10.3233 · Mozione · 2010-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese, il Consiglio federale è incaricato di potenziare con le seguenti misure la piazza svizzera per la ricerca e lo sviluppo:
1. introduzione di un'agevolazione fiscale a livello di imposta federale diretta per le imprese che dimostrano che le loro uscite per lavori di ricerca e sviluppo sono state effettuate in Svizzera;
2. questa deduzione fiscale dovrebbe situarsi in una fascia compresa tra il 30 e il 40 per cento delle uscite complessive a titolo della ricerca e dello sviluppo e dovrebbe essere impostata per quanto possibile in modo semplice;
3. le uscite qualificate dovrebbero coprire i seguenti settori: attività di la ricerca e lo sviluppo operazionali, investimenti nel settore della ricerca e dello sviluppo nonché uscite a titolo di della ricerca e dello sviluppo per i progressi in fatto di sviluppo e registrazione;
4. le agevolazioni fiscali devono figurare anche nella legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni.
Nel confronto internazionale, il potere innovativo delle imprese svizzere appare sempre relativamente elevato. Tuttavia con l'aumento dell'internazionalizzazione, anche altri Paesi hanno scoperto questo potere innovativo e vorrebbero appropriarsene. Dato che la Svizzera dispone di poche risorse proprie, che una buona attività in materia di ricerca e sviluppo riveste un ruolo centrale per il nostro Paese e che la Svizzera figura quale Paese orientato alle esportazioni, questo settore deve essere urgentemente potenziato. Diversi Paesi sono riusciti a offrire condizioni semplici e vantaggiose. Ad esempio l'Irlanda, l'Inghilterra, il Belgio, la Francia ma anche Paesi più lontani come la Cina, Singapore, gli Stati Uniti, il Canada e l'India offrono aliquote di imposta sul reddito basse, agevolazioni fiscali speciali per uscite qualificanti, deduzioni fiscali per entrate da licenze e brevetti, fondi di sostegno una tantum a edifici e impianti per la ricerca e lo sviluppo eccetera. Pertanto questi Paesi attirano con successo imprese che investono molto in ricerca e sviluppo.
Secondo l'Ufficio federale di statistica, le imprese svizzere impiegano più mezzi per progetti di ricerca all'estero che in Svizzera. Già da tempo, una contabilizzazione delle uscite a titolo della ricerca e dello sviluppo conformemente alla prassi svizzera attuale, come peraltro offerta dalla maggior parte dei Paesi, non è più innovativa. Il sostegno diretto della Confederazione per i progetti di ricerca si è pure rivelato insufficiente. Anche le analisi dell'OCSE hanno mostrato che gli incentivi fiscali per le imprese favoriscono più gli investimenti nel settore della ricerca e dello sviluppo che non una sua promozione diretta.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui il settore ricerca e sviluppo riveste un ruolo centrale nell'accrescere l'efficienza tecnologica di un Paese. Mediante la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI), la Confederazione sostiene attivamente progetti di ricerca promuovendo la collaborazione fra scuole universitarie ed economia, investendo circa 100 milioni di franchi all'anno.
Le uscite correnti del settore ricerca e sviluppo in Svizzera, come in quasi tutti gli altri Paesi, possono essere contabilizzate integralmente come spese e quindi detratte dalle imposte. Inoltre, il diritto vigente prevede che ogni impresa può costituire un accantonamento per futuri mandati di ricerca e di sviluppo conferiti a terzi pari al massimo al 10 per cento dell'utile imponibile, tuttavia non oltre un milione di franchi (art. 29 cpv. 1 lett. d, art. 63 cpv. 1 lett. d LIFD). Il promovimento del settore ricerca e sviluppo attraverso agevolazioni fiscali rappresenta una sovvenzione indiretta delle attività di ricerca e sviluppo delle imprese. Se la ricerca e lo sviluppo promossi portano a un'innovazione utilizzabile, aumenta in particolare la redditività dell'impresa che ha approfittato del promovimento. In questo modo vengono generati utili nel settore privato. Agevolazioni fiscali per il promovimento di un determinato comportamento hanno di regola effetti limitati e quindi un importante effetto di trascinamento: le imprese sono infatti interessate a investire nella ricerca e nello sviluppo perché possono trarvi profitto. Il promovimento del settore della ricerca e dello sviluppo attraverso agevolazioni fiscali persegue inoltre un obiettivo extrafiscale. L'attuazione della mozione comporterebbe del resto un'ulteriore e malvista complicazione eccessiva del sistema fiscale.
Per questi motivi il Consiglio federale si è pronunciato a favore di un altro modo di procedere nell'ambito della prossima riforma dell'imposizione delle imprese (USTR III), al fine di promuovere la crescita dell'economia nazionale in Svizzera. Per il Consiglio federale si tratta di migliorare il contesto fiscale in generale. Al riguardo sono valutati in particolare la soppressione della tassa di emissione sul capitale proprio, l'eliminazione di ostacoli fiscali in ambito di finanziamento dei gruppi societari, l'elaborazione della deduzione per partecipazioni per le persone giuridiche, come pure adeguamenti dello statuto fiscale cantonale nell'ambito della legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni. Il Consiglio federale prevede quale valore indicativo minori entrate per la Confederazione derivanti dalla USTR III dell'ammontare di circa 500 milioni di franchi. Se le agevolazioni fiscali richieste nella mozione per il settore della ricerca e dello sviluppo dovessero pure essere integrate nella USTR III, questo tetto massimo dei costi sarebbe nettamente superato. L'accoglimento della mozione richiederebbe una nuova ponderazione delle misure stabilite nella USTR III e supererebbe il quadro finanziario fissato per la USTR III dal Consiglio federale.
Il Consiglio federale non può pertanto sostenere quanto richiesto dall'autore della mozione. Il governo conferma così la sua posizione, già esposta il 18 febbraio 2009 in risposta alla mozione 08.3853 (Introduzione di misure di sostegno fiscali per rafforzare la ricerca svizzera).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.