10.3196 · Interpellanza · 2010-03-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale ritiene che possa essere utile richiedere una dichiarazione di provenienza per i combustibili nucleari, al fine di evitare la concorrenza sleale attuata attraverso false dichiarazioni? È disposto a pubblicare l'inventario dei materiali nucleari di cui all'articolo 72 della legge federale sull'energia nucleare (LENu) in una forma tale che sia possibile effettuare analisi serie del ciclo di vita?
2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui nei bilanci ecologici si debba tenere conto anche della storia dello sviluppo di una tecnologia, per esempio includendo i milioni di vittime della catastrofe di Chernobyl quando si tratta di valutare i combustibili nucleari di origine russa?
3. Il diritto vigente consente di aprire un procedimento per concorrenza sleale dovuta alla pubblicazione di ecobilanci falsi, e se sì, in che modo?
4. Il Consiglio federale vede qualche possibilità per ristabilire un minimo di onestà intellettuale presso il PSI, dove le energie rinnovabili vengono studiatamente diffamate da decenni?
Begründung
L'Istituto Paul Scherer (PSI) e la Axpo diffondono sistematicamente informazioni distorte e non veritiere sull'ecobilancio dell'energia nucleare. Nel frattempo, la Axpo ha ammesso che il suo ecobilancio per l'uranio di provenienza russa non è corretto. I responsabili, tuttavia, non intendono correggere le gravi carenze dei loro ecobilanci. Per esempio, i rifiuti tossici e radioattivi derivanti dalla produzione di energia elettrica tramite centrali nucleari sono registrati e valutati in maniera insufficiente; quelli che hanno causato un gran numero di vittime negli impianti nucleari russi, che hanno posto fine anzitempo alla vita di milioni di persone (800 000 solamente fra gli operai che hanno lavorato a Chernobyl per mettere in sicurezza la centrale) mancano nell'ecobilancio della Axpo e in quello del PSI, così come le conseguenze dell'estrazione dell'uranio (cancro e inquinamento) in altri Paesi.
Numerose pubblicazioni (p. es. Energy Policy, di B.K. Sovacool 36/2008) valutano l'energia eolica e solare in modo molto più positivo di quanto non facciano il PSI e la Axpo. Il PSI omette i dati scomodi e si riferisce in modo selettivo solo alle emissioni e alle conseguenze che gli sembrano opportune. Per contro, attribuisce alle energie rinnovabili una serie di fattori di inquinamento derivanti dall'industria nucleare (p. es. radioattività dovuta alle celle solari) che esso stesso ha provocato e che ovviamente scompaiono con una valutazione dinamica delle energie rinnovabili. Con rincrescimento bisogna prendere atto del fatto che le autorità di vigilanza della Confederazione fanno finta di niente quando gli ecobilanci vengono falsificati. L'obbligo di inventariare i materiali nucleari e di fornire informazioni al loro riguardo (legge federale sull'energia nucleare, articolo 72) non è rispettato in modo trasparente.
Stellungnahme des Bundesrates
A titolo introduttivo, il Consiglio federale rimanda anche alla sua risposta alla mozione Müller Geri 09.4048, "Vigilanza totale sui materiali nucleari". L'autore della mozione chiede un obbligo di notifica e di contabilità per i materiali nucleari delle centrali svizzere.
In merito alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:
1. In questo contesto, la legislazione sull'energia nucleare utilizza il concetto di "materiali nucleari". I "materiali nucleari" sono materiali che possono essere utilizzati per ricavare energia per mezzo di processi di fissione nucleare.
L'acquisizione dei materiali nucleari e l'acquisto di servizi in relazione alla fabbricazione di elementi di combustibile si svolgono nel quadro di contratti di diritto privato. Le informazioni che le autorità ricevono dagli esercenti degli impianti nucleari svizzeri sottostanno al segreto industriale e commerciale.
Ne consegue che solo le imprese stesse hanno accesso ai dati sull'esatta provenienza dei combustibili nucleari per le loro centrali e sono in grado di allestire, sulla base di tali dati, degli ecobilanci specifici per ciascuna centrale. L'Axpo ha allestito e pubblicato il proprio rapporto a titolo volontario. Indipendentemente da ciò, studi tecnologici sugli ecobilanci dei combustibili nucleari vengono condotti in tutto il mondo in diverse università e istituti di ricerca, fra i quali anche istituti dei politecnici federali, nel quadro di analisi dei cicli di vita di sistemi energetici.
2. Gli ecobilanci sono strumenti per la valutazione del carico ambientale determinato da prodotti (beni e servizi), imprese o interi sistemi economici. A questo riguardo sono possibili anche confronti fra diverse tecnologie e processi. Gli ecobilanci non prendono in considerazione le eventuali vittime di incidenti legati all'esercizio di una centrale nucleare; a tale scopo esistono altri approcci metodologici. Questi aspetti vengono per esempio esaminati nel progetto UE NEEDS (New Energy Externalities De-velopments for Sustainability) per i sistemi energetici.
3. Gli ecobilanci si fondano su basi scientifiche. Come già detto, gli approcci metodologici scelti, le ipotesi formulate e le condizioni quadro definite sono basate su considerazioni fondate da un punto di vista logico. La qualità di lavori e pubblicazioni scientifiche può inoltre essere assicurata attraverso "peer reviews".
4. La ricerca in ambito energetico svolta dall'Istituto Paul Scherrer (PSI) è sostenuta dalla Confederazione nel quadro del piano direttivo della ricerca energetica della Commissione federale per la ricerca energetica. Il PSI fa parte del settore dei politecnici federali; il mandato di prestazioni quadriennale e le condizioni di sovvenzionamento di tale settore sono decisi dal Parlamento, che definisce, insieme al Consiglio federale, gli obiettivi scientifici e pedagogici di ordine superiore. La ricerca energetica svolta dal PSI riguarda i settori delle energie rinnovabili e dell'energia nucleare. Il PSI gode di un'eccellente reputazione scientifica sia in Svizzera che all'estero. Il Consiglio federale non ha ragione di dubitare del lavoro del PSI.
Risposta del Consiglio federale.