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10.3142 · Mozione · 2010-03-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie per consentire agli istituti di ricerca svizzeri, come anche all'industria elvetica, di partecipare in modo paritetico al piano SET (Strategic Energy Technology Plan), lanciato dalla Commissione dell'UE.

Begründung

La Commissione dell'UE ha presentato il piano SET (Strategic Energy Technology Plan) per incentivare tempestivamente, con misure concrete, le tecnologie a basse emissioni di CO2. Il piano SET mira a raggiungere obiettivi vincolanti per il 2020: riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas a effetto serra, aumento del 20 per cento della quota delle energie rinnovabili nel mix energetico dell'UE e diminuzione del 20 per cento del consumo globale di energia primaria. Per evitare doppioni e accelerare la diffusione di tecnologie innovative sul mercato, nel quadro del piano SET l'UE rafforza la cooperazione a livello internazionale nel settore delle tecnologie energetiche. Il piano coinvolge, tra l'altro, l'organismo che raggruppa le principali scuole europee specializzate in questo campo (European Energy Research Alliance), in cui la Svizzera è rappresentata con l'Istituto Paul Scherrer.

Gli elementi centrali del piano SET sono le sette attuali iniziative EII (European Industrial Initiatives EII): energia eolica e solare (fotovoltaica ed energia solare concentrata), reti di energia elettrica, biomassa, energia nucleare e sistemi CCS (Carbon Capture and Storage).

Una parte dei mezzi finanziari sono stanziati nel quadro del settimo programma quadro di ricerca della Commissione UE. In qualità di membro associato, anche la Svizzera è direttamente interessata dal piano strategico dell'UE. Inoltre, gli obiettivi di questo piano combaciano con la strategia di politica energetica stabilita dal Consiglio federale; l'integrazione della Svizzera in questo piano consentirebbe, come auspicato, di rafforzare la politica energetica estera, in particolare nel campo della ricerca energetica.

La Svizzera dovrebbe essere integrata nel processo del piano SET in modo tale che le imprese e i centri di ricerca elvetici possano cooperare in modo paritetico. Se necessario, per consentire una partecipazione adeguata, si dovranno stipulare accordi separati e stanziare mezzi finanziari speciali nel quadro della promozione della ricerca e dell'innovazione (CTI).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Mediante la realizzazione di progetti di ricerca e di attuazione, lo Strategic Energy Technology Plan (piano SET) persegue l'obiettivo di aumentare la produzione di energia a partire da vettori energetici rinnovabili, di ridurre le emissioni di CO2 generate nelle grandi centrali a combustibili fossili (Carbon Capture and Storage, CCS) e di preparare la rete di energia elettrica per le immissioni di energia sempre più decentralizzate. Il piano SET costituisce lo strumento centrale dell'Ue per raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2020 nell'ambito della politica climatica. Il settimo programma quadro di ricerca dell'UE è una delle principali fonti di finanziamento del piano SET. La Svizzera, grazie alla collaborazione dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) in seno al comitato Energy Comitee del settimo programma quadro di ricerca e allo Steering Group del piano SET, è coinvolta direttamente nei processi del piano SET in corso. In entrambi i comitati guida la Svizzera gode dello statuto di Paese associato che può avanzare e far confluire direttamente le proprie esigenze nelle discussioni. I Paesi associati non godono tuttavia del diritto di voto.

Per quanto concerne le sette iniziative (European Industrial Initiatives) previste nel quadro del piano SET nei settori energia eolica, fotovoltaica e solare concentrata, reti di energia elettrica, biomassa, energia nucleare e cattura e stoccaggio di CO2 (sistemi CCS), è previsto lo stanziamento di circa 60 miliardi di euro entro il 2020. Nel corso di quest'anno saranno avviati i piani di implementazione (Implementation Plans). Questa prima tappa richiede già investimenti pari a circa 12 miliardi di euro. Le prime iniziative nei settori energia eolica e solare nonché reti di energia elettrica saranno avviate nell'ambito della conferenza prevista per il piano SET a Madrid all'inizio di giugno, i restanti progetti saranno lanciati in occasione della terza conferenza che si terrà alla fine di quest'anno a Bruxelles.

Attualmente, la Commissione dell'UE, d'intesa con gli organismi di gestione menzionati, definisce le modalità di attuazione delle iniziative e gli obblighi concreti legati alla partecipazione alle singole iniziative. Mentre in merito alla struttura organizzativa sono già state avanzate proposte concrete, non sono ancora chiari gli obblighi legati alla partecipazione alle singole iniziative.

Per i ricercatori svizzeri come anche per l'industria, la partecipazione del nostro Paese a queste iniziative è molto importante. A titolo preventivo, la Svizzera ha pertanto dichiarato il suo interesse di fondo per tutte le iniziative. Al momento, non è tuttavia ancora possibile stimare gli oneri finanziari e a livello di personale, visto che le modalità di partecipazione alle iniziative non sono ancora state definite.

In considerazione dei molti punti ancora in sospeso, la Confederazione al momento non può pronunciarsi in modo vincolante sul proprio impegno. Per questo motivo, il Consiglio federale respinge la mozione. Se il primo Consiglio dovesse accoglierla, il Consiglio federale chiederà al secondo Consiglio di modificarla.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.