Escludere il tabacco dai negoziati sulla sanità con l'Unione europea
10.3195 · Mozione · 2010-03-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di escludere il tabacco, e in particolare la norma "10-1-10", dai negoziati in corso con l'UE in vista di un accordo sulla sanità. Si tratta di una problematica di politica economica che per sua natura non deve figurare in un negoziato volto a migliorare gli standard sanitari in Svizzera e in Europa.
Begründung
Nel 2008 il Consiglio federale ha avviato negoziati con l'UE nei settori agroalimentare e sanitario. Bruxelles chiede sostanzialmente che la Svizzera recepisca l'acquis comunitario.
L'accordo sulla sanità implica la partecipazione della Svizzera a numerose agenzie e sistemi d'allerta. Fondamentalmente, questi programmi europei sono senz'altro positivi per la Svizzera. Sfortunatamente, però, l'UE ha inserito nei negoziati la problematica "tabacco", in particolare la questione delle norme di produzione "10-1-10" (10 mg di catrame, 1 mg di nicotina, 10 mg di monossido di carbonio).
Nell'UE questa norma rappresenta il tenore massimo di tali sostanze nelle sigarette consumate e prodotte sul territorio dei 27 Paesi membri. In Svizzera questa norma è valida per il consumo di sigarette, ma non per la produzione e l'esportazione al di fuori dell'UE. L'80 per cento dei 61 miliardi di sigarette prodotte in Svizzera viene esportato in Asia e in Medio Oriente. Stiamo parlando del "core business" di multinazionali insediate in Svizzera: PMI a Neuchâtel e Vaud, BAT nel Giura e nel canton Vaud, JTI a Lucerna e Ginevra. In questi cinque cantoni la problematica è quindi particolarmente sentita sul fronte occupazionale (5000 impieghi diretti), ma anche su quello fiscale: le entrate fiscali legate alle esportazioni ammontano infatti a centinaia di milioni di franchi.
Il consumo di sigarette non a norma risponde a una domanda reale. Non siamo tenuti a decidere norme di consumo fissate da Stati terzi. Inoltre, un blocco della produzione sul territorio svizzero comporterebbe sicuramente la delocalizzazione dei centri di produzione verso la Russia e l'Asia e il consumo non diminuirebbe.
È inconcepibile che la Svizzera accetti una tale imposizione da Bruxelles. La volontà dell'UE di imporre al nostro Paese un divieto di accesso al mercato extracomunitario è del tutto inaccettabile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal novembre del 2008 sono in corso negoziati tra la Svizzera e l'UE relativi a un accordo in ambito agroalimentare e sanitario. Le trattative in campo sanitario concernono, tra l'altro, la partecipazione della Svizzera al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ECDC, all'Autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA, al sistema di allarme rapido e di reazione per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili EWRS, al sistema di allarme rapido nei settori dei generi alimentari e dei mangimi nonché dei prodotti non alimentari RASFF e RAPEX e al programma d'azione comunitario in materia di salute (programma di sanità pubblica dell'UE).
La base di questa più stretta collaborazione è costituita dal diritto comunitario rilevante (acquis communautaire) nei settori della sanità e della sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti. Secondo la Commissione europea, rientrano nell'acquis communautaire anche le disposizioni della direttiva CE sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco (direttiva 2001/37/CE). Saranno le trattative a decidere in che misura l'acquis communautaire sarà recepito dalla Svizzera.
L'entità dell'acquis communautaire da recepire non può essere stabilita unilateralmente da una sola delle parti, ma viene definita sulla base di un interesse reciproco a rafforzare la cooperazione nel settore della sanità pubblica, fermo restando che ognuna delle parti fa valere le proprie esigenze. Il Consiglio federale non può escludere unilateralmente dalle trattative parti dell'acquis communautaire.
I negoziati hanno lo scopo di trovare soluzioni vantaggiose per entrambe le parti. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza che l'industria del tabacco riveste per l'economia e la politica regionale. Accetterà solo un risultato dei negoziati che sia nel complesso soddisfacente per la Svizzera, sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello politico economico. Inoltre, la ratifica di un eventuale accordo bilaterale con l'UE sottostà in ogni caso all'approvazione delle Camere federali. Il Parlamento avrà quindi la possibilità di esaminare il risultato dei negoziati e decidere definitivamente in merito.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.