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10.3071 · Mozione · 2010-03-09

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire nella legge sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali le basi legali per:

1. rafforzare, tramite l'informazione, la prevenzione o il programma "protection in the region", l'impegno in loco nei Paesi da cui proviene la maggior parte dei richiedenti l'asilo;

2. migliorare la collaborazione interdipartimentale tra DFAE, DFGP e DFE per conseguire una politica congiunta efficace e coerente;

3. aumentare l'aiuto individuale per il ritorno volontario degli immigrati o creare altri incentivi per il ritorno;

4. promuovere la conclusione di partenariati in materia di migrazione, collegando vari campi d'azione (tra cui accordi di riammissione, politica in materia di visti, lotta contro la tratta di esseri umani, migrazione legale di lavoratori, accordi sui tirocinanti, aiuto in loco, cooperazione allo sviluppo, misure per la riduzione del debito, ecc.).

Begründung

La cooperazione della Svizzera con i Paesi d'origine degli immigrati, ma anche con l'UE e i singoli Paesi confrontati con i nostri stessi problemi in materia di migrazione è ancora lacunosa. Soprattutto la lotta contro la migrazione irregolare potrebbe essere migliorata rafforzando la cooperazione internazionale o aumentando il lavoro in loco. Anche la collaborazione interdipartimentale in Svizzera tra DFGP/DFAE/DFE non è ancora armonizzata a sufficienza, per cui nascono conflitti tra obiettivi contrastanti dei singoli dipartimenti. L'ambasciatore straordinario per la cooperazione internazionale in materia di migrazione potrebbe essere incaricato di migliorare il coordinamento interdipartimentale, riferendo altresì direttamente al Consiglio federale.

Una maggiore attenzione ai Paesi d'origine dei migranti offre la protezione necessaria in loco per prevenire la migrazione illegale, con conseguente riduzione delle domande d'asilo infondate in Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce l'importanza della politica internazionale in materia di migrazione e condivide l'opinione degli autori della mozione, secondo cui l'impegno della Svizzera in tale ambito va rafforzato per tutelarne ancora meglio gli interessi. Inoltre occorre migliorare la coerenza tra gli ambiti politici che si occupano di migrazione, potenziando le linee d'azione. Ritiene tuttavia che le basi legali necessarie per attuare le corrispondenti misure menzionate nella mozione siano già formulate in dettaglio nella legge sull'asilo (LAsi) e nella legge federale sugli stranieri (LStr).

In collaborazione con altri servizi federali, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) sta già attuando diversi programmi e misure tesi a potenziare le capacità di accoglienza e protezione dei Paesi d'origine e di transito, da un lato per aiutare rapidamente in loco i rifugiati e le persone bisognose di protezione, dando loro la prospettiva di costruirsi una vita e, dall'altro, per prevenire la migrazione irregolare.

L'articolo 113 LAsi costituisce la base legale per l'impegno svizzero, citato nella mozione, nel quadro del programma "Protezione nella regione". Anche altre leggi federali sono rilevanti per l'attuazione, ad esempio la legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali e la legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo. I corrispondenti progetti e provvedimenti sono coordinati dal comitato gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (comitato IAM), diretto dall'UFM e dalla DP IV, e sono finanziati e condotti dagli uffici specializzati competenti nell'ambito dei loro mandati e dei loro budget.

L'articolo 93 LAsi disciplina le misure adottate dalla Svizzera per promuovere il ritorno volontario nelle regioni di provenienza e di transito, come pure per prevenire la migrazione illegale. Il coordinamento di queste attività compete al Gruppo interdipartimentale Aiuto al ritorno (ILR), diretto dall'UFM e dalla Direzione della cooperazione e dello sviluppo (DSC), il quale decide sull'esecuzione e il finanziamento di progetti. I fondi per tali programmi provengono dal budget per l'aiuto al ritorno dell'UFM.

Un partenariato in materia di migrazione può essere concluso conformemente all'articolo 100 capoverso 1 LStr. L'attuazione di progetti concreti nell'ambito dei possibili settori d'azione di un partenariato in materia di migrazione può fondarsi su altre disposizioni di legge. Tali partenariati sono un nuovo strumento della politica migratoria internazionale per promuovere gli effetti positivi della migrazione e arginare quelli negativi. Un partenariato in materia di migrazione è uno strumento per imporre gli interessi svizzeri in tale ambito, tenendo conto degli interessi del Paese partner. Tali partenariati consistono in un pacchetto di misure strutturabili in maniera flessibile, che può comprendere, oltre alle linee d'azioni descritte, anche la politica dei visti, il contributo al rafforzamento della gestione della migrazione e il sostegno alla lotta contro la tratta degli esseri umani come pure la cooperazione di polizia. Nel quadro di un tale partenariato occorre altresì sfruttare maggiormente le sinergie tra migrazione e sviluppo. Il comitato IAM coordina l'attuazione dei partenariati in materia di migrazione. L'esecuzione e il finanziamento delle rispettive attività sono garantiti dagli uffici specializzati coinvolti nel quadro dei loro mandati e dei budget ordinari.

Con la nomina, l'anno scorso, dell'ambasciatore straordinario, il Consiglio federale intende intensificare e ottimizzare la cooperazione internazionale nel settore della migrazione. In particolare, con tale funzione si intende potenziare la cooperazione tra i dipartimenti che si occupano di questioni in materia di migrazione (soprattutto DFGP, DFAE, DFE) per conseguire un approccio governativo unitario e una migliore coerenza. Su mandato delle direzioni dell'UFM, della DP IV e della DSC rappresentate in seno all'organo di contatto IAM, l'ambasciatore straordinario rappresenta gli interessi svizzeri nei partenariati bilaterali e multilaterali in materia di migrazione, nei programmi "Protezione nella regione", presso organizzazioni internazionali e conferenze internazionali in materia di migrazione. Deve inoltre rafforzare la cooperazione in tale ambito con i Paesi europei. Le attuali competenze dei servizi federali e degli organi di coordinamento restano immutate.

Oltre a ottimizzare i processi, la riorganizzazione dell'UFM serve soprattutto anche a tutelare maggiormente e in maniera duratura gli interessi svizzeri in materia di migrazione all'estero. A tal fine occorre potenziare ulteriormente anche la collaborazione interdipartimentale. Come già esposto nella risposta alla mozione Müri, il DFGP (UFM) elaborerà, in concerto con il DFAE un progetto che conterrà proposte concrete in merito.

Tuttavia, considerate le basi legali esistenti non è necessario sancire tutte le linee d'azione nella legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali. Inoltre è poco opportuno concentrare tutti i mezzi e le misure in tale legge, poiché determinati obiettivi e priorità della cooperazione allo sviluppo sono in contraddizione con quelli della politica in materia di migrazione. Tale "situazione di conflitto" può tuttavia essere affrontata in maniera costruttiva e proficua intensificando la collaborazione interdipartimentale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.