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10.3267 · Postulato · 2010-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

La ripartizione dei ruoli nell'educazione dei figli è condizionata dalle disposizioni legali di numerosi settori, come per esempio la formazione, il mercato del lavoro, la fiscalità o le assicurazioni sociali. Ciò vale non da ultimo per i padri che desiderano partecipare all'educazione dei figli e ai lavori domestici. Il Consiglio federale è pertanto invitato a presentare un rapporto sulle normative legali che causano "distorsioni del mercato".

Begründung

Nella nostra concezione della società, forma di famiglia e ripartizione dei ruoli rientrano nella sfera delle scelte individuali. Lo Stato non deve favorire alcun modello, ma garantire la libertà di scelta. Tuttavia, affinché i genitori siano davvero liberi di scegliere e possano vivere anche nella realtà forme di famiglia egualitarie, è necessaria un'analisi accurata dei condizionamenti indiretti insiti nella legislazione. Un esempio emblematico al riguardo è l'importo di coordinamento nella previdenza professionale: la mancanza di una norma di legge che ne imponga l'adeguamento al grado di occupazione fa sì che, al momento del pensionamento, una coppia tradizionale (padre che lavora a tempo pieno; madre casalinga) si trovi in una situazione finanziaria migliore rispetto a una coppia con una ripartizione egualitaria dei ruoli (entrambi i coniugi lavorano al 50 per cento). In questo caso, le condizioni quadro legali favoriscono implicitamente la ripartizione tradizionale dei ruoli.

Malgrado il crescente consenso sociale nei confronti di una maggiore partecipazione dei padri all'accudimento dei figli, il loro impegno in tal senso progredisce solo molto lentamente. È quindi indispensabile che lo Stato proceda a un'analisi accurata delle distorsioni occulte del "mercato".

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Quando si tratta di definire le condizioni quadro legali, il Consiglio federale mira a escludere o a eliminare possibili limitazioni della libertà di scelta della forma di famiglia.

Per migliorare la conciliabilità tra formazione e famiglia il Consiglio federale ha adottato il rapporto "Conciliabilità tra famiglia e studio" in adempimento al postulato Fehr Jacqueline 06.3321 (http://www.sbf.admin.ch/htm/ dokumentation/publikationen/sbf/Postulat_Fehr-i.pdf) e, nell'ambito delle proprie competenze, intende esaminare durante la preparazione del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione 2013-2016 quali misure potrebbe adottare per migliorare la situazione. Inoltre, entro la fine del 2011 elaborerà un avamprogetto di legge sulla formazione continua che sarà posto in consultazione. Questi lavori gli permetteranno di esaminare per quali gruppi di destinatari si dovrà migliorare l'accesso alla formazione continua e quali strumenti andranno utilizzati.

Con l'entrata in vigore, nel 2008, delle misure immediate volte ad attenuare la discriminazione dei coniugi a doppio reddito rispetto ai concubini a doppio reddito è stata in gran parte soppressa la penalizzazione del matrimonio. Inoltre, a partire dal 2011 la riforma dell'imposizione delle famiglie prevede l'introduzione di una nuova deduzione per le cure ai figli prestate da terzi, che migliorerà la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Infine le Camere federali hanno accolto la mozione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati 08.3450, "Trattamento fiscale corretto delle spese di formazione e di perfezionamento".

Uno degli obiettivi del Consiglio federale è di ridurre la differenza salariale media ancora esistente tra uomini e donne nonostante la legge sulla parità dei sessi. L'esecutivo sostiene quindi il dialogo sulla parità salariale avviato con le parti sociali. Mediante progetti di sensibilizzazione e d'informazione (ad es. manuale per le PMI "Lavoro e famiglia" e studio Prognos "Analisi dei costi e dei benefici economici di una politica aziendale di sostegno alla famiglia") promuove condizioni di lavoro favorevoli alle famiglie e, con i cantoni e i comuni, provvede a migliorare l'informazione sulle misure esistenti nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia e della politica aziendale favorevole alle famiglie (attraverso la piattaforma informativa "Conciliabilità tra lavoro e famiglia: provvedimenti dei cantoni e dei comuni", www.lavoroefamiglia.admin.ch). Infine, mediante la rete "Consultori in rete lavoro + famiglia" (www.plusplus.ch), finanziata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, offre assistenza alle famiglie in diverse situazioni di vita e professionali.

La questione relativa alla deduzione di coordinamento nella previdenza professionale, sollevata dall'autrice del postulato, è stata esaminata nell'ambito dei dibattiti parlamentari sulla 1a revisione della LPP dalla sottocommissione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale, che ha deciso di non introdurre l'obbligo di prendere in considerazione il tasso d'occupazione.

Pur essendo consapevole dei problemi esposti e della loro complessità, il Consiglio federale ritiene che, proprio a causa della complessità della tematica, una visione d'insieme delle normative legali che causano "distorsioni del mercato" sarebbe poco efficace. Il rapporto richiesto nel postulato non fornirebbe nuove informazioni. Il Consiglio federale propone quindi di respingerlo, ritenendo più appropriata un'analisi accurata dei problemi nell'ambito dei singoli processi legislativi.

L'esecutivo segnala infine che il programma nazionale di ricerca 60 sull'uguaglianza fra uomini e donne, messo a concorso il 28 novembre 2007, analizza dal punto di vista scientifico i punti di contatto e le interdipendenze tra famiglia, attività professionale e formazione tenendo conto delle condizioni quadro istituzionali e dei modelli comportamentali e decisionali tipici adottati dalle donne e dagli uomini nel corso della loro vita.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.