10.3248 · Mozione · 2010-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica dell'articolo 54 della legge federale sugli stranieri (LStr), la quale consenta di vincolare il rilascio di un permesso di domicilio a un accordo di integrazione che preveda la frequentazione di un corso linguistico o d'integrazione e il cui mancato rispetto possa essere sanzionato con la revoca del permesso di domicilio.
Begründung
Presupponendo che si voglia poter sanzionare il mancato rispetto degli obiettivi stabiliti, lo strumento dell'accordo di integrazione può essere utilizzato soltanto per un gruppo di persone relativamente ristretto. Conformemente alla vigente LStr, gli accordi di integrazione possono essere conclusi soltanto con gli stranieri titolari di un permesso B, ossia con una piccola parte degli immigrati. Una modifica dell'articolo 54 LStr consentirebbe di ampliare il gruppo target con cui stipulare un accordo di integrazione, declassando i permessi C in permessi B. In tal modo gli accordi di integrazione potrebbero essere conclusi anche con gli stranieri titolari di un permesso di domicilio, ma scarsamente integrati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In risposta alla mozione dell'ex consigliere agli Stati Schiesser 06.3445, "L'integrazione in quanto compito sociale e statale di fondamentale importanza", e alla mozione del gruppo socialista 06.3765, "Piano d'azione Integrazione", il 5 marzo 2010 il Consiglio federale ha presentato un rapporto concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione, in cui verifica la politica federale in materia d'integrazione nel suo complesso. Tale valutazione si fonda sulle esperienze finora maturate con l'attuazione della nuova LStr, in vigore dal 1° gennaio 2008, e su consultazioni ad ampio raggio, in particolare i lavori e le raccomandazioni della Conferenza tripartita sugli agglomerati del 29 giugno 2009, facendo riferimento a precedenti interventi parlamentari in materia di integrazione. Il Consiglio federale propone di sancire meglio l'integrazione sul piano normativo, completando le leggi esistenti con i pertinenti articoli. Gli obiettivi, i principi e gli strumenti speciali della politica in materia di integrazione, quali gli accordi di integrazione, devono continuare a essere sanciti nella LStr, che va adeguata di conseguenza, o in una legge quadro sull'integrazione. Una corrispondente proposta e un messaggio sono in elaborazione.
La questione dell'utilizzo degli accordi di integrazione potrà essere ridiscussa nell'ambito di questi lavori generali di revisione, sulla scorta delle esperienze maturate in seguito all'introduzione, nel gennaio 2008, di questo nuovo strumento nei cantoni. Attualmente alcuni cantoni lo utilizzano nell'ambito di progetti pilota o nei confronti di determinati gruppi target. I progetti pilota di alcuni cantoni saranno valutati entro l'estate 2010 con il sostegno della Confederazione. Da tale valutazione potrebbe risultare la necessità di adeguare le raccomandazioni della Confederazione in merito agli accordi di integrazione.
Tuttavia, la proposta di estendere lo strumento dell'accordo di integrazione alle persone titolari di un permesso di domicilio comporterebbe modifiche sostanziali della LStr. L'articolo 34 capoverso 1 LStr sancisce, infatti, che il permesso di domicilio è di durata illimitata e non è vincolato a condizioni. Può essere revocato soltanto in presenza di motivi importanti (art. 62 LStr). Con le iniziative parlamentari Pfister Gerhard 08.420, "Concretizzare l'integrazione a livello legislativo", e Müller Philipp 08.406, "Permesso di dimora annuale per gli stranieri domiciliati che rifiutano di integrarsi", si sta attualmente cercando di vincolare più saldamente il rilascio e la revoca dei permessi di domicilio all'integrazione dello straniero.
Peraltro, il rapporto concernente lo sviluppo della politica integrativa della Confederazione prevede, quale nuova misura, che tutti i nuovi immigrati siano informati, durante un colloquio personale, in merito alle aspettative nei loro confronti e alle possibilità che offre loro la Svizzera. L'idea è di sfruttare al meglio i potenziali esistenti, individuare tempestivamente eventuali rischi per quanto riguarda l'integrazione e adottare se del caso misure mirate, tenendo conto della situazione personale del singolo. Ciò permette di ridurre il rischio di ritrovarsi con persone poco integrate titolari di un permesso di domicilio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.