Haiti. Contributo svizzero alla riparazione dei danni causati dalla schiavitù
10.3051 · Mozione · 2010-03-04
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera s'impegna a organizzare una conferenza che verta sulla riparazione materiale dei danni causati dalla schiavitù, sulla restituzione, da parte della Francia, della somma ricevuta per il cosiddetto debito dell'indipendenza e sull'impiego di tale somma per la (ri)costruzione sul lungo periodo.
Begründung
Il terremoto di Haiti del 12 gennaio scorso getta luce sulla pesante eredità lasciata dalla schiavitù e sulle conseguenze devastanti del "contratto per adesione" stipulato nel 1825 con la Francia sotto minaccia militare e, quindi, in violazione del diritto internazionale. I 90 milioni di luigi d'oro versati alla Francia hanno segnato l'inizio del dissanguamento finanziario, protrattosi fino al 20° secolo, di un Paese già ampiamente distrutto dalla guerra di liberazione. Da questo atto d'estorsione Haiti non è più riuscita a riprendersi.
Anche la Svizzera ha la sua parte di responsabilità storica - sebbene contenuta nel confronto internazionale - nella povertà haitiana: a favore della schiavitù furono infatti impiegati anche contingenti militari svizzeri (p. es. nel 1758 e nel 1803). Oltre a possedere piantagioni e schiavi haitiani, alcune aziende elvetiche cofinanziarono spedizioni nell'isola per il traffico di schiavi, presero parte al commercio dei prodotti realizzati con il lavoro di questa gente (zucchero, cotone, indaco e caffè) e ne trassero beneficio. Intellettuali e scrittori svizzeri contribuirono al razzismo anti-neri e anti-haitiani.
Non essendo rimasta estranea agli eventi, ma non avendovi neppure svolto un ruolo preminente, la Svizzera ha le carte giuste per avviare il processo di riparazione dell'ingiustizia storica, così gravida di conseguenze, che è stata commessa. Il nostro Paese ha poi il vantaggio di intrattenere buone relazioni sia con Haiti sia con gli ex Stati colonialisti e schiavisti (Francia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo). Haiti può avere un futuro soltanto se il processo di ricostruzione andrà di pari passo con quello di rielaborazione del passato. Nella risposta (in data 2 maggio 2007) alla mozione intitolata "Iniziativa svizzera per la riparazione dei danni causati dalla schiavitù" (tolta dal ruolo il 20 marzo 2009) il Consiglio federale afferma che "la questione della restituzione del cosiddetto pagamento per l'indipendenza ... è un affare bilaterale tra i due Paesi"; considerata la recente tragedia, questa affermazione sembrerebbe superata sia dal punto di vista etico che politico.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Vista la recente tragedia, il Consiglio federale ha deciso di riservare sino al 2012 la somma totale di 36 milioni di franchi per la ricostruzione di Haiti. La Svizzera s'impegnerà soprattutto nella ricostruzione e nel risanamento dell'infrastruttura di base, nello sviluppo delle regioni rurali e nella sicurezza alimentare. Tali sforzi verranno finanziati tramite i crediti quadro già approvati.
Per quanto attiene alla questione della riparazione materiale della schiavitù e del debito, il Consiglio federale ritiene che la risposta del 2 maggio 2007 alla mozione 06.3738, "Iniziativa svizzera per la riparazione dei danni causati dalla schiavitù", in cui si legge che "la Svizzera mantiene buone relazioni bilaterali sia con la Francia, sia con Haiti, sia tuttora valida. La questione della restituzione del cosiddetto 'pagamento per l'indipendenza' che Haiti esige dalla Francia è un affare bilaterale tra i due Paesi nel quale la Svizzera ha da svolgere un ruolo soltanto se sollecitato da entrambi".
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.