo la deduzione della quota parte del paziente, o costi lordi, ossia la fattura totale.
La destra ha proposto di abbassare questo tasso al 24,1% dei costi lordi. Questo principio introduce di fatto il sistema del terzo pagante per tutti - la cassa malattia paga la prestazione e poi invia la fattura, con la partecipazione ai costi e le prestazioni non rimborsate, all'assicurato - e porterebbe a un aumento delle spese amministrative per gli assicuratori, ha avvertito il consigliere federale Alain Berset.
Con 28 voti a 11, il plenum ha votato a favore di un'aliquota del 26,9% dei costi netti. In caso contrario, i Cantoni contribuirebbero a costi che le compagnie assicurative non devono sostenere, ha spiegato Ettlin. Il restante 73,1% sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo di erogazione dei servizi. Anche i cittadini svizzeri che vivono nell'UE, in Islanda o in Norvegia dovranno pagare per le cure nell'ambito di questo sistema.
I circa 10 miliardi di franchi accollati ai cantoni verrebbero versati agli assicuratori sotto forma di contributi cantonali. Gli assicuratori pagherebbero in seguito l'intera prestazione. I Cantoni avrebbero quattro anni di tempo dall'entrata in vigore della riforma per adempiere ai loro obblighi di condivisione dei costi.
Integrazione delle cure
Nel corso della discussione, il Consiglio degli Stati si è allontanato dal progetto del Nazionale su diversi punti. Anche il settore dell'assistenza (cure infermieristiche), i cui servizi sono forniti in particolare da organizzazioni di assistenza domiciliare e case di cura, dovrà essere incluso nel finanziamento unitario quattro anni dopo l'entrata in vigore della riforma. Ciò consentirà di avere tempo sufficiente per stabilire la necessaria trasparenza dei costi in questo settore.
Questa richiesta dei cantoni è stata presa in considerazione dai "senatori" contro il parere degli assicuratori, ha dichiarato Bischof. Il Parlamento ha previsto un periodo complessivo di sette anni per tenere conto dell'integrazione delle cure.
Inoltre, bisognerà dare maggiori possibilità di gestione ai cantoni: in caso di aumento dei costi oltre la media essi dovranno poter bloccare l'ammissione di altri fornitori di servizi nel settore ambulatoriale. Essi dovranno anche poter procedere a controlli a domicilio e avere accesso a tutte le fatture originali nel settore ospedaliero.
Infine, i cantoni dovranno essere inclusi nell'organizzazione tariffaria per il settore delle cure ambulatoriali e dovranno partecipare a una nuova organizzazione tariffaria per le prestazioni di cura. Dovranno infine essere inseriti dal Consiglio federale nella regolamentazione dell'attuazione del trasferimento dei dati da parte degli assicuratori.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.09.2023
Finanziamento unitario sanità, anche cure di lunga durata
Le cure di lunga durata saranno integrate nel progetto di finanziamento unitario delle prestazioni nel settore ambulatoriale e ospedaliero. Questo punto, inserito in dicembre dal Consiglio degli Stati in una ampia riforma della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), è stato oggi approvato anche dal Nazionale, che ha posto alcune condizioni.
I "senatori", su richiesta dei Cantoni, hanno inserito nel progetto il settore delle cure a domicilio e nelle case di cura. Per il relatore commissionale alla Camera del popolo Lorenz Hess (Centro/BE) il progetto è realizzabile solo con questa integrazione.
Questa potrà avvenire solo quando sarà garantita la trasparenza dei costi nel settore, ha sottolineato l'altro relatore Philippe Nantermod (PLR/VS). Il Nazionale chiede anche la piena attuazione dell'iniziativa popolare "sulle cure infermieristiche", in particolare per quel che concerne le condizioni di lavoro.
L'inserimento delle cure a domicilio e case di cura è stato combattuto dall'UDC, che teme un aumento significativo dei premi di cassa malattia. Per Benjamin Roduit (Centro/VS) non ci sono invece dubbi: i costi diminuiranno. Secondo il consigliere federale Alain Berset, il progetto permetterà di eliminare gli incentivi inappropriati. L'integrazione avrà luogo sette anni dopo l'adozione del progetto.
Più in generale, il progetto mira al finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie tra le casse malati e i Cantoni. Attualmente quest'ultimi non partecipano ai costi del settore ambulatoriale.
