10.3016 · Mozione · 2010-03-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
L'ordinanza sui contributi d'estivazione deve essere modificata in modo che, in futuro, i pagamenti diretti vengano versati solo ai detentori o consorzi alpestri di greggi di pecore sorvegliate e/o tenute in recinti. Non si deve più sovvenzionare l'uscita libera al pascolo e l'ammontare così risparmiato, giusta l'articolo 10 OCEst, dovrebbe andare a favore di beneficiari con greggi in recinti (pascoli da rotazione), sotto sorveglianza (gregge permanentemente sorvegliato), nonché sorvegliate e protette (sorveglianza permanente e protezione delle greggi). In particolare, dovrà essere quest'ultima nuova categoria quella maggiormente incentivata.
Begründung
Ogni anno, in Svizzera, vengono estivati sui prati alpini circa 250 000 ovini, dei quali poco meno della metà è detenuta con uscita libera al pascolo. Nella maggior parte dei casi essi brucano in piccole greggi, senza sorveglianza. Quasi il 25 per cento dei contributi di estivazione è concesso a detentori di ovini che applicano questo metodo di detenzione, discutibile dal profilo ecologico, etico ed economico. Gli svantaggi ecologici più evidenti sono il danneggiamento del bosco giovane, lo sfruttamento eccessivo e insufficiente dei pascoli e la situazione concorrenziale con gli animali selvatici, nonché la trasmissione di malattie (p. es la cheratocongiuntivite dei camosci). Inoltre, una buona parte delle 10 000 morti annuali sono riconducibili a incidenti e malattie causate dall'incuria dei pastori e nel caso di greggi non sorvegliate, tali morti sono spesso caratterizzate da una sofferenza lunga e atroce.
L'aumento della presenza di grandi predatori protetti quali linci, lupi e orsi sottintende una maggiore protezione per le pecore e le capre dell'intera zona alpina e prealpina.
Gli ovini senza sorveglianza sono bottino facile per i grandi predatori e se questi ultimi ci si abituano, diventano animali problematici, da abbattere con gran dispendio di energie e costi. L'elevato numero di abbattimenti rispetto all'effettivo non è opportuno dal punto di vista economico e non è conciliabile con la legislazione; i pastori devono quindi adeguarsi alle nuove condizioni. A tale scopo, dovranno essere creati i giusti incentivi. La coesistenza tra ovini e grandi predatori è possibile, lo dimostra la situazione nei Paesi limitrofi che hanno attuato un programma efficace di protezione delle greggi.
Laddove il pascolo degli ovini è irrinunciabile per il mantenimento degli "hotspot" della biodiversità, si deve intervenire con contributi di gestione dell'UFAM per proteggere tali piccole greggi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente all'articolo 77 della legge sull'agricoltura (LAgr), la Confederazione versa contributi per la protezione e la cura del paesaggio rurale ai gestori di aziende o di pascoli d'estivazione. I contributi d'estivazione fanno parte dei pagamenti diretti ecologici, pertanto, per il versamento degli stessi, si presuppone una gestione ecologica e sostenibile. Nel caso in cui i cantoni dovessero constatare danni ecologici, vincolano il pascolo a oneri ed esigono registrazioni concernenti l'apporto di concimi e foraggi. Qualora tali oneri non dovessero bastare per il raggiungimento dell'obiettivo, i cantoni posso richiedere un piano di gestione. L'insieme di tali strumenti consente di intervenire in caso di problemi e di garantire una gestione ecologica. Le severe condizioni di gestione definite nell'ordinanza sui contributi d'estivazione, soprattutto per quanto concerne l'alpeggio degli ovini, sono frutto di un consenso molto ampio di tutti gli interessati, ovvero sia dei gestori sia delle cerchie ambientaliste.
Per l'alpeggio degli ovini su pascoli da rotazione e con sorveglianza permanente vengono stanziati contributi più elevati, in modo da favorire e promuovere in maniera mirata un alpeggio sostenibile. Tuttavia, non tutti gli ovini estivati possono essere detenuti su pascoli da rotazione o con sorveglianza permanente; soprattutto sugli alpi discosti, con condizioni topografiche per lo più difficili, possono pascolare, nella maggior parte dei casi, solo greggi di piccole dimensioni. In genere, inoltre, mancano anche le risorse finanziarie per il loro spostamento. L'alpeggio degli ovini sui restanti pascoli, però, contribuisce in misura altrettanto importante alla cura e alla salvaguardia del paesaggio rurale nella regione d'estivazione; non si può pertanto pensare di eliminare i contributi d'estivazione per tali pascoli, altrimenti tali zone non verrebbero più gestite. Nel contesto di una politica coerente nell'ambito delle diverse tappe di riforma, inoltre, i contributi per i restanti alpi di ovini non sono più stati innalzati. Il loro importo corrisponde tuttora a quello del 1996.
La questione della coesistenza di bestiame minuto estivato e grandi predatori non può essere disciplinata tramite l'ordinanza sui contributi d'estivazione. Il Consiglio federale ha già riconosciuto tale problematica e, nell'ambito della risposta alla mozione Schmidt Roberto 09.3814 del 23 settembre 2009, ha incaricato il DATEC e l'Ufficio federale dell'ambiente di elaborare, in collaborazione con l'Ufficio federale dell'agricoltura, possibili soluzioni per un finanziamento a lungo termine di provvedimenti di protezione delle greggi e la relativa base legale. Le richieste dell'autrice della mozione dovranno essere discusse in tale contesto.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.