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10.1046 · Interrogazione · 2010-06-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nell'ambito delle misure tariffarie previste a partire dal 12 dicembre 2010, l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) ha deciso di aumentare il prezzo delle carte giornaliere comunali e di modificare la loro durata di validità di modo che dal lunedì al venerdì potranno essere utilizzate solo a partire dalle ore 9.

Tale decisione, non ancora definitiva, è da considerare problematica, visto che le carte giornaliere messe a disposizione dai comuni riscuotono un grande successo e favoriscono l'utilizzo dei trasporti pubblici rispetto a quelli individuali, come propugnato dalla politica seguita dalla Confederazione in questo campo.

Se un lieve aumento del prezzo di tali carte può anche apparire comprensibile, la prevista riduzione della loro durata di validità non è ammissibile, in quanto costituisce una grave discriminazione nei confronti delle regioni periferiche limitando le possibilità di raggiungere località molto distanti del nostro Paese.

Alla luce di queste considerazioni desidero sapere se il Consiglio federale, responsabile della politica dei trasporti a livello nazionale e - in veste di governo della Confederazione - proprietario della maggiore compagnia membro dell'UTP (le FFS), intende intervenire per modificare tale decisione, in particolare per quanto concerne la durata di validità delle carte.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo la legislazione vigente, la definizione delle tariffe nel settore dei trasporti pubblici è di competenza delle imprese di trasporto (art. 15 della legge del 20 marzo 2009 sul trasporto viaggiatori; RS 745.1). Le imprese provvedono congiuntamente a questo compito affidandone la gestione a ch-direct, una divisione dell'Unione dei trasporti pubblici (UTP). La carta giornaliera comunale è un'offerta comune delle circa 140 imprese di trasporto.

Secondo il Consiglio federale, il sistema tariffario previsto non è discriminante. Le tariffe sono le stesse per tutti i comuni. Non sussiste alcun diritto a una carta giornaliera comunale, che peraltro non è offerta da tutti i comuni. La sua validità è stata limitata nei giorni feriali, ma non durante il fine settimana. Contrariamente alle carte giornaliere ordinarie, quelle comunali saranno ottenibili anche in futuro senza abbonamento metà-prezzo.

Secondo le imprese di trasporto, nel settore delle carte giornaliere la situazione sul piano dei ricavi è in generale difficile e va migliorata. Per questo motivo è stato deciso di aumentare del 15 per cento il prezzo della carta giornaliera comunale. Rispetto alle carte giornaliere ordinarie, utilizzabili solo in combinazione con un abbonamento metà-prezzo, quelle comunali saranno decisamente più convenienti anche dopo il 12 dicembre 2010. Il loro prezzo (variabile secondo il comune) sarà di circa 40 franchi contro i 58 franchi per la giornaliera impiegabile a partire dalle ore 9 e contro i 68 franchi per quella senza limitazioni.

L'UTP ha fatto sapere di aver comunque interpellato l'Associazione dei comuni svizzeri e l'Unione delle città svizzere per analizzare i vari punti di vista. Le parti hanno convenuto di incontrarsi per discutere in maniera approfondita di prezzo, validità e sistema di distribuzione della carta giornaliera comunale, ritenendo di poter giungere a una soluzione condivisa. Poiché le modifiche previste in materia di carta giornaliera comunale fanno parte del pacchetto di misure tariffarie 2010, il sorvegliante dei prezzi sarà chiamato a pronunciarsi in merito nell'ambito della relativa procedura di approvazione.

Anche dalle regioni periferiche in cui i collegamenti sono meno frequenti e capillari deve essere possibile per i viaggiatori giungere a destinazione in tempi ragionevoli. Secondo il Consiglio federale le tariffe normalmente applicate nel settore dei trasporti pubblici non sono troppo elevate. Per gli utenti abituali di tali trasporti è conveniente possedere un abbonamento metà-prezzo: in tal modo i prezzi sono paragonabili a quelli di un'auto, considerati i costi complessivi.

Il Consiglio federale non intende pertanto intervenire presso le imprese di trasporto, il che significherebbe peraltro interferire in decisioni di loro competenza.

Risposta del Consiglio federale.