I due rami del parlamento si oppongono però sull'ammontare della quota cantonale. In prima lettura, su richiesta del Consiglio federale, la Camera del popolo ha portato la quota cantonale al 25,5%. Gli Stati hanno poi portato l'asticella al 26,9%.
Oggi il Nazionale ha votato per un tasso del 28,6%. Il restante 71,4% sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo di erogazione dei servizi. L'operazione dovrà essere neutra in termini di costi. Il Nazionale ha approvato una specifica mozione in tal senso.
La Camera del popolo ha poi mantenuto la sua posizione riguardo alla remunerazione degli ospedali e delle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Questi istituti devono poter essere sovvenzionati fino al 70%. Consiglio degli Stati e governo vogliono mantenere il tasso attuale del 45%. Questo aumento indebolirebbe la pianificazione ospedaliera dei Cantoni, ha avvertito invano Berset.
Il Nazionale ha poi stralciato, contro il parere della commissione preparatoria, una disposizione che avrebbe permesso ai Cantoni di verificare le fatture del settore ospedaliero. La sorveglianza sarà affidata esclusivamente all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e non anche ai Cantoni come chiesto dalla sinistra.
I Cantoni faranno invece parte dell'organizzazione responsabile delle strutture tariffarie per le cure ambulatoriali e le prestazioni di cura, visto che parteciperanno al loro finanziamento. Su questo punto il Nazionale si è allineato alla posizione del Consiglio degli Stati, a cui torna il dossier.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.12.2023
Finanziamento cure sanitarie, ancora divergenze
Sussistono ancora divergenze fra i due rami del parlamento in merito al finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie. Oggi il Consiglio degli Stati ha ribadito la sua posizione circa la ripartizione dei costi fra Cantoni e assicuratori.
Il progetto di legge, frutto di un'iniziativa parlamentare del 2009, prevede il finanziamento uniforme - sistema monistico - delle prestazioni mediche effettuate in ambulatorio o all'ospedale fra i Cantoni e le casse malattia.
Attualmente i Cantoni, e quindi i contribuenti, finanziano almeno il 55% delle prestazioni stazionarie, mentre il resto è a carico delle assicurazioni. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dalle casse malattia, in ultima analisi dagli assicurati attraverso i premi malattia.
A settembre, i "senatori" avevano deciso che, in futuro, i cantoni dovranno coprire il 28,6% dei costi generati dalle cure ambulatoriali. Oggi, la camera dei cantoni ha mantenuto questa posizione; i pazienti devono continuare a pagare un contributo per i costi imputabili alle prestazioni sanitarie. Il contributo cantonale dovrà ammontare almeno al 26,9%. L'obiettivo di questa decisione è garantire che l'introduzione della riforma sia neutrale dal punto di vista dei costi.
Secondo le stime fornite dalle autorità, l'abolizione del contributo dei pazienti comporterebbe costi aggiuntivi per i Cantoni di quasi mezzo miliardo di franchi all'anno, ha dichiarato Erich Ettlin (Centro/OW) a nome della commissione. A beneficiarne sarebbero soprattutto gli assicurati con redditi medi e alti che non hanno diritto alle prestazioni complementari.
Inoltre, questa soluzione mantiene il tetto massimo di 23 franchi al giorno per i contributi dei pazienti. Secondo il relatore della commissione, ciò non è il caso della versione uscita dalle deliberazioni del Nazionale.
Il Consiglio degli Stati si è inoltre opposto alla decisione del Consiglio nazionale di garantire ai Cantoni l'accesso ai dati dei pazienti esclusivamente attraverso le casse malattia. I Cantoni, invece, devono poter visionare tutte le fatture originali emesse dagli ospedali e poter rifiutare la copertura dei costi se non sono soddisfatte alcune condizioni formali.
Infine, i "senatori" hanno mantenuto la divergenza che riguarda la remunerazione degli ospedali e delle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Queste strutture non approfittano del finanziamento cantonale (ora 55% dei costi), ma devono accontentarsi del 45% versato dagli assicuratori. Il Nazionale vorrebbe innalzare questa quota al 70%.
