10.3211 · Interpellanza · 2010-03-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Secondo il programma di legislatura 2007-2011, il Consiglio federale dovrebbe avviare negoziati con l'Unione europea in merito a un accordo quadro.
1. A che punto si trovano i negoziati? Che cosa può ottenere la Svizzera con la conclusione di un tale accordo? Come valuta il Consiglio federale a questo proposito la richiesta, avanzata dal Consiglio dei ministri dell'Unione europea, secondo cui i trattati bilaterali (già esistenti e futuri) - come pure l'accordo SEE - dovrebbero essere resi più dinamici sia a livello politico che sul piano giuridico?
2. Esso ritiene che il bilateralismo, al quale manca ampiamente il diritto di partecipazione istituzionale, tuteli in misura sufficiente la sovranità della Svizzera in caso di conflitto?
3. In che cosa consiste nell'ambito del diritto materiale la differenza tra un accordo quadro e la qualità di membro dello SEE? In quale misura sarebbero garantite nello SEE la libera prestazione di servizi, la libertà di domicilio e la libertà di circolazione dei capitali?
4. Chiedo al Consiglio federale, viste da un lato la crisi del bilateralismo e, dall'altro, le notevoli opposizioni nei confronti dell'adesione all'Unione europea, se è disposto a prendere in considerazione un nuovo tentativo di adesione della Svizzera allo SEE.
Begründung
Sono in aumento i segnali secondo cui la via bilaterale, che percorriamo ormai da diversi anni in seguito al risultato negativo della votazione del 6 dicembre 1992 sullo Spazio economico europeo, stia avvicinandosi alla fine.
Secondo l'articolo 93 capoverso 2 dell'accordo SEE, le decisioni del comitato misto SEE vengono prese mediante accordo fra la Comunità e gli Stati AELS (EFTA), che si esprimono con una sola voce. In un blocco di Paesi dell'AELS formato dall'Islanda, dal Liechtenstein e dalla Norvegia la Svizzera, grazie al suo peso economico e politico nonché all'indiscussa efficienza della sua diplomazia, avrebbe un influsso maggiore rispetto al 1992, dal momento che allora anche la Finlandia, l'Austria e la Svezia facevano parte del blocco dei Paesi dell'AELS in seno allo SEE.
Per quanto riguarda l'AELS esistono in seno allo SEE un'autorità di sorveglianza e una Corte di giustizia dell'AELS. In entrambe le istanze ognuno degli Stati dello SEE/dell'AELS è rappresentato da un membro. Secondo gli accordi bilaterali la Svizzera adotta il diritto dell'Unione europea e i suoi tribunali lo interpretano autonomamente secondo le norme del diritto internazionale. In caso di conflitto siamo spesso obbligati a percorrere la difficile via diplomatica (p. es. controversia sulla fiscalità con l'Unione europea). Le questioni che in seno allo SEE vengono risolte giuridicamente assumono un carattere politico a livello del bilateralismo.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Non vi sono negoziati in corso in merito a un accordo quadro tra la Svizzera e l'Unione europea. L'eventuale avvio di tali negoziati dovrebbe essere deciso dal Consiglio federale.
Come il Consiglio federale ha già precisato nella sua risposta all'interpellanza del gruppo dell'UDC 09.3249, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione europea non prevedono la trasposizione automatica del nuovo diritto europeo. Tuttavia essi devono essere adeguati regolarmente per garantire un'applicazione uniforme del diritto comunitario rilevante per le due parti e per evitare distorsioni che sarebbero sfavorevoli anche per la Svizzera. L'idea di un accordo quadro è nata in particolare dal desiderio di migliorare questo processo di aggiornamento. Un'eventuale soluzione dovrà comunque rispettare la sovranità di entrambe le parti e non potrà prevedere il principio dell'automatismo. Inoltre un accordo quadro permetterebbe eventualmente di disciplinare in modo uniforme diverse questioni orizzontali, che si pongono nell'ambito della maggior parte dei trattati bilaterali. Infine un tale accordo offrirebbe anche una piattaforma che consentirebbe di intensificare il dialogo politico tra la Svizzera e l'Unione europea.
Nelle sue conclusioni dell'8 dicembre 2008, il Consiglio dell'Unione europea sottolineava le differenze che esistono tra il diritto applicabile nel quadro dei nostri accordi bilaterali, da un lato, e lo sviluppo del diritto comunitario, dall'altro. Esso ritiene che la creazione di un meccanismo permanente che consenta alla Svizzera di adeguare più efficacemente la sua legislazione all'ulteriore sviluppo del diritto comunitario contribuirebbe a ridurre tali differenze. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un meccanismo di adeguamento efficace dei trattati corrisponde in linea di massima agli interessi delle due parti. Tuttavia ogni meccanismo di adeguamento deve essere conforme alla nostra sovranità e alle nostre procedure interne. Un accordo quadro deve infatti soddisfare nella sua globalità gli interessi della Svizzera.
2. Nel rapporto Europa 2006 e nel rapporto sulla politica estera 2009, il Consiglio federale ha preso posizione dettagliatamente in merito alla questione della salvaguardia della nostra sovranità nel quadro della via bilaterale. Esso valuterà inoltre questo aspetto nel suo rapporto in risposta al postulato Markwalder 09.3560.
3. Un eventuale accordo quadro con l'UE si distinguerebbe dallo SEE per la sua natura: infatti si tratterebbe di uno strumento il cui obiettivo principale sarebbe di facilitare la cooperazione nell'ambito degli accordi con l'UE e di fornire una piattaforma per favorire il dialogo politico. Contrariamente allo SEE, che è un accordo multilaterale e globale che associa la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein all'intero mercato interno dell'UE, un accordo quadro con l'UE sarebbe unicamente bilaterale e si concentrerebbe su questioni procedurali. Al contrario dello SEE, che garantisce un ampio accesso al mercato interno, un accordo quadro si limiterebbe a un approccio settoriale, che attualmente non comprende, ad esempio, il settore dei servizi. Un accordo quadro non avrebbe inoltre l'effetto di modificare o di estendere i settori di cooperazione materiale con l'Unione europea.
4. La questione di un'eventuale adesione della Svizzera allo SEE sarà trattata nell'ambito del rapporto in risposta al postulato Markwalder 09.3560. Fino ad allora il Consiglio federale ritiene che le dichiarazioni contenute nel rapporto Europa 2006 e nel rapporto sulla politica estera 2009 continuino ad essere valide e che il proseguimento della cooperazione bilaterale sia attualmente il mezzo più adeguato di tutelare gli interessi della Svizzera nei confronti dell'Unione europea.
Risposta del Consiglio federale.