10.1032 · Interrogazione · 2010-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le FFS hanno annunciato l'intenzione di modificare le condizioni di validità delle carte giornaliere, in particolare ammettendone l'uso solo dopo le ore 9 nei giorni feriali.
Si tratta di un titolo di trasporto che parecchi comuni in Ticino - come probabilmente in altre regioni periferiche della Svizzera - mettono a disposizione della popolazione, sottoscrivendo di regola un abbonamento generale con le relative carte giornaliere. Le stesse vengono utilizzate di regola da parecchi ticinese per recarsi a nord delle Alpi, partendo evidentemente di buon mattino in modo da poter rientrare ancora in giornata.
La modifica prevista taglierebbe di fatto le gambe a questo strumento adottato dai comuni per promuovere l'uso della ferrovia e dei trasporti pubblici in generale.
Domando perciò al Consiglio federale quanto segue:
1. Non ritiene discriminante per il Ticino - e in generale per le regioni periferiche - questa modifica tariffaria preannunciata dalle FFS?
2. Non ritiene opportuno intervenire presso la divisione viaggiatori delle FFS per sollecitare un riesame delle condizioni di validità delle carte giornaliere che tenga conto delle specificità del Ticino e in generale delle regioni periferiche?
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo la legislazione vigente, la definizione delle tariffe nel settore dei trasporti pubblici è di competenza delle imprese di trasporto (art. 15 della legge del 20 marzo 2009 sul trasporto viaggiatori; RS 745.1). Le imprese provvedono congiuntamente a questo compito affidandone la gestione a ch-direct, una Divisione dell'Unione dei trasporti pubblici. Nel caso della carta giornaliera comunale non si tratta quindi di un'offerta delle sole FFS, bensì di un'offerta comune a tutte le circa 140 imprese di trasporto.
1. Secondo il Consiglio federale, il sistema tariffario previsto non è discriminante. Le tariffe sono le stesse per tutti i comuni. Non sussiste alcun diritto a una carta giornaliera comunale, che peraltro non è offerta da tutti i comuni. La sua validità è stata limitata nei giorni feriali, ma non durante il fine settimana. Contrariamente alle carte giornaliere ordinarie, quelle comunali saranno ottenibili anche in futuro senza abbonamento metà-prezzo.
2. Secondo le imprese di trasporto, nel settore delle carte giornaliere la situazione sul piano dei ricavi è in generale difficile e va migliorata. Per questo motivo è stato deciso di aumentare del 15 per cento il prezzo della carta giornaliera comunale, che nei giorni feriali sarà valida solo a partire dalle 9 ore, mentre durante il fine settimana potrà continuare ad essere utilizzata senza limitazioni.
Rispetto alle carte giornaliere ordinarie, utilizzabili solo in combinazione con un abbonamento metà-prezzo, quelle comunali saranno decisamente più convenienti anche dopo il 12 dicembre 2010 (34 contro 58 franchi per la giornaliera impiegabile a partire dalle 9 ore e contro 68 franchi per quella senza limitazioni).
L'Unione dei trasporti pubblici ha fatto sapere di aver comunque interpellato l'Associazione dei comuni svizzeri e l'Unione delle città svizzere per analizzare i vari punti di vista. Le parti hanno convenuto di incontrarsi per discutere in maniera approfondita di prezzo, validità e sistema di distribuzione della carta giornaliera comunale.
Anche dalle regioni periferiche in cui i collegamenti sono meno frequenti e capillari deve essere possibile per i viaggiatori giungere a destinazione in tempi ragionevoli. Secondo il Consiglio federale le tariffe normalmente applicate nel settore dei trasporti pubblici non sono troppo elevate. Per gli utenti abituali di questi trasporti è conveniente possedere un abbonamento metà-prezzo: in tal modo i prezzi sono paragonabili a quelli di un'auto, considerati i costi complessivi; e questo in tutta la Svizzera.
Il Consiglio federale non intende pertanto intervenire presso le imprese di trasporto, il che significherebbe peraltro interferire in decisioni di loro competenza.
Risposta del Consiglio federale.