Secondo Erich Ettlin, l'aumento deciso dalla camera del popolo comporterebbe un incremento dei premi di 150 milioni e comprometterebbe la pianificazione ospedaliera dei Cantoni.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2023
Il Consiglio nazionale ha eliminato le due principali divergenze con gli Stati circa il finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie. Attualmente i Cantoni - ossia i contribuenti - finanziano almeno il 55% delle cure stazionarie, mentre il resto è a carico delle casse malattia, ossia degli assicurati. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria. Oggi la Camera del popolo ha stabilito, in linea con gli Stati, che i Cantoni si accolleranno il 26,9% dei costi ambulatoriali. Infine, il Nazionale, al pari dei "senatori", ha deciso di mantenere al 45% la remunerazione a carico delle casse dei costi generati dagli ospedali e dalle case per partorienti che non figurano in nessun elenco cantonale. Il Nazionale avrebbe voluto innalzare questa quota al 70%. Il dossier ritorna agli Stati per un'ultima divergenza, poiché non vuole chiedere - contrariamente ai "senatori" - l'attuazione dell'iniziativa per cure infermieristiche forti prima dell'entrata in vigore della legge in discussione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.12.2023
Camere: approvata riforma delle cure
Dopo 14 anni di lavori, oggi il Consiglio degli stati ha eliminato l'ultima divergenza circa il finanziamento uniforme delle cure. Quelle stazionarie e ambulatoriali saranno finanziate dalle casse malattia e dai Cantoni. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
La riforma - sulla quale aleggia già il pericolo del referendum - è frutto di un'iniziativa parlamentare inoltrata nel 2009 dall'ex consigliera nazionale Ruth Humbel (Centro/AG). I dibattiti si sono svolti nell'arco di quattordici anni e cinque legislature. Questo appena concluso è l'ultimo corposo dossier di cui il "ministro" della sanità, Alain Berset, si è occupato prima di lasciare a fine anno.
Nel corso dei lavori, le Camere hanno inserito nella legge, su insistenza dei Cantoni, anche l'assistenza a domicilio e negli istituti medicalizzati. Questi servizi, assai costosi, sono in parte a carico dei Cantoni, che quindi si vedranno alleggerita la fattura.
La legge prevede il finanziamento uniforme dei servizi ambulatoriali e stazionari da parte dei Cantoni e delle casse malattia. Attualmente, i Cantoni, e quindi i contribuenti, finanziano almeno il 55% delle prestazioni ospedaliere, mentre il resto è a carico delle casse, ovvero di chi paga i premi. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei servizi è coperto dalle casse malattia.
Poiché le cure ambulatoriali sono meno care rispetto a quelle stazionarie, la tendenza è quella di far maggiormente ricorso all'ambulatoriale, un'evoluzione che tuttavia pesa sempre di più sugli assicuratori, come hanno sottolineato diversi deputati durante i dibattiti.
Su questo aspetto centrale, i due rami del Parlamento hanno infine raggiunto un compromesso: i Cantoni dovranno pagare il 26,9% delle cure ambulatoriali. Il 73,1% restante sarà finanziato dagli assicuratori, indipendentemente dal fornitore e dal luogo in cui vengono erogati i servizi.
I pazienti dovranno pagare la franchigia, la quota-parte e il contributo ai costi specifici per le cure specifiche ricevute, fissato in 23 franchi al giorno. Quest'ultimo onere si applica in particolare a coloro che ricevono cure a domicilio o fornite da istituti medico-sociali, in particolare alle madri che partoriscono a casa. La sinistra ha cercato, invano, di abolire questo contributo specifico.
La remunerazione degli ospedali e dei centri per partorienti non elencati non subirà alcuna modifica. Questi istituti sono convenzionati con gli assicuratori, ma non sono presenti negli elenchi cantonali e quindi non ricevono il 55% versato dai Cantoni. Ricevono solo il 45% versato dagli assicuratori.
Il Nazionale ha cercato invano di innalzare tale quota al 70%. Tuttavia, ciò avrebbe comportato un aumento dei premi stimati in 150 milioni di franchi, compromettendo la pianificazione ospedaliera dei Cantoni.
Per quanto attiene al controllo dei costi, le Camere hanno infine stabilito che i Cantoni devono avere accesso a tutte le fatture ospedaliere originali, comprese quelle ambulatoriali. Devono inoltre poter rifiutare di coprire i costi se non sono soddisfatte le condizioni formali. I cantoni potranno appellarsi al tribunale delle assicurazioni. I pazienti non potranno rivolgersi a un'organizzazione di pazienti per controllare le loro fatture.
La sorveglianza sarà affidata all'Ufficio federale della sanità pubblica. Tuttavia, i Cantoni avranno accesso ai dati necessari per monitorare i fornitori di servizi, la pianificazione ospedaliera, le case di cura e i centri per le nascite, nonché per limitare il numero di medici.