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10.3203 · Mozione · 2010-03-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto che preveda l'esclusione dei "sans-papiers" dall'assicurazione di base LAMal e stabilisca altre vie legali per garantire un'assistenza sanitaria a queste persone.

Begründung

Conformemente a una direttiva dell'UFAS del 19 dicembre 2002, a diverse affermazioni del Consiglio federale e alla giurisprudenza del Tribunale federale (p. es. DTF 129 V 77), le persone senza permesso di dimora valido (i "sans-papiers") che hanno stabilito in Svizzera il loro domicilio ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile, sono soggette all'obbligo assicurativo secondo la LAMal.

L'affiliazione obbligatoria delle persone che dimorano illegalmente in Svizzera è problematica per diverse ragioni.

- L'obbligo assicurativo pone notevoli problemi pratici (p. es. il postulato Heim 09.3484): data l'assenza di documenti d'identità, vi è innanzitutto un forte rischio di abuso, poiché gli assicuratori non possono verificare se la persona in questione esista veramente. Poiché nella realtà è frequente che queste persone non abbiano un domicilio fisso, è inoltre difficile garantire il recapito della corrispondenza e l'esecuzione dei pagamenti (p. es. l'incasso dei premi). Un altro problema è che, non essendo possibile attuare la procedura d'esecuzione ordinaria, non è nemmeno possibile far intervenire l'aiuto sociale secondo la normale procedura. Infine, nella pratica gli assicuratori malattie constatano che i "sans-papiers" vengono affiliati all'assicurazione obbligatoria soltanto quando sono imminenti o sono già state sostenute ingenti spese mediche (p. es. in caso di gravidanza). Questa situazione sollecita oltremisura il principio di solidarietà su cui si fonda l'assicurazione sociale malattie, tanto più che anche i "sans-papiers" hanno diritto alla riduzione dei premi.

- Per ragioni di protezione dei dati, agli assicuratori è vietato, pena sanzioni, segnalare le persone senza permesso di dimora valido alle autorità cantonali di polizia degli stranieri. Questa situazione è insostenibile, poiché nell'ambito dell'assicurazione malattie obbligatoria gli assicuratori agiscono per delega dello Stato. La protezione dei dati produce pertanto l'effetto assurdo che un'autorità statale ostacola l'esecuzione del mandato legale di un'altra autorità statale. Con grande astuzia, diverse organizzazioni per la difesa dei "sans-papiers" sfruttano in modo mirato e sistematico questa asimmetria informativa a spese dei contribuenti.

- L'esclusione dei "sans-papiers" dall'assicurazione di base non viola il diritto all'aiuto in situazioni di bisogno garantito a tutte le persone che dimorano in Svizzera dalla Costituzione (art. 12 della Costituzione), che include anche l'assistenza medica necessaria alla sopravvivenza. Indipendentemente dal fatto di essere assicurati o meno, i "sans-papiers" hanno infatti diritto a un'assistenza medica minima (che dovrebbe essere il livello di riferimento per l'assistenza a questo gruppo di persone). Vi sono ulteriori possibilità per coprire le spese degli ospedali e delle altre istituzioni in caso di assenza di una copertura assicurativa (in primo luogo il pagamento delle prestazioni da parte dei pazienti stessi o, sussidiariamente, l'assunzione delle spese da parte dei poteri pubblici, p. es. tramite l'aiuto sociale o a titolo di aiuto in situazioni di bisogno).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Rispetto al diritto anteriore, la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) segna un vero progresso sociale. Essa ha reso obbligatoria l'assicurazione malattie, garantendo la parità di trattamento a tutte le persone in caso di malattia. La copertura universale e un catalogo uniforme di prestazioni permettono di assicurare a tutta la popolazione l'accesso a prestazioni mediche di elevata qualità. Ne consegue che, in virtù dell'articolo 3 LAMal, i "sans-papiers" sono soggetti all'assicurazione malattie durante il loro soggiorno in Svizzera, dato che vi hanno stabilito il loro domicilio ai sensi dell'articolo 24 del Codice civile (RS 210).

Il Consiglio federale ritiene che l'esclusione di una categoria della popolazione dall'assicurazione malattie costituirebbe un passo indietro, poiché aprirebbe una falla nel sistema in vigore e rimetterebbe in questione un principio essenziale sui cui è fondata la LAMal. È dell'opinione che sia primordiale offrire la stessa assistenza medica a tutta la popolazione residente in Svizzera, indipendentemente dalla sua origine o dal suo statuto di residenza.

L'introduzione di un sistema sanitario parallelo, come chiesto dall'autore della mozione, creerebbe strutture ridondanti provocando tutto sommato solo costi supplementari e uno spostamento degli oneri dall'assicurazione malattie ai cantoni o alla Confederazione. In ultima analisi, la comunità degli assicurati non ne trarrebbe alcun vantaggio economico significativo, mentre ai contribuenti si chiederebbe una partecipazione alla copertura dei costi. Inoltre, tale pratica creerebbe pesanti oneri amministrativi soprattutto per la Confederazione e i cantoni. Il Consiglio federale ritiene che un cambiamento di sistema non sia opportuno poiché graverebbe inutilmente sulle casse pubbliche, mentre la copertura esistente basata sul sistema assicurativo è più adeguata sotto il profilo economico.

Tuttavia, alcune questioni relative all'assicurazione dei "sans-papiers", che per altro non costituiscono una categoria di persone definita in modo preciso, devono effettivamente essere chiarite. Per questo motivo, nella sua risposta al postulato Heim 09.3484, "Sans-papiers. Assicurazione malattie e accesso all'assistenza sanitaria", il Consiglio federale si è dichiarato disposto a elaborare un rapporto che illustri la situazione dei "sans-papiers" nei diversi cantoni. Pertanto, come ha già precisato nella sua recente risposta all'interpellanza Heim 09.4122, "Dignità umana dei 'sans-papiers'", il Consiglio federale ritiene che per il momento, e prima di conoscere le conclusioni del suddetto rapporto, non vi sia la necessità di intervenire ulteriormente in questo ambito.

Infine, l'esclusione pura e semplice di una categoria della popolazione dalla LAMal non permetterebbe di risolvere il problema sollevato dall'autore della presente mozione. Per questa ragione il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.